ANDOLFATO EZIO
Tenente s.p.e. fanteria (alp.)


Arruolatosi nel Regio Esercito frequentò l’Accademia Militare di Modena da cui uscì nell’aprile 1933 con il grado di sottotenente in servizio permanente effettivo, assegnato al 5° Reggimento Alpini. Dopo la scuola di Applicazione di Parma, venne promosso tenente nel 1934.[ Assegnato al R.C.T.C. della Somalia, arrivò a Mogadiscio il 24 aprile 1935 entrando in servizio presso il V Battaglione bande armate. Dopo lo scoppio della guerra d’Etiopia, nel febbraio del 1936 fu trasferito al 1° raggruppamento arabo-somalo
«Comandante di compagnia capace ed ardito, si prodigava, incurante del pericolo, nel coordinare e dirigere l’azione dei propri plotoni nell’attacco di una posizione fortemente munita. Ferito una prima volta, non abbandonava il proprio posto e conduceva primo tra i primi il proprio reparto all’assalto alla baionetta. Nuovamente e mortalmente colpito, rifiutava di essere trasportato al posto di medicazione, ed al subalterno più anziano, da lui fatto chiamare per cedergli il comando, indicava con la mano la posizione avversaria, mormorando in un supremo sforzo, mentre spirava: “Savoia” per incitarlo a proseguire nell’azione. Fulgido esempio di ardimento e di elevate virtù militari. Birgot, 24 aprile 1936.»
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BOMBIG RICCARDO
Tenente s.p.e. 8° reggimento bersaglieri

Conseguito il diploma di ragioniere entrava quale allievo all’Accademia Militare di Modena il 14 ottobre 1933 uscendone sottotenente di fanteria nel settembre 1936. Assegnato all’8° reggimento bersaglieri veniva promosso tenente nell’ottobre 1938 e l’anno seguente, il 6 aprile, partiva con il III battaglione del suo reggimento per l’Albania, sbarcando a S. Giovanni di Medua il giorno dopo.
“Comandante di compagnia avanzata, già distintosi nella precedente operazione di sbarco, con eccezionale calma e sereno sprezzo del pericolo, manteneva saldi al loro posto i suoi bersaglieri battuti da violento fuoco. Per tentare al più presto il passaggio di un ponte, minato ed in parte interrotto, vi si lanciava arditamente, alla testa di pochi animosi. Nell’eroico tentativo veniva colpito a morte da una raffica di mitragliatrice: mirabile esempio di alto sentimento del dovere e di valore personale.» Ponte sulla Brinassa – Scutari, 8 aprile 1939”
