DRAMIS GIORGIO
Tenente complemento fanteria, LXX battaglione coloniale

Allievo ufficiale di complemento nella Scuola di Salerno nel settembre 1931, era nominato sottotenente nel giugno dell’anno seguente e, assegnato al 35° reggimento fanteria si presentava al reggimento il 1° febbraio 1933 per compiere iJ servizio di prima nomina. Congedato nell’agosto successivo, due anni dopo, nell’aprile, veniva richiamato alle armi e nell’ottobre partiva col 16° fanteria per l’A.O. (Africa Orientale) inquadrato nella Divisione Sila. Sbarcato a Massaua il 13 ottobre 1935, partecipava fin dall’inizio alle operazioni di guerra e, in seguito, promosso tenente otteneva di rimanere in A.O. Assegnato al LXX battaglione coloniale assunse il comando di una compagnia e prese parte per oltre tre anni alle operazioni di grande polizia coloniale.
“Comandante di compagnia, in aspro combattimento contro forze preponderanti nemiche teneva salda la posizione affidatagli, prodigandosi con la parola e con l’azione per arginare l’irruenza nemica e sventare il tentativo di aggiramento dei ribelli. Ferito una prima volta, vedendo altro reparto che, caduto il proprio ufficiale, trovavasi in situazione difficile tanto da cedere sotto la pressione nemica, si lanciava nella mischia per trascinarlo col suo esempio al contrattacco ma, accerchiato e colpito a morte nel sublime generoso gesto, immolava gloriosamente sul campo la sua giovane vita.” – Aialfiscium, 7 agosto 1939.
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LI BASSI GIUSEPPE
Tenente cpl. Bersaglieri

Frequentato il corso allievi ufficiali di complemento a Palermo, da cui uscì con il grado di sottotenente nel marzo 1929 ed assegnato al 10° Reggimento bersaglieri fu posto in congedo nell’ottobre dello stesso anno. Ripresi gli studi universitari, si laureò in giurisprudenza dedicandosi poi alla professione di avvocato. Nell’ottobre 1936 fu messo a disposizione del Comando generale della M.V.S.N. e destinato al CCXV Battaglione CC.NN. (Camicie Nere) partì volontario per l’A.O.I. dove rimase fino al 1938. Posto di nuovo in congedo riprese la sua attività professionale. Fu richiamato in servizio attivo con il grado di tenente nel marzo 1941, assegnato al 9° rgt. Fanteria “Bari” allora di stanza in Albania. Passato a disposizione del Comando militare, veniva nominato commissario civile del paese di Savnik in Montenegro. Catturato dai ribelli fu successivamente fucilato da questi ultimi il 6 agosto 1941.
“Commissario civile in un paese isolato, attaccato da forze ribelli soverchianti, veniva catturato dopo accanita ed eroica resistenza. Durante la prigionia, dava luminoso esempio di fierezza e di dignità militare animando i compagni e respingeva le lusinghe di avere salva la vita, persistendo nel suo atteggiamento di soldato valoroso e di italiano integro, con piena coscienza delle conseguenze che ne sarebbero derivate. Avuta la possibilità di comunicare con le nostre truppe che attaccavano il paese, per snidare i ribelli, chiedeva decisamente il bombardamento dell’abitato, in cui lui stesso si trovava con gli altri prigionieri, per facilitare l’avanzata, pur conscio del pericolo che tale richiesta importava. Separato dai suoi uomini per essere condotto a morte, si preoccupava soltanto di raccomandare loro di riferire ai superiori ed alla famiglia che aveva compiuto fino in fondo il proprio dovere. Esempio di purissima fede e di sublime eroismo.” Savnik (Montenegro), 6 agosto 1941
