6. CONSIDERAZIONI FINALI – AMMAESTRAMENTI
a. Considerazioni finali riferite all’epoca del conflitto
Partiamo dall’aspetto umano. Importante fu la considerazione del fante non più come semplice automa da combattimento, ma come risorsa da salvaguardare che fece aumentare il morale della truppa.
Si determinò un passaggio netto alla guerra in movimento sostenuto dall’addestramento e l’applicazione precisa dei principi fondamentali della sorpresa e della rapidità d’azione. L’azione di disturbo sul Grappa, pagata a caro prezzo dalla 4ª Armata, consentì di soddisfare il concetto fondamentale dell’azione ideata dal Comando Supremo di separare, con deciso sfondamento, la massa austriaca del Trentino da quella del Piave. Con la vittoria, l’Italia raggiunse quelli che erano ritenuti, a torto o a ragione, i suoi confini naturali, terminando la fase di unificazione iniziata nel lontano 1859.
Nel 1918, lo sfondamento delle linee austro-ungariche fu determinato dalla “stanchezza del soldato”, dall’abilità, ma anche dal crescente numero di armi meccaniche a disposizione degli eserciti alleati. Con la diffusione dei veicoli ruotati a motore, la guerra assunse una sua maggiore dinamicità. Il Regio Esercito, che era entrato in guerra con circa 5.000 autocarri, al 30 settembre del 1918 ne contava più di 36.000. L’artiglieria svolse un ruolo determinante, non solo per la superiorità espressa in termini numerici, ma anche per l’eliminazione delle batterie nemiche e per il fuoco d’appoggio alla fanteria.
Il Generale Caviglia, che assolutamente vietò di creare capisaldi fortificati, esaltò l’Arma di Cavalleria nella decisiva fase conclusiva dell’inseguimento, tesa alla riconquista di Trento e Trieste.
Durante il conflitto, si è andato affermando l’uso dell’aereo secondo le più moderne accezioni: intercettazione, attacco al suolo, ricognizione e bombardamento. I primi bombardamenti strategici ebbero più un effetto psicologico che materiale, ma certamente contribuirono ad aprire un nuovo scenario della guerra contemporanea. Molto più efficace fu il loro utilizzo nella ricognizione effettuata con le macchine fotografiche in pellicola che permisero di mappare facilmente il fronte ed avere, così, utili informazioni sulla posizione del nemico. Molto diffuso era pure l’impiego dell’aereo da caccia, sia nell’attacco diretto a terra, con il mitragliamento della fanteria nemica, sia in funzione di intercettazione. L’aereo ebbe il compito di evitare lo spionaggio aereo nemico e di appoggio alla fanteria.
Concludendo, si può affermare che la vittoria finale è stata ottenuta non solo dalla strategia militare ma anche e soprattutto dal sistema Paese che ha saputo cancellare velocemente la disfatta di Caporetto e si è adoperato in un’intensa opera industriale nel settore bellico.
