
D’AGUZZO SERAFINO
Caporale 44° Reggimento Artiglieria “Marmarica”
“Puntatore in una batteria violentemente e lungamente controbattuta, dirigeva con calma e precisione il tiro del proprio pezzo infondendo, con la parola e con l’esempio, animo ai suoi compagni di squadra. Ferito, si ostinava a restare al suo posto di combattimento e consentiva a separarsi dalla sia arma solo dopo essersi convinto della sua inefficienza e della propria assoluta impossibilità di agire a causa della ferita riportata” Bardia (A.S.), 3 gennaio 1941

D’ALESSANDRO FRANCESCO
Tenente di Vascello
Sul campo
“Ufficiale in 2ª di sommergibile oceanico, in missione di guerra in Atlantico, coadiuvava con sereno coraggio e ardimento il comandante nell’affondamento di tre navi mercantili nemiche per complessive 21496 tonnellate di stazza, contribuendo efficacemente al successo della missione” Oceano Atlantico 28 gennaio – 4 aprile 1942 Sommergibile “Finzi”

D’URSO ALFIO
Aviere scelto R.T.
“Marconista-mitragliere di un apparecchio da bombardamento veloce, volontario interra di Spagna, partecipava a numerose azioni di guerra su obiettivi tattici e strategici. Anche quando l’intensissimo e preciso tiro di sbarramento contraereo colpiva il velivolo su cui si trovava o i combattimenti con la caccia nemica ostacolavano lo svolgersi delle missioni, dava prova di perizia, coraggio e alto senso del dovere.” Cielo di Spagna, luglio 1938 – gennaio 1939

D’ALBIS NICOLA
Maresciallo Maggiore Legione Territoriale Napoli
“Comandante di Stazione Carabinieri durante l’occupazione tedesca della città concorreva validamente alla difesa d’importante opera d’arte già minata dal nemico, evitandone la distruzione. Successivamente difendeva con i suoi dipendenti la propria caserma da un attacco, costringendo l’avversario a ritirarsi” Napoli 28 settembre – 1 ottobre 1943

D’ORSO GIUSEPPE
Guardia di Finanza
“In servizio di difesa costiera ad una postazione di fucile mitragliatore su una banchina, esortato più volta da un ufficiale di porto ad allontanarsi perché una nave porta munizioni colà attraccata era in fiamme, pur cosciente del rischio mortale cui andava incontro, rispondeva di non voler abbandonare il suo posto, rimanendovi finché ne veniva sbalzato lontano e ferito dalla violenta deflagrazione” Porto di Napoli, 28 marzo 1943
