ALFONSO CIGALA FULGOSI E GIOVANNI GAMBAUDO – M.O.V.M. DI OTTOBRE

  

CIGALA FULGOSI ALFONSO

Generale di Divisione nella riserva, comandante della piazza di Spalato

Discendente da antica famiglia, che aveva dato alla repubblica di Genova Dogi e Capitani, ed era emigrata a Piacenza nel 1300. Fu alunno nel Collegio dei Barnabiti di Lodi e, conseguita la licenza liceale, fu ammesso come allievo nella Scuola Militare di Modena nel novembre 1904. Venne nominato sottotenente di cavalleria nel 1906 e destinato ai Lancieri di Montebello; quindi fu promosso tenente nel settembre 1909 e capitano nel 1915 nel Savoia Cavalleria. Nella prima guerra mondiale fu ufficiale di ordinanza del comandante la 1^ armata mobilitata, partecipò quindi alle operazioni al comando di uno squadrone del Lancieri di Firenze; ed infine fu addetto all’8^ Divisione di fanteria. Fu ferito sul Monte Santo. In Francia, con la Divisione che ivi si era trasferita nell’aprile 1918, partecipò alla seconda battaglia della Marna. Promosso maggiore nel 1924, fu insegnante nella Scuola allievi ufficiali di Milano e giudice supplente di quel Tribunale Militare Territoriale fino al 1927, anno in cui conseguì la promozione a tenente colonnello e il trasferimento al Centro Speciale di cavalleria della Sardegna. Prestò successivamente servizio presso il Comando del C. d’A. (Corpo d’Armata) di Udine, al Ministero della Guerra ed infine al Comando del C.d’A. di Milano. Il 31 dicembre 1936 venne promosso colonnello e nel 1940 passò a domanda nella riserva col grado di generale di Brigata essendo stato nominato Presidente della Federazione Italiana degli Sports Equestri F.I.S.E. (Federazione Italiana Sport Equestri). Nel settembre 1942 (quando già al figlio, tenente di vascello, era stata concessa la M.O. (Medaglia Oro) fu richiamato a domanda in servizio ed assunse il comando della XVII Brigata costiera in Dalmazia, e successivamente, promosso generale di Divisione, quello del presidio di Spalato.

“In un momento di generale smarrimento spirituale, reagiva con violenza all’ordine impartitogli di cedere le armi. Pur avendo chiara visione della immancabile tragedia che incombeva sulle truppe ai suoi ordini, mantenendo inalterata la fede alle leggi dell’onore militare, ne condivideva la sorte con cosciente determinazione sottraendosi fieramente all’offertagli possibilità di salvezza. Organizzata la resistenza, la alimentava con indomito valore insensibile ai massacranti bombardamenti aerei e benché tutto ormai crollasse inesorabilmente attorno a lui la protraeva con eroica tenacia per lungo tempo, infliggendo al nemico severe perdite. Sommerso da preponderanti forze avversarie e fatto prigioniero, affrontava con supremo sprezzo della vita il plotone di esecuzione, rifiutando di farsi bendare gli occhi ed attendendo la raffica mortale al grido di: Viva l’Italia. Combattente di tre guerre, più volte decorato, cadde come visse fedele al suo giuramento di soldato, esempio luminoso ai più di preclari virtù militari.” Spalato – Signo (Dalmazia), 8 settembre –1°ottobre 1943.

Altre decorazioni al Valor Militare

Medaglia d’Argento

“Di collegamento presso un comando di Reggimento, nell’esecuzione di un comando avuto, dava costante prova di ardire, serenità di animo, intelligente ed instancabile attività. Spintosi volontariamente con una grossa pattuglia fin contro i trinceramenti nemici, benché fatto segno a vivo fuoco di fucileria, assolveva il compito che si era assunto. Nei giorni successivi, partecipava all’inseguimento dell’avversario, incitando ed entusiasmando i soldati con il suo valoroso sostegno. In un’altra ricognizione, sotto violente raffiche di mitragliatrici, benché due volte ferito, serbava immutato spirito aggressivo, dimostrandosi solo dolente di dover lasciare il posto di combattimento.” Zagorie 23-25 agosto 1917.

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GAMBAUDO GIOVANNI

Sottotenente 186° reggimento paracadutisti

Diplomato ragioniere e iscritto al terzo anno di economia e commercio all’Università di Torino, veniva chiamato alle armi nel dicembre 1937 ed ammesso a frequentare il corso allievi ufficiali di complemento era nominato sottotenente nell’ottobre 1938, nel 92° reggimento fanteria Congedato nel febbraio 1939 e ripresi gli studi si laureava dottore in economia. Richiamato nel dicembre 1940 presso il 92° fanteria, nel settembre 1941 fu ammesso volontario nella Scuola paracadutisti di Tarquinia. Ultimati i corsi di addestramento e trasferito nel gennaio 1942 al 186° reggimento paracadutisti della Divisione Folgore, partiva sei mesi dopo per l’A.S. (Africa Settentrionale)  dove si distingueva subito in numerose azioni di pattuglia sul fronte di El Alamein.

“Comandante di centro avanzato attaccato da preponderanti forze corazzate e motorizzate, per tutta la notte, con il tiro delle proprie armi, riusciva ad inchiodare il nemico davanti alle sue posizioni, arrestandone lo slancio offensivo, e causandogli forti perdite. All’alba, per quanto ferito, con i pochi superstiti, si lanciava al contrassalto, per alleggerire la pressione sui centri di resistenza laterali. Ricacciato nel suo centro dall’azione dell’artiglieria nemica, ormai quasi privo di uomini, ferito una seconda volta, riprendeva personalmente il fuoco con le armi rimastegli. Ferito per una terza volta ed intimatagli la resa, rifiutava; ritto in piedi, sparava l’ultimo caricatore di moschetto sul nemico, e colpito una quarta volta, moriva al suo posto di combattimento gridando: La Folgore muore ma non si arrende! Viva l’ltalia!.”– Qaret el Himmeimat (A.S.), 23-24 ottobre 1942.

Altre decorazioni al Valor Militare:

Medaglia Bronzo

“Comandante di pattuglia notturna, già distintosi in precedenti azioni, avvistato un reparto di autoblinde avversarie, le attaccava di sorpresa, nonostante le scarse forze a disposizione, accerchiandole, e a colpi di bombe a mano le metteva in fuga, alcune distruggendole, e due catturandole con gli intieri equipaggi.” Deir um Kawabir (A.S.), 24-25 agosto 1942.