HOHENSTEIN THUN E NORBERTO ROSSI – M.O.V.M. DI MARZO

  

THUN HOHENSTEIN

Sottotenente cpl. Cavalleria 1° gruppo squadroni cavalleria coloniale

Discendente di una nobile ed antica famiglia di origine austriaca, il 3 novembre 1934 venne ammesso a frequentare la Scuola allievi ufficiali di complemento di Pinerolo uscendone aspirante nel giugno 1935 assegnato al Reggimento Lancieri Vittorio Emanuele II. Promosso sottotenente nel settembre successivo, venne posto in congedo nel giugno 1936 per essere richiamato, in seguito a domanda, pochi mesi dopo e, destinato al Regio corpo truppe coloniali d’Eritrea, si imbarcò a Napoli il 19 novembre dello stesso anno. Giunto a Massaua fu trasferito in servizio al I Gruppo squadroni cavalleria coloniale e con il 1º Squadrone partecipò alle grandi operazioni di polizia coloniale.

«Il giorno 28 marzo 1938, alla testa del proprio reparto di cavalleria, trascinava i suoi uomini ad un’epica carica, la cui meta era il sacrificio a favore di altri reparti. Audace, distinto, valoroso per temperamento, immolava la propria superba giovinezza per la difesa di un superiore, al quale salvava la vita col sacrificio della sua. Ufficiale che ha personificato le più alte qualità della sua Arma. Monte Tigh, 28 marzo 1938.»

Altre decorazioni al Valor Militare:

Medaglia d’Argento

«Il giorno 28 marzo 1938, alla testa del proprio reparto di cavalleria, trascinava i suoi uomini ad un’epica carica, la cui meta era il sacrificio a favore di altri reparti. Audace, distinto, valoroso per temperamento, immolava la propria superba giovinezza per la difesa di un superiore, al quale salvava la vita col sacrificio della sua. Ufficiale che ha personificato le più alte qualità della sua Arma. Monte Tigh, 28 marzo 1938.»

Croce di Guerra

«Comandante di due plotoni di cavalleria coloniale appiedati, concorreva efficacemente all’azione svolta dal proprio comandante di squadrone. Manovrando sotto il fuoco nemico, in terreno particolarmente difficile riusciva, spezzante di ogni pericolo, a snidare gruppi armati che, asserragliati in caverne, contrastavano seriamente col fuoco l’avanzata dello squadrone. Dava prova di slancio e di ardire. Vallata dell’Adabai, 4 aprile 1937.»

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ROSSI NORBERTO

Sottotenente cpl. Fanteria XXV settore G.a.F.

Iscritto alla facoltà di scienze economiche dell’Università di Napoli, dopo aver frequentato i corsi premilitari per allievi ufficiali di complemento, nell’agosto 1941 venne inviato con il grado di sergente al 73° reggimento fanteria “Lombardia”, allora impegnato in Croazia. Dopo circa otto mesi di servizio, fu ammesso alla Scuola allievi ufficiali di Arezzo da cui uscì con la nomina  a sottotenente assegnato al 30° reggimento fanteria “Pisa” per il servizio di prima nomina. Chiesto, invano, di essere destinato all’81° reggimento fanteria “Torino” per essere impegnato sul fronte russo, fu assegnato a domanda al I Battaglione del XXV settore di copertura della Guardia di Frontiera in San Pietro del Carso ed, alla fine del 1942, ritornò in Croazia.[

«Comandante di plotone di una compagnia in retroguardia durante un’azione per la conquista di importanti posizioni, strenuamente di fese da un avversario agguerrito e favorito dalla natura del terreno fronteggiava un attacco tendente ad avvolgere ed isolare la compagnia manovrando abilmente il fuoco delle armi automatiche del su plotone e quindi contrattaccando all’arma bianca e con bombe mano. Ferito, persisteva nella lotta riuscendo a frustrare il tentativo avversario. Ricevuto ordine di ripiegare sul grosso della compagnie sganciava con vera perizia il proprio reparto; pro filatasi però una nuova minaccia sul fianco delle truppe, d’iniziativa alla testa del suo reparto attaccava il nemico e, benché ferito una seconda volta e gravemente, non desisteva dalla sua azione di comando. Sopraffatto dallo avversario, superiore di forze, ordinava ai suoi uomini di ripiegare e rimaneva sul posto a proteggere la ritirata con lancio di bombe a mano, fino a che dissanguato cadeva in mano nemica. Il suo eroismo permise alle truppe di sfuggire all’insidia avversaria. Fulgida figura di comandante e di combattente. Espressione pura di alte virtù militari e civili. Mogoris Vrebac (Croazia), 1-3 marzo 1943.