“Il valore militare al femminile nell’arco del processo unitario italiano 1848 – 1918”
(in occasione della giornata della Donna – 8 marzo – e
dell’anniversario dell’Unità d’Italia -17 marzo)
Conferimento dell’Emblema Araldico dell’Istituto del Nastro Azzurro alla Medaglia d’Oro al Valor Militare “alla memoria” al
Maresciallo Capo dell’Arma dei Carabinieri SERGIO PIERMANNI
con consegna della pergamena alla consorte Signora Giovanna Paolone Piermanni
ll saluto della Sindaco di Potenza Picena, Noemi Tartabini,
Il mio ringraziamento va a tutte le autorità militari e civili intervenute in questa mattinata organizzata dalla Federazione Regionale dell’Istituto del Nastro Azzurro che ha scelto la nostra città per lo svolgimento di un’iniziativa dall’elevato valore culturale e sociale. Per questo abbiamo con convinzione sostenuto l’evento, patrocinato anche dalla Commissione Pari Opportunità tra Uomo e Donna della Regione Marche. La presenza degli studenti delle classi terze della scuola secondaria di primo grado dell’Istituto “G. Leopardi” di Potenza Picena non è una presenza alquanto significativa: è proprio ai giovani che è importante raccontare la storia delle figure femminili insignite di medaglie al valor militare. E ancora quella di donne che hanno trascorso la loro vita al fianco di uomini in divisa. L’esempio più vicino a noi è senza dubbio la signora Giovanna Paolone Piermanni, moglie del Maresciallo capo dell’Arma dei Carabinieri Sergio Piermanni, luminoso esempio di coraggio, dedizione e spirito di sacrificio. Ai nostri ragazzi auguro che testimonianze come queste siano un esempio, una guida per le scelte future, con una mano tesa verso la comunità.
A nome della Presidente Commissione Pari Opportunità tra uomo e donna della Regione Marche, impossibilitata ad intervenire per motivi urgenti sopravvenuti, porta i Saluti L’Assessore al Bilancio del Consiglio Regionale delle Marche.
Il Generale C.A. dei Carabinieri, Rosario Aiosa, Presidente del Gruppo Medaglie d’Oro al Valore Militare, porta i suoi saluti e ricorda che il 1 marzo è il compleanno di Sergio Piermanni, che avrebbe compiuto 85 anni. Ricorda i significati che la mattinata che si è aperta all’Auditorium comunale “Ferdinando Scarfiotti” di Potenza Picena, variegati e pregni di significato. La presenza delle scolaresche del comprensorio “Leonardo da Vici” di Potenza Picena è un ulteriore segno aggiunto alla validità della iniziativa.
Apertura Evento. Claudio Fiori.
Illustri Autorità Civili e Militari, rappresentanti delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma, gentili Signore e Signori, insegnanti e studenti della scuola secondaria di primo grado di Potenza Picena, cari Soci dell’Istituto del Nastro Azzurro, mi presento, sono il Maggiore della riserva dei Carabinieri Claudio Fiori, MAVM, Presidente della Federazione regionale delle Marche dell’Istituto del Nastro Azzurro e Vi porgo il mio saluto ed il benvenuto a questo evento, organizzato unitamente al Comune di Potenza Picena, per evidenziare e ricordare il grande contributo offerto dalle donne, anche nell’ambito del Valore Militare, in particolare, nell’arco del processo unitario italiano 1848 – 1918, periodo, questo, di maggior attivismo femminile dove il denominatore comune fu la volontà della trasformazione culturale della società, nella quale avrebbe dovuto essere rimodellato il ruolo della donna, in un tempo storico dove la condizione sociale delle donne era limitata entro le mura del “focolare domestico”. Inoltre, oggi, abbiamo l’onore ed il piacere di conferire l’Emblema Araldico dell’Istituto del Nastro Azzurro alla Medaglia d’Oro al Valor Militare “alla memoria” Maresciallo Capo dei Carabinieri SERGIO PIERMANNI, in occasione dell’85° anniversario della nascita, 29 febbraio 1940, con la consegna della pergamena alla consorte Signora Giovanna Paolone Piermanni, che saluto cordialmente. Un deferente saluto al Gen. C.A. MOVM Rosario Aiosa, Presidente del Gruppo delle Medaglie d’Oro al VM, alla Presidente della Federazione Provinciale di Macerata del nostro Istituto Marchesa Giovanna CECCARONI CAMBI VOGLIA, figlia della MOVM “alla memoria” Magg. Mario Alessandro Ceccaroni, così, come pure saluto, il Maresciallo Aiutante Angelo Albanesi, MAVM; tutti oggi intervenuti con piacere. Sentitamente ringrazio la Signora Sindaco del Comune di Potenza Picena, Noemi Tartabini, per la disponibilità e l’entusiasmo ad aver accolto prontamente la realizzazione di questo momento. Ugualmente ringrazio la Commissione per le Pari Opportunità tra uomo e donna della Regione Marche per l’attenzione e l’interesse alla tematica, con il consenso al patrocinio. Un particolare ringraziamento alla scultrice Signora Paola Grizi, che, per questa occasione, ha realizzato l’opera artistica “Le Pagine del Coraggio”, donata al Comune di Potenza Picena e dedicata all’anima indomita delle donne ed al loro valore militare. Scultura con la quale, a mio parere, l’artista ha magnificamente espresso l’essenza del Valore delle Donne, non solo quello militare, ma in ogni ambito della società civile e della vita dell’uomo
Si da spazio, quindi, alla parte storico-culturale dell’evento. Le relazioni sono sotto riportate
Il Valore Militare: significati e contenuti
Il Valore Militare al Femminile nell’arco del processo unitario italiano
Figure femminili decorate al Valore Militare.
Il Valore Militare: significati e contenuti1. Claudio Fiori
Il Valore Militare è solitamente riconosciuto e manifestato con il conferimento di una delle quattro decorazioni previste: la Medaglia d’Oro, la Medaglia d’Argento, la Medaglia di Bronzo, la Croce al Valor Militare. Quest’ultima assume la denominazione di croce di guerra al valor militare quando si conferisce per fatti compiuti durante lo stato di guerra o di grave crisi internazionale.
Infatti, le decorazioni al Valor Militare hanno per finalità quello di esaltare gli atti di eroismo militare, anche compiuti in tempo di pace, purché l’impresa sia strettamente connessa alle finalità per le quali le Forze militari dello Stato sono costituite, qualunque sia la condizione e la qualità dell’autore, segnalando come degni di pubblico onore gli autori di essi e suscitando, a un tempo, lo spirito di emulazione negli appartenenti alle Forze militari.
Le proposte, salvi i casi eccezionali previsti in tempo di guerra, sono vagliate da una Commissione Militare, costituita appositamente.
Le ricompense sono destinate ad appartenenti alle Forze Armate (singoli militari o interi reparti non inferiori alle compagnie o ai comandi), combattenti nelle formazioni partigiane, Comuni, Province e singoli cittadini.
Il conferimento avviene per Decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro della Difesa.
La motivazione che alimenta il Valore Militare dimostrato sul campo, è da ricercarsi nella peculiarità che caratterizza l’impronta morale del soldato (Forze Armate Italiane e Corpi armati nazionali ad ordinamento militare) cioè l’etica militare, in cui la Patria, la disciplina militare e l’onore militare ne rappresentano i pilastri. Oltre questi valori fondamentali per la realtà motivazionale del militare possono esserne elencati tanti altri che non sempre sono semplice corollario ai primi: coraggio, disciplina, austerità, obbedienza, patriottismo, spirito di sacrificio, cameratismo, spirito di corpo, comportamento da gentiluomo/gentildonna, fedeltà personale al superiore, aspirazione alla gloria, altruismo, impegno, autorità, lealtà, orgoglio, preparazione professionale, senso del dovere, senso della responsabilità, iniziativa, fermezza, tenacia, ordine, umanità, abnegazione, amor proprio, tradizioni, rispetto per il prossimo (ed anche per il nemico) ed altri ancora. Tornando alla Patria, essa può essere ben definita come il bene supremo di tutta la collettività e può chiedere il sacrificio del singolo per il bene di tutti (dulce et decorum est pro patria mori, Orazio).
Il fondamento dei valori espressi dall’etica militare è basato sull’Onore Militare, ovvero: « la consapevolezza radicata della propria dignità di soldato e la volontà di mantenerla intatta nel costante rispetto e nella pratica dei principi morali propri della comunità militare».
Ed è, appunto, sul valore dell’onore che il miles trova la base del suo retto agire, è sull’onore che si fonda l’essenza del gentiluomo/gentildonna. A tal proposito, relativamente all’onore, il riferimento è nel Codice Cavalleresco italiano di Jacopo Gelli «… l’onore viene determinato dalla stima e dalla considerazione che una persona onesta ha saputo acquistarsi nella opinione pubblica mediante le azioni compiute, sempre in linea con i dettami delle leggi naturali e civili, talché il sentimento dell’onore nei gentiluomini/gentildonne deve dominare tutte le gerarchie dei doveri» Esso è in definitiva “il complesso dei pregi personali su cui si fonda la pubblica considerazione” e deve comunque essere l’ “habitus mentale del militare”. Talora è stato addirittura sostenuto che il “Valore dell’Onore militare” può essere più forte del “Valore Patria”.
Ciò che accomuna tutti i decorati al Valor Militare è appunto la profonda convinzione e fedeltà a tutti questi Valori, evidenziati nell’atto di ardimento da ciascuno compiuto, la cui azione è incardinata sul quello che si intendeva e si intende come Codice d’Onore, anche nella consapevolezza dell’estremo sacrificio, come nel caso di decorati “alla memoria”. 1
Il Valore Militare al Femminile nell’arco del processo unitario italiano. Massimo Coltrinari
La Carboneria e le “Giardiniere”
Il Processo unitario Italiano inizia, dopo, gli anni della Santa Alleanza che vietava e si opponeva ad ogni idea di unità per la nazione italiana. I movimenti che, sulla scia delle idee della rivoluzione francese, si svilupparono videro figure femminili di rilievo.
Nell’ambito della Carboneria, che nasce nel 1821 si sviluppa il ramo femminile e le componenti vengono chiamate “Giardiniere” perché ufficialmente si incontrarono dei giardini delle loro ville a parlare di erbe e fiori Tra queste si posso citare:
Cecilia de Luna Folliero, napoletana, “giardinieria” della prima ora con la sua azione intuisce che la partecipazione alla carboneria delle donne inizia la rottura con l’ordinamento politico e sociale e quindi è una partecipazione rivoluzionaria
Serafina Apicella, “giardinieria, partecipa alla rivolta nel Cilento e va incontro a cose indicibili. Finita la rivolta, catturata, torturata, legata ad una fune e calata in un pozzo, poi le verseranno della pece sulle braccia. Riesce a sopravvive. Condannata a 25 anni di prigione, dopo averne scontati la maggior parte raggiunge la Francia e partecipa ai moti del 48
Teresa Berta, amica di Sara Nathan, figlia di Felicita La Masa affiliata questa alla carboneria in dal 1821 e che conosce il marito a Roma alla difesa delle Repubblica Romana, e combatte sugli spalti del Gianicolo
Carolina Bevilacqua, bresciana, nel 1848 segui le truppe sarde alla direzione di un ospedale da campo
Santa Diliberto, patriota, a Palermo nel 1848 è attivissima e cuce e distribuisce le coccarde tricolori agli insorti
Rosa Donato, nella rivolta di Messina, 1848, è artiglierei e porta il suo pezzo lì dove ce bisogno. Morirà per l’esplosione delle polveri da sparo della sua Santa Barbara
Giuseppina Vadalà, napoletana, nel 1848 con il fucile in mano incita i patrioti al combattimento
Giuseppina Lazzaroni, partecipa alle cinque giornate di Milano 1848 come “cecchina” ed i suoi risultati sono eccellenti
Maria Giuditta Galiberti Facchini, anche Lei partecipa ai cinque giornate di Milano 1848 ed è ferita sulle barricate
Luigia Nastitotti Sassi, nelle cinque giornate di Milano è una delle prime a costruire barricate; disarma un soldato e con le armi toltegli ne fa prigionieri altri cinque; decorata al valore militare sul campo al ritorno degli Austriaci emigra negli Stati Uniti
Giulia Calame, originaria della Svizzera, sposa Gustavo Modena, il grande attore e patriota mazziniano, si arruola con lui nelle fila dei patrioti che difendono Venezia; divine responsabile degli ospedali di Palmanova, tanto da essere soprannominata la Gonfaloniera del Friuli, e quindi di Roma, dove a seguito il marito.
Maria Degli Usocchi, Venezia
Maria Salasco, piemontese, contessa, nel 1848 partecipa quindicenne alle 5 giornate di Milano, esule a Londra, nel 1854 incontra Garibaldi. La troviamo a Marsala nel 1860 assegnata ai servizi sanitari della spedizione. Un episodio rileva il suo Valore militare: iniziato un fuoco controcosta da parte delle navi borboniche, salita a cavallo, con la sciabola sguaina ed invita gli artiglieri Garibaldini a riprendere i loro posti a controbattere il fuoco nemico
Marianna de Crescenzo, la Sangiovannara, Napoli, di professione “ostessa” e per questa sua attività in contatto giornaliero con il popolo minuto e lavoratore. Nel 1860, lascia al marito la gestione si imbarca da Napoli per Palermo per accorrere a combattere con Garibaldi. Nel quartiere di Pignasecca, è rimasta una leggenda.
Non vi è lo spazio per descrivere le varie figure, alcune di rilievo, che hanno partecipato con valore ed onore al Risorgimento. Tra questi, si può citare Maria Cristina Trivulzio di Belgioioso, che oso sfidare per decenni la polizia austriaca, Elisabetta Michiel, Antonietta del Cerè, Teresa Mosconi, Venezia che chiedono di costituire un battaglione femminile per la Difesa di Venezia, nei combattimenti per la difesa della città si distingue Maria Graziani, Nel 1866 si distinguono Maddalena Montalban Comello, Teresa Labia, e Leonilde Lonigo Calvi. Infine non si può non citare Giuditta Tavani Arquati, Roma 1867 e tutta la sua attività contro il Papa RE
Concludo con questa osservazione
Nel 1860 le forze progressiste affermano che la situazione della donna come è nella meta dell’800 ovvero nella quotidianità è insensibile. Apre la grande questione Giuseppe Mazzini che nel suoi “I doveri dell’Uomo” sostiene in modo deciso l’uguaglianza non solo dei diritti ma anche dei doveri tra uomo e donna e, nel contesto dei tempi, sostiene che solo pregiudizi tine la donna fuori dal diritto di voto. Mazzini imposta in modo equilibrato la tematica: chiede diritti pari tra uomo e donna, ma anche doveri pari, tra uomo donna, anticipando correnti attuali che riportano in equilibrio tra uomo e donna alterato da prevaricazioni della dona a reazione di quanto sempre subito
Salvatore Morelli, rivoluzionario napoletano e che subisce l’inferno del carcere borbonico di Ventotene scrive in prigione il volume “La donna e la scienza considerate come soli mezzi atti a risolvere il problema dell’avvenire” (Napoli, Società Tipografica Editrice, 1869) e la cui prima pubblicazione è del 1861 al momento della sua liberazione dalla carcerazione borbonica. Nel finale come indicazione generale Morelli scrive
“CARE SIGNORE, IL MONDO È DI CHI LO SA PRENDERE. SE VOI VOLETE LA VOSTRA POSIZIONE GIURIDICA DOVETE CONQUISTARVELA. PROFITTATE DEL MOMENTO IN CUI L’ITALIA VOLGE A MIGLIOR DESTINI (….)PROPUGNARE IL VOSTRO DIRITTO”.
I tempi ancora non sono maturi. La donna non sa ancora acquisire il dovere diritto di conquistare la sua condizione conoscendo solo la cellula sociale della famiglia, ma esce dal privato e dalle case per mostrarsi in pubblico con figure che allora e fino ad allora non si erano mai avute: combattenti, spie, contestatrici, staffette, messaggere, clandestine, attiviste, esiliate, che nei fatti danno contezza della parità tra uomo e donna. Il costo pagato da ognuna di loro è altissimo, come tutti coloro che anticipano i tempi. Che cosa ottennero: praticamente nulla e questo offre ulteriori spazi di ricerca di come il nostro risorgimento sia stato un prevalere delle correnti conservatrici rispetto a quelle progressiste.
Claudio Fiori, Presidente della Federazione Regionale delle Marche
