DRAMMIS DEI DRAMMIS ANTONIO
Capitano s.p.e. artiglieria – Osservatore d’aeroplano


Nel gennaio 1915 si arruolò nel Regio Esercito, assegnato al 6º Reggimento artiglieria da fortezza. Aspirante ufficiale di complemento nel mese di ottobre, nel gennaio 1916 fu promosso sottotenente, e nell’ottobre dello stesso anno tenente. Partecipò ai combattimenti fino alla fine della guerra, venendo poi messo in congedo. Richiamato in servizio alla del, entrò in servizio permanente effettivo nel giugno 1921, conseguendo in quel periodo la laurea in giurisprudenza presso l’Università di Torino. Assegnato al 14º Reggimento artiglieria pesante campale, dal novembre 1925 iniziò a frequentare la Scuola allievi ufficiali di complemento di Modena, e tre anni dopo fu assegnato in servizio al 6º Reggimento artiglieria pesante campale, restandovi anche dopo la promozione al grado di capitano. Nel maggio 1931 conseguì il brevetto di osservatore d’aeroplano, destinato poi a prestare servizio presso la 115ª Squadriglia da ricognizione. Promosso primo capitano il 18 gennaio 1935, con l’inizio della guerra d’Etiopia fu destinato a prestare servizio in A.O.I. imbarcandosi a Genova il 1 maggio 1936, e sbarcando a Massaua, in Eritrea, esattamente dodici giorni dopo. Da Massaua raggiunse Addis Abeba, dove entrò in servizio nella 34ª Squadriglia ricognizione terrestre.
“Conscio del pericolo cui andava incontro, ma orgoglioso di essere annoverato tra i pionieri dell’Italia imperiale, chiedeva con generosa insistenza di partecipare ad ardita impresa aeronautica intesa ad affermare col simbolo del tricolore il dominio civile di Roma su lontane contrade non ancora occupate. Minacciato nella notte da orde ribelli, rifiutava la sicura ospitalità di genti amiche e preferiva affrontare con lo scarso manipolo di eroici compagni l’impari combattimento per difendere fino all’estremo sacrificio la bandiera della Patria. Lekempti, 27 giugno 1936”
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PENNISI SALVATORE
Tenente CC – Divisione Alpina “Cuneense”


Conseguita la laurea in giurisprudenza nell’Università Cattolica di Milano nel 1937, fu poi ammesso, nel settembre 1938, al Corso allievi ufficiali di complemento presso il 52° Reggimento fanteria “Alpi” a Spoleto. Al termine del Corso, nel luglio 1939, con il grado di sottotenente fu assegnato in servizio al 34º Reggimento fanteria “Livorno” a Fossano. Posto in congedo nel settembre 1940, nel dicembre dello stesso anno chiese, ed ottenne, di essere richiamato in servizio attivo, frequentando dal maggio al luglio 1941, un corso applicativo-pratico presso il Comando Gruppo RR.CC. di Asti, per passare in forza all’Arma dei Carabinieri. Al termine del corso fu nominato sottotenente dei Regi Carabinieri e venne assegnato alla Legione Carabinieri di Alessandria, posto al comando della Tenenza di Vinadio. Nell’ottobre 1941 fu trasferito alla 414ª Sezione Carabinieri, posta alle dipendenze della 4ª Divisione alpina “Cuneense”, dove, nel gennaio 1942, fu promosso tenente. Nell’agosto dello stesso anno raggiunse con il proprio reparto il fronte russo, dove partecipò a numerose operazioni contro i partigiani e paracadutisti sovietici. A causa della violenta offensiva sovietica nel gennaio 1943, egli fu costretto, insieme al suo reparto, ad abbandonare la linea difensiva del Don, partecipando ai durissimi combattimenti verificatisi durante le drammatiche fasi del ripiegamento della Divisione. Al termine della dura lotta la Divisione “Cuneense” fu accerchiata e sopraffatta dai russi, ed egli insieme ad altri suoi commilitoni, cadde prigioniero di guerra il 27 gennaio 1943. Da quel momento iniziò un lungo periodo di prigionia nei campi detentivi sovietici, che lo consideravano un criminale di guerra, e che con lunghe sofferenze terminò dopo ben 11 anni, quando rientrò in Italia il 13 febbraio 1954, accolto come un eroe. Nell’ottobre 1954 fu posto a disposizione della Legione C.C. di Messina e dal 15 aprile 1955 di quella di Palermo, comandando quindi la Compagnia C.C. di Caltanissetta anche quando fu promosso capitano. Precedentemente, per il coraggio dimostrato sul fronte orientale tra l’agosto 1942 ed il gennaio 1943, era stato trasferito in servizio permanente effettivo per meriti di guerra nell’Arma dei Carabinieri. Con il grado di maggiore fu assegnato alla Legione C.C. di Chieti, assumendo dal 12 gennaio 1957 il comando del Gruppo C.C. di Campobasso. Con Decreto del Presidente della Repubblica del 22 giugno 1960 fu insignito con la medaglia d’oro al valor militare a vivente. Promosso tenente colonnello, il 16 novembre 1961 fu trasferito alla Legione di Torino, dove comandò il Gruppo Interno C.C. di Torino, e poi fu, dal 1º settembre 1965, Comandante della Scuola Allievi C.C. di Torino. Dopo la promozione a colonnello, il 15 marzo 1968 fu posto al comando della Legione C.C. di Bari. Dal 1º settembre 1970 passò alla Legione C.C. di Messina, a disposizione della IX Brigata C.C. di Palermo, dislocata a Sant’Alfio, il suo paese natale. Venne poi promosso generale di brigata, assumendo il 10 marzo 1972 il comando della III Brigata C.C. di Padova. Il 15 settembre 1973 fu trasferito con incarichi speciali presso il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, venendo definitivamente posto in congedo il 2 novembre 1975. Si spense a Roma il 5 ottobre 1988
“Magnifica figura di ufficiale, dopo essersi ripetutamente distinto per fiero ed eroico comportamento di combattente in un duro ed estenuante ripiegamento, in lunghi anni di prigionia sfidava a viso aperto minacce e sevizie, punizioni e condanne, tenendo sempre alta e immacolata la dignità di soldato e di italiano. Impavido dell’affrontare mortali sofferenze, tenace nel sopportarle, indomabile contro la persecuzione del nemico e l’avverso destino, dava prova di elevate virtù militari ed esempio sublime di incorruttibile onestà, di onore adamantino. Per il suo dignitoso contegno di assoluta intransigenza con le leggi, del dovere guadagnò il martirio dei lavori forzati. Dimostrò così che si può anche essere vinti materialmente e restare imbattuti, anzi vittoriosi, nel campo dell’onore. – Russia, febbraio 1943 – gennaio 1954”.
Altre decorazioni al Valor Militare:
Tenente in s.p.e. per m.g.
