REGGIMENTO “SAVOIA CAVALLERIA (3°)”

  

SOCIO D’ONORE DELL’ISTITUTO DAL 1971 – TESSERA N° 136

Motto: “Savoye bonnes nouvelles”.

Festa: 24 agosto – anniversario del combattimento di Jsbuschenskij (1942)

Sede: Grosseto – Caserma “Beraudo di Pralormo”

Mostrina: fiamma a tre punte di colore nero

Origini e vicende organiche

Con decreto 23 luglio 1692 ha vita il Reggimento di Cavalleria “Savoia”, su nove compagnie; l’unita viene sciolta il 22 novembre 1699 ma il 4 aprile 1701 è di nuovo formata su otto compagnie. Aumentate a 10 le compagnie nel dicembre 1733, il reggimento dal settembre 1774 è ordinato ancora in otto compagnie raggruppate in quattro squadroni e cede due cp. al nuovo reggimento “Aosta”‘

Successivamente, abolito il livello di compagnia, dal 26 ottobre 1796 rimane suddiviso su quattro squadroni. Il 9 dicembre 1798, sciolto dal giuramento di fedeltà al Re di Sardegna e passato al servizio della Repubblica piemontese il reggimento è inviato a Casalmaggiore ed è designato quale 6° Reggimento di Cavalleria. Nel gennaio 1799 viene sciolto: due squadroni passano al 2° reggimento Dragoni piemontesi e due al 4° reggimento Dragoni Piemontesi. Il 1° dicembre 1814 è decretata la formazione del Reggimento “Savoia Cavalleria” che viene ordinato il 1° gennaio 1815 su sei squadroni raggruppati in tre divisioni. Il 23 giugno 1819 il reggimento passa nella cavalleria leggera e prende il nome di Reggimento “Cavalleggeri di Savoia”. Aumentate a quattro le divisioni nel giugno 1823, l’organico di conseguenza è portato otto squadroni, ridotti poi nuovamente a sei il 9 agosto 1831, più uno squadrone deposito da formarsi solo in caso di guerra. Il 3 gennaio 1832 cessa di appartenere alla specialità cavalleggeri ed assume la denominazione di Reggimento “Savoia Cavalleria”. Nel 1850, ancora il 3 gennaio, il reggimento viene annoverato tra la cavalleria di linea ed è ordinato su stato maggiore, quattro squadroni attivi ed un deposito; cede il 6° squadrone per la formazione del reggimento “Cavalleggeri di Monferrato”.

Con decreto 19 ottobre 1859 prende il nome di Reggimento “Corazzieri di Savoia” ma successivamente cambia ancora nominativo in:

Reggimento “Savoia Cavalleria” il 6 giugno 1860;

3° Reggimento di Cavalleria (Savoia) il 10 settembre l871;

Reggimento di Cavalleria “Savoia” (3°) il 5 novembre 1876;

Reggimento “Savoia Cavalleria” (3°) il 16 dicembre 1897.

Nel 1903 in occasione del nono centenario dell’origine della Casa Savoia, il Re concede in dono al reggimento uno speciale distintivo consistente in apposite banderuole da applicare alle trombe nel corso delle cerimonie con la truppa in armi con la grande uniforme (G.M. 1903 – circ. n. 208). Durante la guerra 1915-18 il rtg. Forma la 1497^ cp. mitraglieri a piedi. A seguito della riduzione dei reggimenti dell’Arma sancita dal decreto 21 novembre 1919 il II gr. squadroni di “Savoia” prende il nome di “Lancieri di Vercelli” avendone assorbito il reparto. Con l’applicazione dell’ordinamento di cui al decreto 20 aprile 1920, dal successivo 20 maggio incorpora uno squadrone del reggimento “Lancieri Vittorio Emanuele II” ed eredita le tradizioni del disciolto reggimento “Lancieri di Vercelli”. Nella circostanza modifica la denominazione in Reggimento “Savoia Cavalleria”. Nel 1923 il reggimento adotta la cravatta rossa quale particolare distintivo in luogo del bordo rosso al bavero della giubba. All’inizio del secondo conflitto mondiale “Savoia” che è inquadrato nella 3^ Divisione Celere “Principe Amedeo Duca d’Aosta”, assume lo organico su: comando, squadrone comando, I e II gr. squadroni, 5° squadrone mitraglieri. Durante la guerra il deposito provvede alla formazione del I, II, XX, XXIV gr. appiedato “Savoia” e del VI battaglione movimento stradale. L’8 settembre 1943, in seguito agli avvenimenti determinati dall’armistizio, il reggimento è disciolto in Emilia ove è in corso il riordinamento. Il 10 settembre 1946 viene disposta la costituzione del Gruppo Esplorante 3° Cavalieri che avviene il 15 ottobre successivo in Milano; alla nuova unità sono assegnati colori, fregio e numero del disciolto reggimento. Assunta nel dicembre 1948 la denominazione di Gruppo Cavalleria Blindata “Gorizia Cavalleria”, dal 15 aprile 1950 viene trasformato in 3° Reggimento Cavalleria Blindata “Gorizia Cavalleria” ed è composto da comando, squadrone comando, I e II gr. squadroni (ai quali si affianca nell’ottobre 1950 anche il III). Il 4 novembre 1958, parimenti alle altre unità dell’Arma, riprende la denominazione tradizionale di Reggimento “Savoia Cavalleria” (3°), ed il 4 novembre 1961 viene ripristinato nell’uniforme l’uso della cravatta rossa, abolendo il bordo rosso alle fiamme. A seguito della ristrutturazione dell’Esercito, l’11 ottobre 1975 viene sciolto e la custodia delle gloriose tradizioni è affidata nello stesso giorno al 3° Gruppo Squadroni Corazzato “Savoia Cavalleria” formato in Merano con personale del disciolto reggimento. Nel quadro del riordinamento della Forza Armata, il gruppo squadroni il 23 maggio 1992 viene ricostituito in Reggimento “Savoia Cavalleria” (3°) su comando, squadrone comando e servizi, un gr. su tre squadroni, con veste e fisionomia blindata. Dal 1995 si trasferisce in Grosseto dove sostituisce il preesistente Reggimento “Lancieri di Firenze” (9º) disciolto in pari data, e inquadrato nella Brigata aeromobile “Friuli” all’interno del 1º Comando delle Forze di Difesa. Nel febbraio 2012 aliquote di personale e mezzi del 3º Rgt. “Savoia” sono mobilitate per l’emergenza maltempo nella provincia di Grosseto, in particolare nella località di Pitigliano, Sorano e Castell’Azzara.

Con la riorganizzazione delle “forze di proiezione”, nel 2013 viene inquadrato nella Brigata paracadutisti “Folgore”, della quale è l’unità esplorante. Da quel momento, a testimonianza della trasformazione anche organica dell’unità (che conserva ormai una capacità blindo-corazzata residuale), al personale del reggimento viene imposto l’uso del basco amaranto tipico delle aviotruppe in sostituzione di quello nero, storicamente assegnato alle unità blindo-corazzate. A seguito di tale provvedimento il reggimento conserva tuttavia una residuale capacità blindo-corazzata (un solo squadrone blindo a fronte di tre squadroni esploranti paracadutisti).

Campagne di guerra e fatti d’arme

Con l’Armata Sarda:

Lega di Augusta (1690-97): Marsaglia

Successione di Spagna (1701-13): Luzzara, Torino, Fenestrelle, Conflans, Villanovetta

Successione di Polonia (1733-35): Parma, Guastalla

Successione d’Austria (1742-48): Camposanto, Bassignana, Tidone

Franco – Piemontese (1792-96)

Prima d’Indipendenza: (1848-49):

– 1848: Pastrengo, S. Lucia, Goito, Sommacampagna (24 luglio, viene catturata la Bandiera del reggimento Winpffen Arciduca Ernesto), Volta Mantovana, Milano

– 1849: Mortara, Novara

Seconda d’Indipendenza: (1859): Cascina Stra, f. Sesia

Con l’Esercito Italiano

Terza d’Indipendenza (1866): Custoza

Brigantaggio (1869-70): Nola, Salerno, Isernia

Roma (1870)

Eritrea (1887-88): concorre alla formazione dello squadrone Cacciatori a Cavallo

(1895-96): fornisce a reparti mobilitati un ufficiale e 68 soldati

Libia (1911-12): invia per la formazione di reparti mobilitati 4 ufficiali e 27 soldati

Prima Mondiale (1915-18):

– 1916: Gorizia (ago.)

– 1917: Cellina – Meduna – Livenza – Monticano (nov.)

– 1918: Vittorio Veneto – S. Martino – Udine – Val Natisone (ott. – nov.)

Africa Orientale (1935-36): concorre alla formazione di vari reparti fornendo complessivamente 11 ufficiali e 535 soldati

Seconda Mondiale (1940-43):

–  1940: fronte alpino occidentale

–  1941: frontiera Jugoslava (6-18 apr.); Russia: Stalino – Gorlowka

– 1942 Russia: Krasnij Lutsch – Simowskij – Val Krisaja – Isbuschenskij – Bachmutkin – Jagodnij

–  1943: Russia (gen. – apr.) – territorio metropolitano

Ricompense allo Stendardo

Medaglia d’oro – Decreto 13 dicembre 1948

“Temprato ad ogni arditezza e sacrificio, nel corso di operazioni offensive per la conquista di importante regione industriale e mineraria, assolveva con immutata dedizione ed inalterato coraggio le missioni gravose, complesse e delicate, fiancheggiando grandi unità impegnate nell’inseguimento di rilevanti ed agguerrite retroguardie avversarie. Divampata repentinamente la battaglia contro nemico che con la potenza del numero e dei mezzi, irrompeva bramoso sulla riva meridionale del Don, piombava con fulminea destrezza sulle colonne avversarie delle quali domava più volte la pervicacia, sventandone l’insidia e contribuendo, con rara perizia e maschia temerarietà allo sviluppo efficace della manovra d’arresto. Affrontato all’improvviso da due battaglioni avversari, durante rischiosa e profonda esplorazione conteneva l’urto con la valentia dei reparti appiedati ed avventandosi in arcioni sul fianco degli aggressori, ne annientava la belluina resistenza, restituendo alla lotta, con l’impeto corrusco delle sue cariche vittoriose, il fascino dell’epica cavalleresca ed illustrando il suo nome alla pari dei fasti del Risorgimento e delle sue secolari tradizioni” Fronte russo: bacino minerario di Krasnii – Lutsch, luglio 1942; Simowskij, Quota 200,1, Quota 236,7, Quota 209,9 di val Krisaja, Ciglione di Jsbuschenskij, Bachmutkin, Quota 226,7 di Jagodnij, 21 – 30 agosto 1920

Medaglia di Bronzo – Decreto 5 giugno 1920

“Nella battaglia della riscossa (ott. – nov. 1918), mentre il grosso dell’esercito combatteva sul Tagliamento, reparti del reggimento arditamente entravano in Udine, ancora occupata da forze avversarie portandole il primo annunzio della liberazione”. (Udine – Val Natisone, 1 – 4 novembre 1918)

Medaglia di Bronzo – Decreto 31 dicembre l948

“Durante un lungo ciclo di operazioni di guerra, anche nelle situazioni più aspre ed incerte per insidiosità di ambiente ed avversità logistiche e di clima, con la fierezza del suo antico nome ha fatto sventolare vittorioso il suo vecchio stendardo, imponendo ovunque al nemico la sua aggressività ed il suo coraggio. Dopo aver inseguito alle reni per duecentocinquanta chilometri forti retroguardie avversarie, dava nuova prova della sua abilità e irruenza nella occupazione di importante capoluogo minerario fortemente difeso dagli avversari” Fronte russo: Nipro, Stilino, Kriwojtorez, Pantelejmonowka, Gorlowka – agosto 1941 – maggio 1942