GIOVANNI CARLO ODINO E ALDO GASTALDI – M.O.V.M. DI MAGGIO

  

ODINO GIOVANNI CARLO

Capitano cpl. Fanteria (Granatieri), partigiano combattente

Commerciante in Genova, fu arruolato nel 1° reggimento granatieri nell’ottobre 1914 e dal maggio 1915 prese parte col rgt. alla prima guerra mondiale raggiungendo il grado di sergente. Congedato nel settembre 1919, nel 1928 fu promosso sottotenente di complemento nel 3° granatieri dove prestò servizio di prima nomina. Tenente nel marzo 1935 e capitano nel marzo 1941, due anni dopo, nel marzo 1943, fu richiamato presso il deposito del 38° fanteria ed assegnato al campo di concentramento prigionieri di guerra di Gavi dove trovavasi alla dichiarazione dell’armistizio. Datosi alla macchia, prendeva contatto con gli esponenti del comitato di liberazione di Genova e nel gennaio 1944, costituiva, assumendone il comando, la prima Brigata autonoma militare, cui venne dato in seguito il suo nome. Catturato nella zona del Monte Tebbio assieme all’unico suo figlio, durante il grande rastrellamento della. Pasqua 1944, fu rinchiuso prima nelle carceri di Voltaggio, quindi in quelle di Marassi, a Genova ed infine nella «Casa dello studente» sede delle SS tedesche. Il suo nome è indicato fra i trenta maggiori eroi della Resistenza ligure.

«Patriota di sicura fede, dopo l’armistizio fu ardente animatore e valente organizzatore della resistenza armata nella Liguria. La «Brigata autonoma militare» da lui creata e comandata, fu sempre di esempio per fede, per disciplina e per efficienza combattiva. Caduto, dopo strenua resistenza, in mani nemiche tentò generosamente di salvare i dipendenti rivendicando per sé ogni responsabilità. Costretto ad assistere all’eccidio di un centinaio dei suoi uomini, fu esemplare per fierezza di comportamento e per la dignità e il coraggio che seppe infondere nei martiri. Risparmiato, insieme al giovane suo figlio, allo scopo di strappargli rivelazioni e delazioni, fu sotto posto a lunghe torture fisiche e morali, ma nulla rivelò, imponendosi, anzi, all’ammirazione degli stessi barbari carnefici tedeschi. Fucilato per rappresaglia sul colle del Turchino, chiuse da forte la nobile vita nel pensiero e nel nome della libertà e della Patria. Colle del Turchino, 19 maggio 1944.»

 

GASTALDI ALDO

Sottotenente cpl. Genio, partigiano combattente

Conseguito il diploma di perito tecnico industriale, si impiegò nella Società San Giorgio di Genova. chiamato per il servizio militare di leva nel febbraio 1941 presso il deposito del 2° reggimento genio, e promosso sergente, fu ammesso alla scuola allievi ufficiali di Pavia, ottenendo la nomina a sottotenente nel luglio 1942. Alla dichiarazione dell’armistizio comandava un plotone del 15° genio presso il deposito reggimentale di Chiavari. Occultato il materiale di guerra depositato nella caserma, si dava alla macchia nella zona montana e nord della città. Col nome di battaglia «Bisagno» e con i pochi gregari che lo seguirono, gettò le basi della Banda «Bisagno» che doveva poi trasformarsi, nella primavera del 1944, nella Divisione «Cichero» dalla località data alle fiamme dai tedeschi. In seguito ad incidente automobilistico morì nei pressi di Desenzano il 21 maggio 1945.

«Fra i primissimi ad accorrere in difesa della sua terra oppressa dal nemico, partecipava a numerose azioni di guerra alla testa dei suoi partigiani che lo avevano eletto capo per l’indomito coraggio e l’alto spirito di sacrificio, sempre ed ovunque dimostrati. Audace assertore di azioni di sabotaggio, distruggeva con leggendario ardimento e tecnica perfetta importanti opere fortificate avversarie, inseguendo, disperdendo e catturando i nemici atterriti, ma ammirati dalla sua audacia. Mentre completava la sua missione restituendo alle loro case i partigiani superstiti della lotta, suggellava con la morte la sua giovane eroica esistenza» — Desenzano del Garda, 21 maggio 1945