DECORATI DI MEDAGLIA D’ARGENTO AL VALOR MILITARE – 7° Inserimento

  

GABAGLIO GIUSEPPE 

Sergente Fanteria

Alla memoria

“Comandante di plotone, condusse con mirabile ardimento il proprio reparto al fuoco. Slanciatosi, primo fra tutti, in una trincea nemica, vi rimase colpito a morte. Podgora 15 luglio 1915”

GABRIELI ANTONIO

Capitano Genio Navale

“Capitano del G.N., capo reparto su incrociatore immobilizzato da offesa di aerosilurante nel corso di importante missione di guerra, si prodigava oltre ogni limite per fronteggiare le offese dell’offesa nemica e per ripristinare la parziale efficienza dell’unità. Con il suo sprezzo del pericolo, con la sua parola calma e precisa e coll’esempio trascinava il proprio personale ove maggiore era il pericolo e più urgente l’opera. Magnifico esempio di dedizione al servizio e di attaccamento alla sua nave. – Cielo del Mediterraneo, settembre-novembre 1940 Incrociatore Trento”      

GABBA GUGLIELMO

Maresciallo Pilota

“Volontario in missione di guerra per l’affermazione degli ideali fascisti, partecipava, con entusiasmo e con fede, a moltissime azioni belliche, dando prova di elevato senso del dovere e di grande spirito di sacrificio e dimostrando di possedere belle doti di pilota valoroso ed esperto. Cielo di Spagna, agosto 1937 – aprile 1938”

GAGLIOLO DOMENICO 

Maresciallo 2° Battaglione Carabinieri Mobilitato “Genova”

Alla memoria

“Avanguardia di una colonna impegnata in azione di rastrellamento, attaccava da rilevanti forze avversarie, ferito al primo scontro continuava a combattere valorosamente per molte ore riuscendo a fronteggiare il nemico incalzante, fino a che, nuovamente ferito, trovava morte gloriosa sul campo. – Cosmas Peloponneso, 27 luglio 1943”

GALIANO VITTORIO 

Ufficiale Superiore Guardia di Finanza

Alla memoria

“Ufficiale superiore di collegamento fra il Comando Superiore Forze armate d’Albania ed i reparti combattenti della Regia Guardia di Finanza, dimostrava sprezzo del pericolo e dava esempio di calma e serenità in occasione di ripetute azioni di offese aeree nemiche, di tiri d’artiglieria e di mitragliatrici avversarie. Durante un incendio sviluppatosi in un deposito di carburanti in conseguenze di una violenta incursione aerea, dirigeva con mirabile sangue freddo il sollecito sgombero dalle prossimità del fuoco di centinaia di bidoni ancora pieni di benzina, incurante se alcuni di essi già lambite dalle fiamme, scoppiavano frequentemente proiettando schegge di lamiera e liquido infiammato. Ufficiale superiore di spiccate qualità, culture ed alte virtù militari, trovava, in una successiva missione, la morte nell’adempimento del proprio dovere.” Tirana 25 novembre 1940