VALERIO SCARABELLOTTO EDOGLIO FURIO NICLOT – M.O.V.M. DI LUGLIO

  

SCARABELLOTTO VALERIO

Capitano s.p.e. A.A. pilota

 

Sottotenente di complemento nel 151° reggimento fanteria otteneva, nel 1927, di essere ammesso nell’Aeronautica come allievo ufficiale pilota e nella Scuola di Passignano conseguiva nel 1928 il brevetto di pilota militare d’aeroplano e d’idrovolante. Trasferito nel ruolo degli ufficiali di complemento dell’Aeronautica, era collocato in congedo nel 1929. Ripresi gli studi universitari interrotti nella Facoltà d’Economia e Commercio veniva contemporaneamente assunto da un Istituto Bancario come funzionario. Richiamato a domanda nel marzo 1935 partiva volontario col grado di tenente per l’A.O. (Africa Orientale) col 7° stormo da bombardamento mobilitato. Promosso capitano e rimpatriato nel settembre 1938, partiva per la Spagna, dove al comando di una squadriglia da bombardamento si segnalava in numerose azioni di guerra riuscendo ad abbattere cinque avversari in sette combattimenti con la caccia nemica. Rimpatriato nell’aprile 1939, fu assegnato al 30° stormo da bombardamento col quale entrava in guerra nel giugno 1940.

“Valoroso pilota d’Africa e di Spagna, ebbe già a dare di sé prove superbe di fede e di eroismo. Capo equipaggio di velivolo da bombardamento, pur ferito a morte da una raffica dì mitragliatrice durante un’audace azione nel cielo del Mediterraneo continuava a prodigarsi sino all’estremo delle sue forze impartendo ancora, nell’atto del supremo olocausto, ordini al suo equipaggio perché la missione affidatagli venisse compiuta. Espressione sublime di dovere che la morte innalza al mito.” – Cielo del Mediterraneo (Malta), 9 luglio 1940.

Altre decorazioni al Valor Militare

Medaglia d’Argento

“Comandante di squadriglia da bombardamento, volontario in missione di guerra per l’affermazione degli ideali fascisti, conduceva il proprio reparto in numerose azioni belliche su obiettivi intensamente difesi e molto distanti dalla base, sostenendo tre combattimenti contro la caccia nemica. Il 21 febbraio con l’apparecchio gravemente danneggiato da proiettile d’artiglieria, che provocava lo scoppio di un serbatoio di benzina, continuava nell’azione conducendola brillantemente a termine.” Cielo di Spagna, gennaio-marzo 1939

Medaglia d’Argento

“Comandante di squadriglia da bombardamento, già distintosi in precedenti operazioni di guerra, partecipava, in testa al suo reparto, a numerose altre azioni belliche, su importanti e muniti centri nemici, distanti dalla base circa 350 km di mare aperto, sostenendo sette combattimenti con la caccia e riuscendo ad abbattere cinque avversari.” Cielo di Spagna, settembre 1938-gennaio 1939.

Medaglia di Bronzo. Cielo di Spagna (gennaio 1939)

Croce di Guerra

“Al seguito del Comando Tattico di Aeronautica prendeva parte al ciclo operativo dell’Harrarino distinguendosi, in ogni difficile circostanza, per serenità, sprezzo del pericolo e alto senso del dovere. “Gorrahei, Dagabur, Giggica, Harrar, 15 marzo-9 maggio 1936.

Tenente in s.p.e. per merito di guerra (marzo 1937).

«Pilota capo equipaggio di apparecchio da bombardamento, in breve periodo di tempo partecipava a diciotto azioni di guerra dando ripetute prove di ardimento e sereno spezzo del pericolo. Durante un volo eseguito a bassa quota per il rifornimento di munizioni ad un presidio circondato da nemico, sfidando il nutrito fuoco di fucileria e delle mitragliatrici, l’apparecchio da lui pilotato veniva colpito da cinque proiettili, uno dei quali perforava un serbatoio della benzina. Visto il pericolo di rimanere in campo nemico, decideva di rientrare, provvedendo intelligentemente a tamponare il foro e a travasare la benzina dal serbatoio colpito al serbatoio rimasto incolume. Riusciva pienamente nell’intento portando a salvamento l’apparecchio e l’equipaggio in un campo avanzato. Con la sua azione contribuiva all’avvenuto disimpegno delle forze nazionali accerchiate dal nemico.

/////////////////

NICLOT DOGLIO FURIO

Maggiore cpl. A.A. pilota

Conseguita la laurea in ingegneria civile a Torino, si specializzò in ingegneria aeronautica a Roma. Nel 1931, ottenne il brevetto di pilota civile e divenne collaudatore ed insegnante di navigazione aerea al corso allievi ufficiali di complemento. Nominato sottotenente nel giugno 1933 e pilota militare nel dicembre 1935, fu promosso nello stesso anno tenente per merito straordinario. Ancora promosso capitano per merito straordinario nel dicembre 1937 fu capo collaudatore della Breda di Milano, e come tale conquistava diversi primati internazionali di velocità e di altezza. In seguito al suo comportamento in un incidente di volo gli veniva conferita la M.A. al V.A. (Medaglia Argento al Valore Militare). Si dedicò quindi alle costruzioni edilizie in collaborazione col padre. Alla dichiarazione di guerra, richiamato a domanda e destinato al XX gruppo autonomo da caccia, partecipò alla battaglia d’Inghilterra facendo parte del C.A.I. (Corpo Aeronautico Italiano). Nel maggio 1941 fu col reparto in A.S. (Africa Settentrionale) e dalla fine di dicembre fu destinato al 51° stormo da caccia.

“Figura nobilissima di volatore e di soldato, tecnico impareggiabile e cacciatore arditissimo, si ergeva quale simbolo dell’aviatore italiano. In numerosi asperrimi combattimenti, alla testa dei suoi gregari che, dal suo ardire e dal suo valore, traevano esempio e sprone per le maggiori vittorie, abbatteva personalmente sei velivoli nemici e validamente contribuiva alla distruzione di molti altri. Di scorta a velivoli da bombardamento che venivano violentemente attaccati dalla caccia avversaria, durante una critica fase dell’azione, non potendo altrimenti difendere la formazione scortata si interponeva tra i nostri velivoli e quelli avversari facendo scudo ai camerati del suo corpo e della sua ala. Nel gesto di suprema audacia e di sublime abnegazione, colpito da raffiche di mitragliatrice, mentre gli apparecchi da lui difesi potevano così rientrare incolumi alla base, egli scomparendo gloriosamente nella fiamma purissima del grande sacrificio, non faceva ritorno.” – Cielo di Malta, 29 giugno – 27 luglio 1942.

Altre decorazioni al Valor Militare

Medaglia Argento) sul campo (Marmarica, novembre – dicembre 1941);

“Pilota da caccia di grande esperienza ed ardimento portava nei cieli dell’Africa Settentrionale la sicura fede dei cacciatori di Italia. Durante la battaglia della Marmarica in aspri e violenti combattimenti, sostenendo valorosamente l’urto delle superiori forze nemiche, contribuiva all’abbattimento di numerosi velivoli avversari” – Cielo della Marmarica, novembre-dicembre 1941

Medaglia Bronzo) sul campo (Ras Azaz, giugno 1941);

Medaglia di Bronzo

Pilota da caccia, in numerose azioni belliche, di fronte ad ogni rischio, dava prova di abilità professionale e valore di combattente” Cilo della Manica e dell’Africa Settentrionale, giugno 1940 – giugno 1941

Maggiore per meriti di guerra (1942).