SALEMI PIETRO
Artigliere 1° reggimento “Volontari del Littorio”
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Assolti gli obblighi di leva con la sua classe nel 24° reggimento artiglieria da campagna fu congedato nell’agosto 1934. Lasciò i campi della sua diletta terra per arruolarsi volontario per l’A.O. (Africa Orientale) il 25 novembre 1936. Nel gennaio 1937 venne trasferito a Caserta e quindi a Gaeta, dove si imbarcò sulla nave Sicilia. Sbarcò a Cadice il 5 febbraio successivo e passò effettivo all’VIII gruppo del 1° reggimento artiglieria da 65/17. Ferito gravemente nel combattimento del 19 marzo 1938 nella zona di Alcaniz subì successivamente l’amputazione chirurgica completa delle due gambe. Rientrato in Patria subì lunghe degenze ospedaliere, sopportando con virile coraggio le gravi conseguenze della mutilazione. E’ mancato nel 1970 a Modica.
“Servente al pezzo, curava volontariamente il rifornimento munizioni in posizione avanzata e fortemente battuta. Ferito gravemente alla gamba dallo scoppio di proietto di un carro armato, rifiutava ogni aiuto dai compagni e li esortava a continuare piuttosto la loro azione di fuoco. Amputato di una gamba e dopo circa tre mesi anche dell’altra, in tutto il lungo periodo di atroci sofferenze, costantemente manifestava non la rassegnazione, ma la dedizione, come olocausto di dolore e di sacrificio alla Patria, del suo corpo e della sua giovinezza stroncati. Nulla altro rimpiangeva se non di poter continuare a combattere e di non poter più offrire il sangue e la vita per seguire fino all’estremo i comandamenti del Duce. – Aragona, 19 marzo – 19 giugno 1938.”
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LA MARCA GIUSEPPE
Tenente colonnello s.p.e. A.N. (s.p.e. Armi Navali)


Di nobile famiglia siciliana, conseguì a Catania il diploma nautico nel 1922 e la licenza in fisico matematica nel 1923. Iscrittosi nella facoltà di ingegneria, ottenne nel 1927 la laurea in matematica e nel 1931 la laurea in ingegneria a Napoli. Assolti gli obblighi di leva in Marina dall’agosto 1931 all’aprile 1934 come sottotenente di complemento delle Armi Navali, trovò impiego presso l’Ispettorato tecnico dell’ Artigianato per la Sicilia Orientale prima e poi presso la Società Generale Elettrica per la Sicilia. Dal 1935 al 1936, richiamato per esigenze A.O. (Africa Orientale) col grado di tenente, prestò servizio nella Commissione permanente per gli esperimenti sui materiali di guerra. Richiamato nuovamente nell’aprile 1939 e destinato alla Direzione armi subacquee a La Spezia, vi fu promosso capitano per meriti eccezionali nel 1940. Trasferito in s.p.e., dal settembre dello stesso anno al gennaio 1941 fu a Tobruk, presso l’officina mista A.N. (Armi Navali) e a bordo della San Giorgio meritandosi anche un elogio ed un encomio solenne dal Sottosegretario di Stato per la Marina. Passò poi al Comando Marina Derna ed infine al Comando Marina di Tripoli. Rientrato in Patria per malattia, dal 20 ottobre 1941 al 22 novembre 1942 fece parte del Comitato per i progetti delle Armi Navali. Ricoverato in luogo di cura dopo circa cinque mesi di licenza di convalescenza, ritornò nella clinica delle malattie tropicali in Roma dove venne sorpreso dalla dichiarazione dell’armistizio. Fattosi dimettere dall’ospedale offrì la sua opera al Centro militare clandestino e nelle importanti azioni compiute dette prova di salda preparazione tecnica e professionale. Dal giugno 1944 riprese servizio in Marina; promosso maggiore nel luglio 1946 e tenente colonnello nel luglio 1949, lasciò a domanda il servizio attivo col grado di colonnello nel 1960. Dirigente E.N.E.L. (Ente Nazionale per l’Energia Elettrica). Risiede a Roma.E’ morto a Roma il 25 novembre 1989.
“Valoroso ufficiale appartenente ad una formazione militare clandestina operante in territorio occupato dal nemico, benché colpito da infermità contratta in guerra, sollecitava per sè le imprese più rischiose. Affidatogli il compito di portare a salvamento il centro R.T. di Santarosa, grandiosa opera militare di notevole importanza scientifica e sede di Supermarina, minata dai tedeschi con ordigni potentissimi che avrebbero distrutto anche l’intera zona abitata, con il rischio continuo della propria vita, con rara perizia tecnica e con costante sprezzo del pericolo, riuscì a sventare ogni insidia, salvando numerose vite umane, ingente materiale bellico, l’intero impianto di incalcolabile valore. Non nell’ardente atmosfera che trascina ed esalta trasse l’impeto per l’epica gesta, ma nell’oscuro dedalo delle gallerie, nei cunicoli colmi di esplosivo, a tu per tu con la morte in agguato. Grande figura di patriota, portò a compimento la leggendaria impresa, trovando nel suo nobile animo di soldato la fredda tenacia, la forza e la fede che sono doti di ogni eroe. – Territorio nazionale occupato, novembre 1943 – 4 giugno 1944.”
Altre decorazioni al Valor Militare:
Croce di guerra al Valor Militare
Croce di Guerra al Valor Militare
Capitano in s.p.e. per m.g.
Avanzamento al grado di maggiore per m.g. (D.M. 28 novembre 1946).
