MICHELE PERRIELLO E COSTANZO EBAT – M.O.V.M. DI GIUGNO

  

PERRIELLO MICHELE

Sergente, 62° reggimento fanteria motorizzato Trento

Chiamato alle armi nel maggio 1937, chiese ed ottenne nell’ottobre dello stesso anno di partire per la Spagna col XXVIII battaglione complementi del 48° fanteria. Assegnato al 1° reggimento fanteria d’assalto della Divisione Littorio, dopo essersi distinto in quasi due anni di guerra, rimpatriò nel giugno 1939 per essere congedato. Il 17 giugno 1940, richiamato presso il suo reggimento, il 48°, vi ottenne la promozione a caporal maggiore e nel gennaio 1941 fu trasferito a domanda al 62° fanteria motorizzato della Divisione Trento. Promosso sergente ed assegnato al battaglione d’assalto, nel marzo successivo partiva per l’A.S. (Africa Settentrionale).

“Comandante di una squadra esploratori attaccato e circondato da forze nemiche preponderanti, le contrattaccava con lancio di bombe a mano volgendole in fuga. Benché ferito, visto cadere il tiratore di un pezzo anticarro, lo sostituiva e continuava il fuoco contro carri armati nemici avanzanti. Caduti i compagni, solo, ed ancora circondato, impavido accanto all’arma, rifiutava la resa, persistendo nell’impari lotta fino a quando, colpito mortalmente, si abbatteva vicino al cannone. Fulgido esempio di virtù guerriere e altissima fede. – Sollum (A.S.), 16 giugno 1941.”

Altre decorazioni al Valor Militare

Medaglia d’Argento

«Durante un attacco di posizione fortemente difesa, accortosi che sul fianco di una quota vicina, un’arma automatica avversaria disturbava l’avanzata del reparto, con audace iniziativa e grande sprezzo del pericolo, da solo, approfittando del terreno boscoso, con ardito colpo di mano riusciva a catturare il tiratore nemico, impadronendosi anche di un fucile mitragliatore e di una mitragliatrice. Quota 380 di San Chirico a Tarras, 26 gennaio 1939

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EBAT COSTANZO

Maggiore in s.p.e. artiglieria, partigiano combattente

Diplomatosi presso l’Istituto nautico di Livorno, entrò all’Accademia Militare di Torino nel 1929 e due anni dopo venne nominato sottotenente d’artiglieria in servizio permanente effettivo. Frequentato il corso d’applicazione e promosso tenente nel 1933, fu destinato al gruppo artiglieri di C.A. del reggimento misto d’artiglieria della Sardegna. Nel maggio 1935, partiva per l’Eritrea e con la Divisione Sabauda partecipò alla campagna etiopica quale addetto all’ufficio informazioni della Divisione. Rimpatriato nel 1938 e trasferito al 23° artiglieria divisionale, passò al 34°, con la promozione a capitano, nel gennaio 1940. Dal dicembre dello stesso anno, all’aprile 1942 fu allievo del 70° corso della Scuola di guerra. Ultimato il corso fu inviato in Albania dove prestò servizio si Stato Maggiore prima presso quella Intendenza e in seguito, dal febbraio 1943, al Comando Superiore delle FF.AA. d’Albania col grado di maggiore. Alla data dell’armistizio trovavasi occasionalmente a Roma per motivi di servizio.

“Dopo l’armistizio, con fedeltà e con decisione, prodigava ogni sua attività nella lotta di liberazione entrando a far parte del fronte militare della resistenza sorto nella Capitale e rendendo servizi altamente e vivamente apprezzati nei campi organizzativo, informativo e della propaganda. Operando in condizioni di ambiente particolarmente difficili e pericolosi, riusciva a raccogliere importanti notizie sulla situazione dei tedeschi al fronte di Anzio e nella regione della Tolfa. Cadeva, poi, per delazione, in mano delle SS. germaniche insieme ad un gruppo di suoi dipendenti. Per trentacinque giorni, ripetutamente interrogato e barbaramente seviziato, manteneva fiero ed esemplare contegno, nulla rivelando sull’organizzazione di resistenza, che gli era ben nota, e rivendicando generosamente su di sé ogni responsabilità nel tentativo di salvare i dipendenti. Condannato e tratto a morte con altri cinque compagni, era a tutti di esempio per serenità e per fede e, nelle lettere scritte dal carcere, lasciava memorabili testimonianze del modo con il quale i più nobili sentimenti, di Religione, di Patria, di Famiglia, debbono albergare nell’animo di un prode soldato.— Roma, 3 giugno 1944.”

Altre decorazioni al Valor Militare:

Croce di guerra al Valor Militare 

«Addetto all’ufficio informazioni di un comando di grande unità ed incaricato, durante le azioni, del servizio di collegamento tra unità avanzate e lo stesso comando, diede prova di ardire, capacità e coraggio assolvendo i molteplici incarichi, a lui attribuiti, in modo brillante. Durante l’occupazione di Adigrat e di Quihà, come nei fatti d’arme di Amba Aradam, Falagà, Ascianghi, Quoram, fu esempio di ardimento e dimostro belle doti di combattente. Durante la marcia della colonna celere Sabauda, per la conquista di Addis Abeba, seppe in ogni circostanza essere prezioso esecutore degli ordini del Generale comandante a cui era addetto confermando di essere un bel soldato degno di particolare fiducia, per il suo coraggio e per il suo sentimento. A..O., 3 ottobre 1935-28 luglio 1936