REGGIMENTO “CAVALLEGGERI DI LODI” (15°)

  

SOCIO D’ONORE DELL’ISTITUTO DAL 1979

TESSERA N° 609

Motto:   “Lodi s’immola “.

Festa:    26 ottobre – anniversario del combattimento di Henni – Bu – Meliana (1911)

Sede:     Lecce – Caserma “Nacci”

Mostrina: rettangolare contenente fiamma a tre punte nera su fondo scarlatto.

 

Emblema araldico

Scudo: partito. Nel primo di rosso alla croce d’argento (simbolo di Savoia a ricordo dell’origine del reggimento). Nel secondo di oro alla croce di rosso (stemma della città di Lodi).

Il motto “Lodi s’immola” è stato desunto dalla “canzone della Diana” di Gabriele D’Annunzio.

Origini e vicende organiche

Il 16 settembre 1859 viene costituito in Alessandria il Reggimento “Cavalleggeri di Lodi” su tre squadroni; concorrono alla formazione i reggimenti “Nizza”, “Saluzzo” e “Alessandria” con uno squadrone ciascuno. L’unità negli anni seguenti cambia più volte denominazione in:

15° Reggimento di Cavalleria (Lodi) il 10 settembre 1871;

Reggimento di Cavalleria “Lodi” (15°) il 5 novembre 1876;

Reggimento “Cavalleggeri di Lodi” (15°) il 16 dicembre 1897;

All’inizio della guerra 1915-18 il 1° squadrone è in Libia ed ivi rimane per tutta la durata del conflitto. Nel febbraio 1916 il 2° e 3° squadrone vengono appiedati ed operano in trincea rispettivamente con i reggimenti “Lancieri di Novara” e “Cavalleggeri Guide”. Trasferito nel marzo 1916 al fronte albanese, il reggimento nel mese successivo viene rinforzalo da personale appiedato con il quale nel mese di ottobre sono formati il 9° e 10° squadrone appiedati, riuniti nel 4° gruppo. Nel giugno 1916 con personale giunto dal deposito in Napoli e con i cavalli del 2° e 3° squadrone appiedati sono formati il 7° e 8° squadrone (3° gruppo). L’anno seguente, nel mese di maggio, vengono costituiti il 2° e 3° squadrone bis, appiedati, e nel mese di luglio, ha vita la 732ª cp. mitraglieri. Nell’aprile 1918 il 3° gruppo squadroni è trasferito sul fronte francese mentre altri reparti, con il comando di reggimento, operano in Macedonia ove rimangono poi fino al maggio 1919. A seguito della riduzione dei reggimenti dell’Arma nel novembre 1919 il II gr. squadroni di “Lodi” prende il nome di “Cavalleggeri Udine” avendone assorbito il reparto. Il 20 maggio 1020 il reggimento viene sciolto e le gloriose tradizioni sono affidate al reggimento “Cavalleggeri di Firenze” al quale cede nella circostanza due squadroni. Nel corso del secondo conflitto mondiale l’unità viene ricostituita il 15 febbraio 1942 in Pinerolo quale Raggruppamento Esplorante Corazzato (R.E.Co.) “Cavalleggeri di Lodi” (15°) su comando, squadrone comando, I e II gr. Viene sciolto il 13 maggio 1943 in Tunisia, per eventi bellici.

Il 1° gennaio 1952 si forma a Verona, lo Squadrone di Cavalleria Blindata “Cavalleggeri di Lodi” al quale sono affidate le tradizioni reggimentali. L’unità si trasforma nel settembre 1956 in Gruppo Squadroni “Cavalleggeri di Lodi” e tale rimane sino alla ristrutturazione dell’Esercito, a seguito della quale il 30 ottobre 1915 prende il nome di 15° Gruppo Squadroni “Cavalleggeri di Lodi” ed è posto alle dipendenze della Divisione cor. “Centauro”. Per decreto 12 novembre 1976 gli viene assegnata la Bandiera di guerra del disciolto reggimento. Nel 1983 “Lodi” distacca presso il Contingente Italiano in Libano un plotone esploratori su autoblindo: dal I7 marzo al 23 dicembre si alternano nel Medio Oriente tre plotoni di formazione per complessivi 3 ufficiali e 154 fra sottufficiali e soldati, con 7 autoblindo e 15 autocarri. Il 31 luglio 1986, cambia nome in 15° Gruppo Squadroni Carri “Cavalleggeri di Lodi”. Nel quadro del riordinamento della Forza Armata, il gruppo squadroni perde la propria autonomia il 5 settembre 1991 ed il giorno successivo dà vita, in fase sperimentale, al 15° Reggimento “Cavalleggeri di Lodi” la cui ricostituzione viene sancita in data 10 settembre 1992 come Reggimento “Cavalleggeri di Lodi” (15°) su comando, squadrone comando e servizi, un gr. su tre squadroni, assumendo veste e fisionomia blindata. Nel 1994. da giugno ad agosto, il 2° squadrone esplorante partecipa all’operazione “Vespri Siciliani” quindi dal 13 dicembre tutto il reggimento è impegnato per la medesima esigenza; si schiera nella zona di Catania ove rimane fino al 13 febbraio 1995.

Il 29 ottobre 1995 disposto lo scioglimento del reggimento attuato il 31 dello stesso mese. Lo stendardo del reggimento è stato depositato il 16 novembre presso Sacrario delle Bandiere al Vittoriano. Il 10 dicembre 2019 lo stendardo del Reggimento lascia il Sacrario delle Bandiere per essere trasferito alla caserma “Nacci” di Lecce dove il Reggimento “Cavalleggeri di Lodi” (15°) si ricostituisce il 10 gennaio 2020 a seguito della soppressione del 31° Reggimento Carri.

Campagne di guerra e fatti d’arme

Brigantaggio (1863-64): Benevento, Torre Oppido – Ofanto

Terza d’Indipendenza (1866)

Roma (1870)

Eritrea (1887-88): concorre alla formazione dello squadrone Cavalleria Africa e dello squadrone Cacciatori a Cavallo

(1895-96): invia 69 soldati a corpi vari

Libia (1911-12):

– 1911: Henni Bu Meliania

– 1913: Monterus Nero

Prima Mondiale (1915- 18):

– 1916: Monfalcone (mag.) – M. Cosich, M. Debeli (ago.), Gorizia (ago.) – Albania: Cifilk, Idris

– 1918: Albania: Malakastra – Fieri (lug.) – Francia: Reims (lug.), Chemin des Dames (ott.), Sissonne, Mosa (nov.)

– 1918-19: Macedonia (nov. 1918- mag. 1919): 4°, 5° e 6° squadrone

Seconda Mondiale (1940-43):

– 1942: Tunisia (nov.): Gabes

– 1943: Tunisia (gen.-mag.1): Kebili, El Ayacha, Faid Sbikka, Enfidaville

Ricompense allo Stendardo

Al Valor Militare

 Medaglia d’Argento – Decreto 19 gennaio 1913

“Per la splendida condotta tenuta dal 1° e 2° squadrone nel combattimento di Henni – Bu – Meliana” (26 ottobre 1911).

Medaglia d’Argento – Decreto 21 dicembre 1913

“Per la splendida prova di valore data dagli squadroni 3° e 4° del reggimento nel combattimento di Monterus Neru (23 marzo 1913), durante il quale con una carica brillantissima rovesciarono il nemico incalzante.”

Medaglia d’Argento – Decreto 29 novembre 1954

“Nel corso di una lunga durissima campagna in territorio d’oltre mare si batteva con indomito ardimento contro un nemico soverchiante per numero e potenza di mezzi. In temerarie puntate esplorative come in eroiche azioni di retroguardia, nell’attacco come nella difesa, sul motociclo, sul carro armato leggero, i suoi superbi reparti meccanizzati sapevano essere degni eredi degli squadroni a cavallo del vecchio reggimento, emulandoli nel valore e nel sacrificio e tenendo fede al glorioso motto “Lodi s’immola”.” Gabes – Kebili-El Ayacha – Faid Sbikka – Enfidaville (Tunusia), 20 novembre 1942 – 12 maggio 1943