GIACOMO SOLIMAN E VINCENZO PASTORE – M.O.V.M. DI SETTEMBRE

  

SOLIMAN GIACOMO

Sottotenente fanteria (bersaglieri), XLI battaglione coloniale

Conseguito il diploma di perito agrario e di geometra nell’Istituto superiore di agricoltura di Brescia, entrava alla Scuola allievi ufficiali di complemento di Milano il 30 ottobre 1932 uscendone sottotenente un anno dopo, il 19 giugno, assegnato al 12° reggimento bersaglieri. Collocato in congedo nell’agosto 1934, veniva richiamato l’anno seguente, e, nel febbraio 1936, mobilitato per la Libia, raggiungeva il 3° reggimento fanteria coloniale. Nell’ottobre dello stesso anno, trasferito nel R.C.T.C. (Regio Corpo Truppe Coloniali) dell’Eritrea, si imbarcava a Tobruk col XLI battaglione e sbarcava a Massaua il 14 stesso mese. Nel luglio 1937 era promosso tenente.

“Comandante di una sezione mitraglieri postata in un settore del battaglione ove il nemico si accaniva con furioso attacco per travolgere la postazione delle artiglierie, dirigeva il fuoco delle sue armi con calma e perizia, riuscendo ad infliggere gravi perdite all’avversario ed impedirgli d’avanzare. Caduti i serventi e resasi inefficiente una delle armi, azionava personalmente l’altra mitragliatrice, continuando a far fuoco sul nemico incalzante. Circondato indi da un nucleo di armati, si difendeva a colpi di bombe a mano, riuscendo a tenerli a bada sino all’arrivo dei rinforzi che ristabilivano la situazione. Ferito a morte cadeva con la fronte rivolta al nemico gridando: Avanti miei ascari, viva l’Italia.” – Adi Ucher, 7 settembre 1937.

////////////

PASTORE Vincenzo

Tenente i.g.s. s.p.e.  XIV gruppo squadroni cavalieri Amara

Iscritto a Napoli nella facoltà di medicina, fu chiamato alle armi nel gennaio 1930. Nominato sottotenente di cavalleria nel luglio successivo dopo avere frequentata la Scuola allievi ufficiali di Moncalieri, prestò servizio nel reggimento Cavalleggeri di Monferrato e fu congedato nel 1931. In aprile del 1933, richiamato a domanda venne trasferito nel R.C.T.C. (Regio Corpo Truppe Coloniali) della Tripolitania dove rimase per circa sei anni nel II gruppo squadroni sahariani. Rimpatriato col grado di tenente, poco dopo, nell’agosto 1939 partì volontario per l’A.O. (Africa Orientale) e al comando di una banda a cavallo di Buriè del gruppo bande del Goggiam, si comportò brillantemente in azioni di polizia. Incaricato del grado di capitano, passò poi al Comando Truppe Amara assumendo, nel giugno 1940, il comando di uno squadrone del XIV gruppo squadroni cavalieri Amara. Dalla Università di Napoli gli venne concessa dopo la sua morte la laurea ad honorem.

“Comandante di uno squadrone di cavalleria coloniale, dava in ogni occasione superbe prove di ardimento. In una fase delicata della lotta contro forze nemiche superiori per numero e per mezzi occupava, con tre successive cariche, importanti posizioni, resistendo vittoriosamente ai violenti contrattacchi dell’avversario. In successiva aspra azione, dopo aver travolto con indomita energia formazioni preponderanti nemiche, non esitava a slanciarsi, incurante di ogni rischio, ancora in avanti coi pochi cavalieri rimastigli, attaccando L’avversario in un’ultima carica eroica con lancio di bombe a mano, finché cadeva mortalmente colpito col proprio cavallo.” – Barghim, 24 – 25 agosto 1941; Maghec (A.O.I.), 13 settembre 1941.

Altre decorazioni:

  • Croce di guerra al Valore Militare – Tatia – Micael-Gumera, marzo 1940
  • Tenente in s.p.e. per meriti di guerra (A.O.I. settembre – dicembre 1939)