Fiesole 12 agosto 1944 Testimonianza di Domenico Bartolini

  

2) Bartolini Domenico, fabbro a Fiesole, processo verbale di interrogatorio tenuto presso l’ufficio della Stazione dei Carabinieri di Fiesole il 27 settembre 1944, ore 10. Legione territoriale dei Carabi-nieri Reali Firenze, Stazione di Fiesole. ….. del Processo Verbale OGGETTO: PROCESSO VERBALE di interrogatorio di Bartolini Domenico fu Leopoldo e di Bartolini Maddalena, nato a Prato Vecchio (Arezzo) il 9/11/1886, domiciliato a Fiesole- via Portigiani n. 3, fabbro. L’anno millenovecentoqua-rantaquattro addì 27 del mese di settembre in Fiesole, nell’ufficio della stazione alle ore 10. Innanzi a noi Brigadiere Genovese Vincenzo, ufficiale di P.G., è presente Bartolini Domenico fu Leopoldo, in oggetto generalizzato, il quale opportunamente interrogato risponde: Verso le ore 16 del giorno 12 agosto u.s. fui chiamato dal Comune e precisamente da un cantoniere inviato dal ragioniere [Raf-faello] Nieri e dal segretario [Luigi] Oretti per aprire la caserma. Seppi che il ragioniere era andato dalla domestica [Torrini Edilia] della caserma e strada facendo mi raggiunse in via Del Cecilia. Ci portammo insieme alla caserma, ma qui giunti notammo che i tedeschi erano già entrati scavalcan-do un muro di fronte. Aperto il cancello venni in caserma e mi fu ordinato di aprire alcuni mobili e porte interne. Mentre i tedeschi effettuavano una specie di perquisizione al piano superiore della caserma, sentimmo un rumore al piano inferiore. Fu gridato chi c’era e fu risposto: “Carabinieri”. Insieme ai tedeschi scesi all’ingresso e i tedeschi chiesero ai carabinieri le armi. I militari affermati-vamente risposero di averle. Intervenne il ragioniere e domandò agli stessi carabinieri da quanto tempo avevano abbandonato la caserma e perché. I carabinieri risposero dalla sera precedente e per-ché mancava loro il vitto ed ogni sostegno. I carabinieri erano in abito civile. Il ragioniere chiese an-cora dove avevano depositato le armi e uno dei carabinieri rispose con un cenno che le armi c’erano, ma sotterrate. Il ragioniere domandò se erano del parere di consegnarle. I carabinieri si decisero a vicenda di consegnarle e insieme ai militari tedeschi si portarono nell’angolo del giardino dove pre-sero le armi. Dopo di ciò i tedeschi, caricati i fucili sulle spalle dei carabinieri, insieme al ragioniere Nieri se ne andarono incaricandomi di chiudere la caserma; ciò che feci portando le chiavi al Co-mune. Non ho altro da aggiungere. Fatto, letto, chiuso, confermato e sottoscritto in data e luogo di cui sopra. [Firmato: Bartolini Domenico Genovese Vincenzo]