Quando si dice ricerca…
Era ormai il lontano febbraio 2023 quando, spinto dall’idea di un amico e da un desiderio di memoria, accompagnato anche dalla volontà di riportare alla ribalta un luogo troppo spesso dimenticato, ma che meritava di essere nuovamente conosciuto e vissuto che ho iniziato una ricerca per cercare di capire chi fossero davvero quei soldati che riposano nel Tempio Ossario di Bassano del Grappa (VI). Da dove venivano quei 5.405 Caduti che lì riposano? C’era, tra loro qualche mio compaesano? È iniziato così un lavoro che definire grande è forse un eufemismo. Ma la volontà, spesso, abbatte le barriere. E così ho iniziato, anche se non ero affatto avvezzo agli strumenti e ai mezzi necessari per affrontare una ricerca di questa portata. In questi casi la collaborazione non è soltanto importante, è fondamentale. La prima possibilità di accedere alle liste ufficiali è arrivata grazie all’Associazione Montegrappa.org, realtà locale che si occupa di storia, natura e volo libero e che aveva ottenuto quelle liste circa vent’anni prima, nell’ambito di alcune proprie pubblicazioni di carattere storico. Quelle liste riportavano, non sempre in modo completo o chiaro, il grado, il nome, il cognome, la data del decesso e il reparto dei Caduti. Ma non bastava. Per capire chi fossero realmente quei Caduti occorreva trovare altre fonti, altri documenti, altri riscontri. Il punto di riferimento è diventato quindi il sito del Ministero della Difesa e i suoi Albi d’Oro. Quante pagine. Quanti nomi. È iniziato così un difficile lavoro di ricerca e di confronto tra i nominativi e i dati delle liste di tumulazione e quelli riportati negli Albi d’Oro. Chi ha provato a fare un lavoro di questo tipo sa bene quanto possa essere complesso. Gli errori di trascrizione aprivano numerose possibilità: nominativi duplicati, errori ortografici, lettere interpretate in maniera diversa. Le traslazioni dai cimiteri di prima o seconda sepoltura avevano poi portato alla trascrizione di nomi interpretati attraverso grafie spesso difficili da leggere. Cognomi e nomi venivano così modificati, talvolta in maniera talmente profonda da diventare quasi irriconoscibili, fino al punto di non poter più collegare con certezza un Caduto a uno specifico nominativo. Ma il lavoro e la perseveranza, alla fine, premiano. Sono stati oltre 4.800 i Caduti riconnessi alla loro identità e provenienza tra i 5.405 tumulati nel Tempio Ossario. Eppure non ci si poteva fermare. Anche i Caduti del vicino Monte Grappa avevano lo stesso diritto alla ricerca, alla memoria e all’identità. Così ho iniziato a controllare anche i 2.283 Caduti Noti, o parzialmente tali, tumulati nel Sacrario Militare di Cima Grappa. Numeri di poco conto se ricordiamo gli oltre 10.000 Caduti Ignoti italiani e altrettanti austro-ungarici che sul Grappa riposano. Il risultato di questa seconda ricerca è stato di 1.636 Caduti ritrovati, riconnessi alla loro provenienza attraverso il confronto delle fonti. A quel punto è nata una domanda: che cosa fare di tutti questi dati? La risposta è stata semplice: donarli. Donarli perché potessero diventare patrimonio di tutti, uno strumento di ricerca e di consultazione pubblica per familiari, studiosi, ricercatori, storici e per chiunque voglia conoscere la storia di quei Caduti. Il progetto è stato quindi presentato a quello che allora si chiamava Onorcaduti, oggi UTCMD, e, grazie alla collaborazione della Direzione del Sacrario Militare di Cima Grappa e dell’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito (AUSSME), l’8 settembre 2026 è avvenuta la consegna, sia in formato digitale sia cartaceo, del progetto pilota “Caduti Ritrovati”. Il progetto pilota (il meno voluminoso) ha permesso di donare le liste riferite ai Caduti di Cima Grappa, che saranno rese fruibili non appena sarà possibile, visto l’imminenza dell’inizio dei lavori di ristrutturazione del Sacrario. Ora è stata avanzata la richiesta di poter donare lo stesso progetto; quello che aveva effettivamente dato il via alla ricerca, anche per i Caduti del Tempio Ossario di Bassano del Grappa.


Il progetto presenta le liste dei “Caduti ritrovati”, suddivise per regione di provenienza e paese di nascita, mettendo in evidenza anche le differenze e le variazioni riscontrate tra le diverse fonti. La ricerca ha permesso inoltre di riscoprire numerosi Decorati al Valore che, a causa degli errori di trascrizione già citati, non erano ancora riconosciuti come tali.

Un lavoro reso possibile dalla collaborazione costruita negli anni con Istoreco Reggio Emilia, Associazione Storica Cime Trincee e Ass.monteragga.org, oltre al patrocinio dell’Istituto del Nastro Azzurro. Ma, al di là dei numeri, dei documenti, delle liste e delle migliaia di nomi confrontati, rimane oltre all’amore per la Patria una cosa sola… La risposta a quello che questi Caduti ci chiedono ancora oggi e che è forse la cosa più semplice: non essere dimenticati. Ed è per questo che la ricerca è continuata e continua tuttora, con oltre 20.000 Caduti ritrovati in vari Sacrari in Italia e con la collaborazione della Croce Nera, anche in Austria. Perché dietro ogni nome c’è una storia. Una storia che forse, dopo tanti anni, aspetta ancora soltanto di essere ritrovata.
Francesco Simonetto Rosà (Federazione di Vicenza)
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