GIUSEPPE GORACCI E MARIO D’AGOSTINI – M.O.V.M. DI GIUGNO

  

GORACCI GIUSEPPE

Sergente Maggiore A.A. pilota

Nel settembre 1935 si arruolava volontario quale allievo sergente in Aeronautica nella Scuola di Torino per passare poi alla Scuola di pilotaggio di Grottaglie dove, nell’aprile 1936 era nominato primo aviere pilota. Trasferito al 13° stormo da bombardamento a Lonate Pozzolo, nell’agosto successivo era promosso sergente pilota e nell’ottobre 1938 sergente maggiore. Abilissimo pilota di apparecchio da bombardamento, nei primi giorni del secondo conflitto mondiale, il 13 giugno 1940, prendeva parte come secondo pilota ad un’azione contro l’idroscalo di Hyères in Francia.

“Sottufficiale secondo pilota di velivolo da bombardamento, durante un’azione su munita base nemica, nonostante le pessime condizioni atmosferiche e la forte reazione contraerea, coadiuvava validamente il comandante per portare sul nemico la più efficace offesa. Attaccato da soverchiante caccia avversaria, rimasto unico pilota valido al governo del velivolo, sosteneva a lungo e vigorosamente l’impari lotta riuscendo ad abbattere in fiamme un caccia assalitore, mentre a bordo del suo apparecchio, un motore s’incendiava, il motorista veniva ucciso, tutti gli altri compagni feriti. Tentava allora di ricondurre l’apparecchio col suo carico di gloria e di morte verso il cielo della Patria. Tra le fiamme che ormai investivano la fusoliera, con stoica fermezza ordinava ai compagni feriti di agganciare il paracadute alla salma del camerata deceduto e di lanciarlo al suolo perchè il corpo glorioso non si consumassi nel rogo. Egli si lanciava per ultimo, dopo aver dato ai compagni di volo l’ordine di salvarsi. Ferito e ustionato gravemente, discendeva sulla terra di Francia, ove un’orda barbarica, alla quale opponeva le ultime disperate energie, dava alla sua fronte, a colpi di clava, la corona del martirio. Nell’attimo del trapasso il suo grido fu uno solo: Viva l’Italia! Simbolo della fascista gente dell’Italia Imperiale. – Cielo di Hyères: 13 giugno 1940.”

////////////////

D’AGOSTINI MARIO

Capitano s.p.e. A.A., pilota

Allievo del corso Pegaso all’Accademia Aeronautica nel 1935, due anni dopo ottenne il brevetto di pilota militare e nel maggio 1938, la nomina a sottotenente in s.p.e. Assegnato prima al reparto aereo imbarcato sulla nave Miraglia, fu trasferito nel marzo 1939 alla 163^ squadriglia autonoma da caccia in Egeo dove fu promosso tenente. Partecipò a numerose missioni di scorta a bombardieri dopo la dichiarazione di guerra e nel dicembre 1941 passava col 2° stormo C.T. (Caccia Terrestre) in Tripolitania. Promosso capitano assumeva il comando della 94^ squadriglia da caccia dell’8° gruppo. Cadde il 15 giugno 1942 in combattimento nel cielo fra Ain Gazala e Tobruk.

“Figura superba di pilota da caccia, distintosi sempre per slancio ed aggressività, partecipava a numerose azioni belliche dando continue esemplari prove di valore e di ardore. Ferito da pallottola esplosiva, opponendosi al ricovero all’ospedale, riprendeva il posto di combattimento con le ferite non ancora rimarginate. Nell’impeto di un attacco a volo radente, mentre in un momento particolarmente importante, portava l’efficace offesa delle sue armi e di quelle dei suoi gregari dove il nemico faceva dell’aria un’incandescente sfera di ferro e di fuoco, dopo avere, come sempre, eroicamente combattuto, scompariva nel cielo della battaglia. – Cielo della Cirenaica, dicembre 1941 – giugno 1942.

Altre decorazioni al Valor Militare:

Medaglia Argento

«Pilota da caccia partiva su allarme sotto il bombardamento e il mitragliamento del campo da parte di velivoli nemici che subito attaccava riusciva così ad impedire l’ulteriore azione avversaria. Lanciatosi all’inseguimento impegnava combattimento, abbattendo in fiamme due velivoli avversari. Cielo dello Stretto di Marmara, 4 settembre 1940.»

Medaglia Bronzo

«Comandante interinale di squadriglia da caccia. Già distintosi precedentemente durante una scorta a bombardieri, attaccava tre caccia avversari abbattendone uno. Partecipava inoltre a ricognizioni ed azioni di mitragliamento arrecando gravi danni al nemico. Cielo del Mediterraneo, 7 settembre 1940-31 maggio 1941.»

Capitano per meriti di guerra (1942).