
ABATE ALFREDO
Capitano Comando divisione fanteria “Pavia”
“Ufficiale con funzione di S.M., in 4 mesi di estenuante e rischiosa vita sul fronte di Tobruk e per tutto il ciclo operativo di oltre 40 giorni di dura lotta, con diuturna fatica, più volte sotto violenta azione di bombardamento aereo e concentramenti di artiglieria, portava a compimento lavori e missioni delicate importanti. Durante il movimento notturno di importante colonna operante sul fronte di Ain el Gazala, attaccata da elementi meccanizzati nemici, incurante del pericolo, con azione energica e rischiosa contribuiva al favorevole esito dell’operazione. Esempio di alte virtù militari, sprezzo del pericolo e attaccamento al dovere. – Fronte Marmarico, 18 novembre – 31 dicembre 1941”
ALBERTI OLINDO
Capitano Medico 8° Gruppo Alpini
“Incurante del pericolo e non badando a sacrificio, portava ovunque sul campo di battaglia l’opera sua, guidando il personale sanitario sulle prime linee e soccorrendo e medicando feriti sotto il fuoco nemico, continuando in tale opera pietosa per tutta l’azione.- Ortigara, 10-28 giugno 1917

ABATANGELO LUCA
Tenente Genio Navale
“Direttore di macchina di corvetta gravemente danneggiata dall’esplosione di mina vagante, si prodigava con slancio e perizia nell’opera di esaurimento dei locali allagati e nel bilanciamento dell’unità. Contribuiva così decisamente al salvataggio della nave che poteva essere rimorchiata in porto.” – Mediterraneo, 21 febbraio 1943 Corvetta Artemide
ABBA MARIO Sul campo
Cannoniere MM
“Imbarcato su una silurante impegnatasi in asprissimo combattimento notturno contro preponderanti forze nemiche, compiva il suo dovere con tenacia, calma esemplare e assoluto sprezzo del pericolo. Abbandonata la nave, si prodigava in modo ammirevole, durante la lunga permanenza in mare, nell’assistenza dei compagni superstiti, dimostrando eccezionale resistenza fisica ed altissime doti di generoso cameratismo.” Canale di Sicilia, 12 ottobre 1940 Torpediniera Ariel

ALLEGRA GIANPIETRO
Alla memoria
Tenente pilota AA
“Capo equipaggio di velivolo da bombardamento eseguiva missioni belliche dando prova di capacità e valore. Durante un’azione compiuta in condizioni particolarmente difficili immolava la giovane vita in servizio della Patria.” Cielo del Mediterraneo maggio – 19 dicembre 1941
ABBAMONDI DANTE
Sergente Maggiore Armiere A.A.
“Abile capo armiere di squadriglia da bombardamento, partecipava a numerose azioni di guerra su munita base nemica, su formazioni navali avversarie e a difficili voli di ricognizione su mare aperto. Di fronte alla violenta azione avversaria, dimostrava sereno sprezzo del pericolo.” Cielo del Mediterraneo, giugno 1940 – agosto 1941

ABELLI GIUSEPPE sul campo
Vice Brigadiere CC 22^ Sezione Motorizzata Divisione “Trieste”
“Capo equipaggio, venuto a conoscenza che automezzi corazzati nemici avevano attaccato una nostra colonna in marcia, di sua iniziativa accorreva prontamente sul posto e con sprezzo del pericolo e indomito coraggio li contrattaccava mettendoli in fuga dopo aspro e cruento combattimento. Fulgido esempio di ardimento e di attaccamento al dovere.” Africa Settentrionale, zona si operazioni 19 dicembre 1941
ACANFORA FRANCESCO
Capitano IV Gruppo CC Mobilitato di Harrar
“Aiutante Maggiore di gruppo carabinieri, attaccato da forze soverchianti, si prodigò efficacemente soccorrendo il proprio comandante di gruppo gravemente ferito In 33 giorni di marcia massacrante, benché sofferente, sfinito dalla fame, sotto l’assillo dell’insidia nemica e dei continui bombardamenti aerei, fra inenarrabili stenti, laceranti fatiche e disagi, con morti e feriti al seguito, mantenne sempre elevato lo spirito di sacrificio e il sentimento del dovere.” Hula – Afrara – Uondu – Dolò – Bottego (A.O.) 6 maggio – 17 giugno 1941

ABRAGIO GAETANO
Alla memoria
Guardia di Finanza
“Con una piccola pattuglia, sostenne l’urto di un pattuglione nemico. Nella lotta impari tenne valoroso contegno incitando i compagni alla resistenza, finché cadde colpito a morte.” Madonnina del Faggio, 1° dicembre 1916
AGOLETTI ALDO
Alla memoria
Guardia di Finanza
“Mitragliere di un esiguo reparto, in zona avanzata, durante una fase critica della lotta, si offriva per compiere da solo una rischiosa ricognizione in località appena occupata dal nemico. Dopo lunga marcia attraverso terreno insidioso e malagevole, constatata la parziale distruzione di un ponte di legno, noncurante dell’intenza reazione avversaria ne completava l’abbattimento a colpi di ascia. Attraversate nuovamente le posizioni nemiche per riferire l’esito della missione, non trovava più il suo reparto che aveva dovuto ripiegare su di una linea arretrata. Rimasto così isolato aldilà di un fiume, fatto segno a vivace fuoco e ripetutamente invitato ad arrendersi, con lancio di bombe a mano riusciva a sfuggire all’avversario e benché ferito, raggiungeva la sponda. Malgrado la impetuosa corrente, sdegnando l’onta della resa, si liberava degli indumenti e con le sole armi tentava di superare a nuoto il corso d’acqua. Nuovamente colpito, trovava gloriosa morte. Esempio di cosciente coraggio, di elevato sentimento del dovere e di sublime amor Patrio.” Bicaj (fronte albano-jugoslavo) 8 aprile 1941
