
IACCARINO DOMENICO
Sottotenente 31° reggimento fanteria carrista
“Comandante di plotone carri armati, durante un violento combattimento, accortosi che una mitragliatrice da posizione retrostante ostacolava l’avanzata del reparto, si lanciava col suo mezzo contro il centro di fuoco annientandolo. Successivamente, in quattro giorni di azioni offensive, compiva ardite puntate nello schieramento nemico, riuscendo a disperdere forti nuclei avversari ed a catturare prigionieri e materiali. – Fronte albano-jugoslavo 10-16 aprile 1941”

IACONO ANTONIO
Capo Meccanico di 1^ classe
Sul Campo Incrociatore “Attendolo”
“Sottufficiale addetto al servizio sicurezza di incrociatore in missione di guerra, colpito da siluro da sommergibile nemico, accorreva prontamente nei locali colpiti ed ivi si prodigava con sereno coraggio e perizia per le riparazioni dell’avaria sofferta. Col proprio contegno ispirato ad alto senso del dovere era d’esempio ai dipendenti e contribuiva efficacemente ad assicurare la salvezza dell’unità – Mediterraneo Centrale,13 agosto 1942”

IADANZA FRANCO
Maresciallo Pilota
“Volontario in missione di guerra per l’affermazione degli ideali fascisti, pilota da caccia audace e generoso, partecipava a numerose azioni belliche, dando costanti prove di valore. In tre duri combattimenti, contro forze nemiche soverchianti, concorreva all’abbattimento di venti apparecchi diversi – Cielo di Spagna maggio-novembre 1938”

IANNACE MARIO
Maresciallo Aiutante UPS
“Con ferma determinazione, esemplare iniziativa e grande coraggio, interveniva con altro militare per fronteggiare tre malviventi, in flagrante rapina ad agenzia di credito, che tentavano la fuga con le armi in pugno facendosi scudo di una donna. Conseguita la liberazione dell’ostaggio, replicava con pronta azione di fuoco ai colpi di pistola esplosi dai rapinatori, ferendone mortalmente uno e costringendo gli altri due alla resa. Chiara esempio di valore ed alte virtù militari. – Telgate (BG), 11 settembre 1998

IDILI GIOVANNI
Guardia di Finanza
“Componente di una pattuglia che attaccata improvvisamente da soverchianti forze nemiche aveva fieramente accettato l’impari combattimento, si batteva con indomito coraggio. Rimasto solo e con pochissime munizioni, non desisteva dalla lotta, ma si esponeva maggiormente per mettere a segno gli ultimi colpi, finché cadeva gravemente ferito da una raffica nemica” Tsangarada (Grecia) 22 marzo 1943
