AL SANTUARIO DI OROPA
LA GITA AL SANTUARIO DI OROPA
(18 SETTEMBRE)
Alle ore 8, in Piazza Castello, presso la Compagnia Italiana del Turismo, alla quale ne era stata affidata l’organizzazione, si riunisce un forte numero di congressisti partecipanti alla gita al Santuario di Oropa. Nonostante il tempo minaccioso, si parte su dieci comodi autobus. Sono presenti anche molte signore. Alle 9,30 si giunge a Biella. A ricevere i congressisti è il Podestà di Biella, Dott. Becchio Galoppo, le Associazioni patriottiche cittadine fra le quali i Mutilati, gli ex Combattenti, le Madri e Vedove dei caduti e le rappresentanze delle Associazioni di Alpini, Carabinieri, Bersaglieri e Artiglieri. Sono inoltre presenti le rappresentanze del Fascio, della Milizia Volontaria, delle Piccole Italiane e dei Balilla, tutte con gagliardetto. Sono pure presenti tutti gli ufficiali del Presidio, una rappresentanza del Comando dei Carabinieri e una folla considerevole. Presta servizio d’onore la Banda dell’Ospizio di Carità del Vernato.

OMAGGIO AI CADUTI
Alle 9,45, accolto dall’inno «Giovinezza», giunge S. E. il Prefetto di Vercelli, Grand’Uff. D’Eufemia, che è accompagnato dall’Avvocato Gabasio, Segretario federale dei Combattenti, in rappresentanza della Medaglia d’oro Tomassucci, e dal Generale Rossi, presidente della sezione del Nastro Azzurro di Vercelli. Gli ospiti sono accolti dalla Marcia Reale e da applausi calorosi del pubblico. Di fronte all’atrio della Stazione avvengono rapide presentazioni. Il Podestà, a nome della citta, dà quindi il benvenuto ai gloriosi ospiti.
In corteo, i congressisti, preceduti dalla Banda Musicale che suona l’«Inno al Piave», si recano anzitutto al vicino monumento dei Caduti, ove depongono una corona di alloro. Poi, quando le ultime note della marcia si sono spente sotto la cappa greve di nebbia che avvolge il bronzo di Canonica e da maggior risalto al granito, |’aristocrazia del valore si irrigidisce sull’attenti e rimane qualche minuto in silenzio.
Un fremito agita i petti dei valorosi: è il ricordo della trincea e dei compagni, eroi eternati e simboleggiati dall’Alpino e dal fedele muletto che si elevano innanzi ai loro occhi. Il devoto omaggio al Monumento dei Caduti ha commosso profondamente i presenti. II corteo si ricompone, sotto la pioggia, raggiunge il piazzale della stazione. I congressisti prendono nuovamente posto sulle macchine, che attraversano fra gli applausi le vie cittadine, prima di iniziare la strada che porta ad Oropa.

A OROPA
II mistico Santuario della Madonna Nera, è pur esso velato di nebbia. Al Santuario, sullo scalone del Juvara, ad attendere il «Nastro Azzurro» e ancora il podestà di Biella, dott. Becchio Galoppo, ed il rettore canonico Ottino, dell’Amministrazione del Santuario. Sono le 11 precise quando gli ospiti sono ammassati nell’ampio scalone. II Podestà, a nome dell’Amministrazione, riceve gli ospiti, che vengono accompagnati a visitare la Cappella Eusebiana. Qui, con felice pensiero, il canonico Ottino impartisce, dal sacello della Madonna taumaturga, una benedizione a tutto il Nastro Azzurro.
Il Santuario è visitato con interesse da tutti gli intervenuti. Infine i congressisti sono stati ricevuti nel Padiglione Reale, ove, dall’Amministrazione di Oropa è stato offerto un «vermouth» d’onore.
Alle 12 precise, nei saloni della «Croce Rossa» ha avuto luogo il pranzo ufficiale. Alla frutta, il Prefetto di Vercelli, con felice improvvisazione, a nome di Vercelli, gloriosa delle sue 17 medaglie d’oro, ha salutato il «Nastro Azzurro». Il Generale Rossi ha risposto a nome dei decorati, ricordando con foga militaresca il sacrificio di tanti compagni d’arme. Il Podestà di Biella, con toccante improvvisazione, ha quindi salutato il Nastro Azzurro a nome di Biella, che ha per presidio nove cime di monti fregiate da targhe ricordanti i gloriosi Caduti di nove battaglioni del glorioso 4.0 ‘Alpini. Il saluto del primo cittadino di Biella ha vivamente commosso i presenti, che hanno applaudito a lungo. Anche l’Avv. Gabasio, a nome della Federazione Fascista, ha salutato i gloriosi associati del Nastro Azzurro. Chiude la serie dei discorsi ufficiali Amilcare Rossi, che, commosso, ringrazia delle accoglienze a nome di tutti 1 camerati presenti al banchetto. II Presidente del Nastro Azzurro conchiude inneggiando al Re, al Duce e alla Patria.
Padre Robotti, acclamato vivamente, si decide infine a pronunziare qualche parola. Lo smagliante oratore, con magnifica improvvisazione ricorda ai presenti, tutti magnifici eroi della grande guerra, fatti ed episodi di trincea. E’ lo spirito militare che rivive nella parola di Padre Robotti, che alla fine è applaudito calorosamente.
UN ASSALTO AL MUCRONE
Verso le 15, malgrado la nebbia, qualche cima si stacca dal grigiore uniforme delle nubi. Qualcuno propone di raggiungere il Mucrone. La teleferica è infatti presto la meta di un numeroso gruppo di decorati che, impavidi sotto la pioggia, mettono in atto il proposito.
Poco più tardi il sole squarcia timidamente su in alto, oltre la Croce del Mucrone, l’ostinata cortina di nebbie, proprio mentre la prima teleferica riversa il primo gruppo di congressisti al Rifugio del Mucrone. Ai gitanti è però negato il conforto impagabile della vista del panorama. Nebbia, nebbia… un mare di nebbia. Verso le 16 perciò ossequiato dall’ Amministrazione del Santuario, il gruppo del Nastro Azzurro scende di nuovo a Biella per dirigersi verso Ivrea.
Alla Villa Coda sono state ricevute le principali autorità e le «medaglie d’oro»; in Municipio, poco prima delle 17, il Podestà Dott. Becchio Galoppo ha ricevuto le medaglie d’oro Amilcare Rossi e De Cesaris e il Cav. Petrucci. Il primo cittadino di Biella ha offerto alla medaglia d’oro Amilcare Rossi una copia di lusso dell’artistica pubblicazione Il Biellese illustrato, che ricorda diffusamente il recente centenario di Quintino Sella. Il Presidente del Nastro Azzurro ha gradito moltissimo l’omaggio.
Poco dopo le 17, gli ospiti hanno lasciato Biella, fatti segno a una manifestazione del pubblico, riversatosi nelle vie, e continuano per Ivrea ove giungono verso le 18. Anche qui ha luogo una breve ed austera cerimonia durante la quale viene deposta una corona sul Monumento dei Caduti. Gli Azzurri fanno quindi ritorno a Torino alle 19,30.
( a cura di Chiara Mastroantonio)
