LAGHI SERGIO
Sottotenente di Fanteria XXIV battaglione eritreo

Nel giugno 1934, dopo avere frequentato il corso allievi ufficiali di complemento di Moncalieri, fu nominato sottotenente ed assegnato al 152° Reggimento fanteria per il servizio di prima nomina. Posto in congedo nel gennaio 1935, venne richiamato in servizio attivo a domanda nel marzo dello stesso anno per essere destinato al Regio corpo truppe coloniali d’Eritrea. Sbarcato a Massaua il 23 aprile, venne assegnato al plotone esploratori del XXIV Battaglione eritreo e, allo scoppio della guerra d’Etiopia, fu tra i primi ad entrare in Adua e ad Axum. Decorato con una medaglia d’argento al valor militare, il 31 marzo 1936, in seguito a grave ferita riportata nella battaglia di Mai Ceu, decedette presso l’ospedaletto da campo della 1ª Divisione Eritrea.
«Ufficiale giovanissimo e valoroso, volontario di guerra, in numerosi combattimenti, ai quali partecipò come comandante di un plotone eritreo, dette prove di fulgido ardimento. Guidò con travolgente impeto il suo reparto all’attacco di una forte posizione presidiata da nemico agguerrito e baldanzoso, conquistandola. Incaricato poi di eliminare un forte centro avversario che con efficacissimo tiro d’infilata rendeva insostenibile il mantenimento delle posizioni, si lanciò con superbo ardimento contro il nuovo obiettivo sgominando i difensori e resistendo con indomito coraggio alla violenta reazione nemica. Indi, colpito a morte da una raffica di mitragliatrice, cadde da eroe raccogliendo le sue ultime forze nel grido di: « Viva l’Italia ». Mai Ceu, 31 marzo 1936.»
Altre decorazioni al Valor Militare
Medaglia d’Argento
«Comandante del reparto esploratori di un battaglione eritreo, fornendo precise notizie e prendendo sane iniziative, fu sempre di prezioso ausilio per le decisioni del suo comandante di battaglione. In una difficilissima missione, assolta con ripetuti corpo a corpo contro forti nuclei avversari, fu magnifico nello slancio, audace nell’affrontare a viso aperto l’avversario, brillante nella sicura condotta degli uomini a lui affidati. Passo Uarieu, 24 gennaio 1936.»
/////////////////////
CASTAGNERI BERNARDO
Maggiore s.p.e. artiglieria alpina, partigiano combattente


Dopo avere conseguito il diploma di geometra aveva frequentato la Scuola di Artiglieria e Genio. Assegnato al 3º Artiglieria da montagna, in seguito fu istruttore alla Scuola di alpinismo di Aosta. Promosso maggiore quando, nel 1943, fu inviato con le truppe operanti nei Balcani. Dopo l’armistizio, riuscito a raggiungere il Piemonte, si arruolò nelle formazioni partigiane con il nome di battaglia di “Bruno II”. Nominato capo di stato maggiore della 4ª Divisione d’assalto “Garibaldi”, si distinse per capacità e coraggio. Cadde nella difesa di una importante postazione partigiana.
«Ufficiale superiore in s.p.e., dopo l’8 settembre 1943, sceglieva la dura lotta clandestina. Prima come semplice gregario e poi come capo di S.M. di una Divisione partigiana, partecipava a numerose azioni di guerra, contribuendo efficacemente al felice esito delle operazioni, nelle quali rifulgeva per le sue alte qualità di organizzatore e valoroso comandante. Fu a tutti maestro e guida di coraggio. Così in un difficile combattimento lasciò il suo posto di Stato Maggiore per tornare semplice artigliere servendo da solo, allo scoperto, un pezzo da 75/13 con cui riuscì a spezzare lo slancio nemico. Durante l’ultimo tentativo del nemico di impadronirsi del Monte Soglio, baluardo della resistenza partigiana del Canavese — delineandosi un cedimento — raccoglieva intorno a sé i migliori e ragguagliava il comando che non avrebbe receduto. Fedele alla parola, si immolava. Superbo esempio di intrepidezza, di cosciente valore, di altissimo sentimento del dovere e dell’onore militare.»
