Il Ruolo delle Ferrovie nel Teatro di Guerra del Medio Oriente
(Prima Guerra Mondiale)
Eventi Storici che Sono alla Base della Attuale Crisi Palestinese – Israeliana
Mario Pietrangeli
Il Teatro di Guerra del Medio Oriente durante la prima guerra mondiale (28 luglio 1914 – 11 novembre 1918) rappresenta l’insieme delle campagne militari combattute dall’Impero ottomano alleato agli imperi centrali contro l’Impero russo e l’Impero britannico. Accanto a queste tre potenze principali ebbero un ruolo importante in questo teatro gli irregolari arabi che parteciparono alla rivolta araba e le truppe volontarie armene, che inizialmente diedero vita alla resistenza armena contro gli ottomani e poi divennero le forze armate della nuova Prima Repubblica di Armenia. In questo teatro di guerra vengono distinte le seguenti campagne militari principali:
• campagna del Sinai e della Palestina
• campagna della Mesopotamia
• campagna del Caucaso
• campagna di Persia
• campagna di Gallipoli
• campagna della rivolta araba
• campagna del Nord Africa
• campagna di Aden
1. La Campagna del Sinai (deserto tra Suez e Palestina) e della Palestina 28 gennaio 1915 ed il 28 ottobre 1918
La campagna del Sinai e della Palestina del teatro di guerra del Medio Oriente della prima guerra mondiale fu una serie di battaglie che furono combattute nella penisola del Sinai, nella Palestina ed in Siria tra il 28 gennaio 1915 ed il 28 ottobre 1918. Le truppe dell’Impero britannico (inglesi, indiani, australiani e neozelandesi) si opposero alle forze ottomane, che erano appoggiate dai tedeschi e dall’esercito austro-ungarico.
Campagna del Sinai
Prima Offensiva del Canale di Suez il 2 febbraio 1915, l’Impero ottomano, sollecitato dall’alleato tedesco, decise di attaccare le forze britanniche ed egiziane in Egitto, chiudendo quindi il canale di Suez. Nei combattimenti, che. durarono due giorni, i turchi furono sconfitti.
La battaglia di Romani (Seconda Offensiva del Canale di Suez) Nel luglio 1916, gli ottomani avanzarono nuovamente in direzione del canale di Suez, La battaglia contro le meglio equipaggiate forze inglesi divampò presso la città di Romani, tra il 3 ed il 5 agosto 1916. Anche stavolta, i turchi furono sconfitti e costretti alla ritirata
1916 Le Ferrovie e L’avanzata Britannica attraverso il Sinai
Questo attacco convinse i britannici a portare le difese del canale più lontano, direttamente dentro il Sinai. Così, nel mese di ottobre, le truppe alleate al comando del tenente generale Sir Charles Dobell iniziarono le operazioni nel deserto e sul confine palestinese. Inizialmente, queste furono limitate alla costruzione di ferrovie ed acquedotti per il Sinai. Dopo alcuni mesi passati ad ammassare truppe e mezzi
La Campagna Palestinese
L’armata britannica in Egitto ricevette l’ordine di proseguire dal Sinai, l’offensiva contro l’Impero ottomano in Palestina. La campagna Palestina consistette in sostanza nelle tre battaglie di Gaza
Nelle prime due gli inglesi furono sconfitti e solo nella terza, Il 7 novembre 1917, riuscirono a mettere in fuga i turchi e a conquistare Gerusalemme il 9 dicembre 1917: si trattò del maggior evento politico del governo di David Lloyd George (UK), e di uno dei pochi veri successi dopo tre anni di sanguinose battaglie. Nel Regno Unito, la conquista venne celebrata come la conclusione delle crociate da vari giornali e in commemorazioni pubbliche.
Conseguenze
Complessivamente, la campagna di Palestina e Siria (inclusa la parte egiziana) era durata quattro anni. I britannici persero complessivamente 55.000 uomini, il 90% dei quali per malattie o altre cause. Le perdite ottomane non sono conosciute ma certamente elevate, visto che l’intera armata nella zona fu distrutta.
Le conseguenze storiche della campagna sono state enormi: dopo la conquista, Palestina e Transgiordania divennero un mandato britannico, permettendo poi la nascita di Giordania, Israele, Libano e Siria.
IL Contingente Italiano e la Ferrovia di Rafah (Palestina a sud di Gaza)
il Contingente Italiano veniva formato ufficialmente il 24 Aprile quando il ministero della Guerra italiano diramava la circolare in cui disponeva la costituzione del “Distaccamento Italiano di Palestina”.
Come rappresentanza dell’esercito prendevano parte trecento bersaglieri tratti dalla Libia italiana, e cento Carabinieri Reali provenienti dall’Italia. Il corpo di spedizione venne dotato anche di un reparto di cavalleria.
Il 6 maggio 1917, il comando salpava da Napoli giungendo il 10 a Tripoli. La sera del 13 maggio dal porto libico s’imbarcavano anche la compagnia di Bersaglieri e la salmeria (quarantasei quadrupedi). Due giorni dopo, il distaccamento al completo, salpava da Tripoli effettuando il 17 maggio una breve sosta a Tobruk per ulteriori rifornimenti, ma senza sbarcare. Il 19 maggio, il contingente italiano sbarcava a Porto Said.
Il contingente Italiano venne anche, assegnato alla sorveglianza della ferrovia di Rafah, già oggetto di raid turchi e di ribelli berberi nonché fondamentale via di approvvigionamenti per le forze dell’Intesa (vi erano infatti dislocati anche la 49^ Brigata di Fanteria Indiana di circa un migliaio di uomini, un parco aeroplani, due stazioni antiaeree, un parco genio, una riserva munizioni, una brigata di cavalleria indiana, un battaglione del 101° Granatieri Indiani ed altri reparti inglesi).
Per tutta la durata della sorveglianza italiana, la stazione di Rafah (Palestina a sud di Gaza) e la sua ferrovia erano state lontane da sortite di qualsiasi tipo, infatti al contrario delle altre forze, gli italiani avevano creato un perimetro di difesa estremamente mobile e fluido, formato da grandi “pattuglioni montati” in grado non solo di prevenire attacchi di ogni genere, rilevandoli da grande distanza, ma anche di andare a caccia delle singole unità nemiche sparpagliate in giro per il deserto… l’eredità della caccia alle tribù Senusse alleate dei turchi in Libia stava dando i suoi frutti.
2. La Campagna della Mesopotamia (attuale Iraq) novembre 1914 – novembre 1918
L’Impero ottomano aveva conquistato questa regione già nel XVI secolo, ma non ne aveva un saldo controllo: Istanbul non aveva infatti mai cercato di organizzare un sistema amministrativo efficiente e basterebbe pensare che a una carovana servivano ben quattro mesi per arrivare nella capitale ottomana. Durante il XIX secolo, gli ottomani cercarono di risolvere questa situazione grazie ad alcune riforme (Tanzimat) che avevano lo scopo, appunto, di modernizzare il Paese. Tra le opere previste, vi era la Ferrovia Baghdad-Berlino, che nel 1915 era già stata largamente completata: nonostante le quattro interruzioni, infatti, il tempo di percorrenza tra Istanbul e Baghdad era sceso a 21 giorni.
La Campagna della Mesopotamia fu un fronte del teatro mediorientale nella prima guerra mondiale, aperto dai britannici per minacciare l’Impero ottomano in Mesopotamia, parallelamente alla campagna russa nel Caucaso. L’interesse britannico era quello di proteggere le preziose riserve petrolifere della zona. Al termine della campagna, la quasi totalità dell’armata ottomana nella regione era stata distrutta.
L’inizio dei negoziati per un armistizio tra alleati e ottomani (sconfitti) iniziò in ottobre 1918.
Il 30 ottobre 1918, venne ratificato l’armistizio di Mudros e le parti accettarono le loro posizioni. I britannici entrarono a Mosul il 14 novembre 1918, quindi, la proprietà della provincia di Mosul, nonché dei suoi ricchi giacimenti di petrolio, divenne un problema internazionale.
La Ferrovia Baghdad-Berlino
La Ferrovia di Baghdad è un percorso ferroviario costruito tra il 1903 e il 1940. Copriva una distanza di 1679 chilometri e aveva come stazione di partenza la città di Konya in Turchia e come capolinea la città di Baghdad in Iraq. Inoltre, se si prendono in considerazione la linea anatolica Istanbul – Konya e le diramazioni secondarie in Siria e Iraq, arrivava a coprire la lunghezza di 3205 km. La sua realizzazione, nella sua interezza, è da considerare un vero e proprio capolavoro di ingegneria ferroviaria e uno dei più articolati progetti infrastrutturali dell’epoca. Il percorso derivante dal bivio, che dalla penisola anatolica converge verso Damasco proseguendo per Medina, conosciuto come Ferrovia dell’Hegiaz o Hedschasbahn, è stato progettato e costruito contemporaneamente. Può considerarsi come parte integrante dello stesso progetto. La ferrovia di Baghdad è anche conosciuta come Ferrovia Berlino-Baghdad. Più che una linea unitaria, con la denominazione ferrovia Berlino-Baghdad si tendeva a definire un progetto geo-politico a forte valenza economica, che la Germania, a pochi anni dalla sua unificazione, tendeva a realizzare nel Medio Oriente. Inizialmente era stata concepita come la tratta meridionale di una moderna ferrovia che avrebbe potuto salvaguardare l’integrità dell’Impero ottomano, ormai in disfacimento. In effetti, però, ambiva a diventare, da parte degli imperi centrali, l’asse di penetrazione in quelle zone del Medio Oriente che erano poste a sudest del continente europeo. L’obiettivo era il raggiungimento delle risorse e di sbocchi sul Golfo Persico
La Ferrovia di Baghdad, avrebbe potuto essere un conveniente punto di incontro per tutta l’Europa, instaurando una veloce connessione, attraverso il medio oriente, verso l’India e l’Oceano Indiano con le sue rotte verso l’Africa orientale. Divenne invece il pomo della discordia che catalizzò tutte le incomprensioni e diffidenze europee. La Gran Bretagna vedeva minacciati i suoi interessi nel continente asiatico e il possibile insediamento di basi militare da parte di una superpotenza straniera nel Golfo Persico, come accennato, turbava i suoi piani strategici nella regione. Inoltre la ferrovia entrò in concorrenza con altri progetti infrastrutturali, come il Canale di Suez e i progetti ferroviari dei Russi in Iran. In questo modo la ferrovia di Baghdad divenne, un elemento catalizzatore delle ostilità della Russia, della Francia e dell’Inghilterra. Sull’altro versante aumentò le tensioni tra la Germania e le potenze mondiali circostanti. Va detto che all’inizio il governo inglese, aderendo al punto di vista del diplomatico tedesco Adolf Marschall von Bieberstein, vagliò la possibilità di un’integrazione nel progetto, ma preferì desistere visto che l’opinione pubblica anglosassone, influenzata dalla propaganda imperialistica tedesca, vedeva con timore l’espansione della flotta imperiale germanica, che, con l’apertura di un nuovo punto di riferimento in oriente, avrebbe avuto un’accelerazione. Nonostante ciò, nel maggio del 1914 i due paesi, raggiunsero un accordo, che prevedeva la rinuncia da parte della Germania al diritto di proseguire la ferrovia oltre Bassora. La Germania, inoltre, si impegnava a non costruire né porti né stazioni sul Golfo Persico, senza una preventiva intesa con l’Inghilterra. Da parte sua, quest’ultima, si impegnava a non costruire linee concorrenti. Lo schema dell’accordo con la firma dell’imperatore, fu consegnato alle autorità inglesi il 30 luglio 1914, ma in quei giorni scoppiava il primo conflitto mondiale e l’intesa non ebbe più luogo
3. La Campagna del Caucaso 29 ottobre 1914 – 30 ottobre 1918
La Campagna del Caucaso comprende l’insieme degli eventi accaduti sul fronte del Caucaso (attuale Georgia, Armenia, Azebergian e mar nero) durante la prima guerra mondiale, eventi che coinvolsero in primo luogo dapprima l’Impero ottomano e l’Impero russo, e poi, dopo la dissoluzione dell’Impero russo nel 1917, anche la Prima Repubblica di Armenia, la Dittatura Centrocaspiana e l’Impero britannico. La campagna del Caucaso può essere considerata sia come una parte del teatro di guerra del Medio Oriente sia, in alternativa, come parte del Fronte del Caucaso. Lo svolgimento della campagna interessò un’area molto vasta che si estendeva dalla catena del Caucaso all’Anatolia Orientale, un’area che comprendeva anche Trebisonda, Bitlis, Muş e Van. Accanto al conflitto principale, combattuto su terra, vi furono anche attacchi della Marina Russa nella regione del Mar Nero dell’Impero ottomano.
Durante il 1915 ed il 1916 i russi avanzarono in profondità nel territorio ottomano, ma le offensive russe sul Caucaso terminarono a causa degli eventi legati alla Rivoluzione russa, cominciata il 3 febbraio 1917, visto che i reparti dell’Armata del Caucaso abbandonarono le posizioni sul fronte. Le truppe ottomane, pesantemente logorate da oltre due anni di guerra, inizialmente non furono in grado di approfittare del vuoto lasciato dai russi.
La fine dell’Impero russo portò con sé la nascita di nuove entità politiche indipendenti nei territori della ex Transcaucasia russa, dapprima il Comitato speciale per la Transcaucasia e poi la Repubblica Federale Democratica Transcaucasica, che ebbe breve vita e si divise in tre repubbliche democratiche indipendenti (Armenia, Georgia e Azerbaigian).
Durante il 1918 dal caos politico-militare che stava sconvolgendo la Russia sorsero anche altri stati indipendenti, fra cui la Dittatura Centrocaspiana e la Repubblica dell’Armenia montanara.
Inoltre cambiarono le alleanze sul campo di battaglia e giunsero nella regione forze militari schierate dalle grandi potenze i cui interessi strategici passavano per il Caucaso, per esempio le Forze britannica.
Il conflitto fra l’Impero ottomano e l’Impero russo, si concluse con il trattato di Brest-Litovsk del 3 marzo 1918;
lo scontro fra l’Impero ottomano e la Prima Repubblica di Armenia terminò con il trattato di Batumi del 4 giugno 1918. Anche le altre repubbliche indipendenti firmarono dei trattati di pace con gli ottomani.
Le forze turche, fino alla firma dell’armistizio di Mudros del 30 ottobre 1918, rimasero impegnate nella guerra contro la Dittatura Centrocaspiana, la Repubblica dell’Armenia montanara e la Forza britannica. I turchi avevano riconquistato dalla Russia tutti i territori che avevano perso nell’Anatolia Orientale (attuale Turchia orientale).
4. La Campagna di Persia (attuale Iran) dicembre 1914 – 30 ottobre 1918 (sconfitta Ottomana)
La Campagna di Persia (attuale Iran o invasione della Persia) fu una serie di battaglie combattute nell’Azerbaigian persiano e nella Persia occidentale tra le forze anglo-russe e quelle dell’Impero ottomano. La campagna incominciò nel dicembre 1914 e finì con l’armistizio di Mudros, il 30 ottobre 1918. Fa parte degli scontri che furono combattuti in Medio Oriente durante la prima guerra mondiale. Le operazioni dei russi terminarono però il 23 febbraio 1917 a causa della rivoluzione scoppiata in patria. Le unità russe vennero rimpiazzate con truppe armene e una forza inglese chiamata “Dunsterforce”.
Nel settembre 1918, gli Ottomani consolidarono il loro controllo sul nord della Persia, tra Tabriz e le coste meridionali del mar Caspio, ma perdettero il controllo del resto della regione in favore degli inglesi, che avrebbero mantenuto tale controllo fino all’armistizio.
Il 30 ottobre 1918, l’Impero ottomano sconfitto firmò l’Armistizio di Mudros e le operazioni militari cessarono.
Conseguenze
L’esito immediato dell’intera campagna di Persia fu l’accordo anglo-persiano, che concedeva i diritti di perforazione alla Anglo-Persian Oil Company. Questo documento fu comunicato dal ministro per gli Affari Esteri britannico, George Curzon, al Governo persiano nell’agosto del 1919. Esso garantiva agli inglesi l’accesso ai campi petroliferi iraniani. Nel 1919, il nord della Persia venne occupato dalle truppe UK con lo scopo di rafforzare le condizioni stabilite dall’Armistizio di Mudros e di contenere l’influenza bolscevica in Persia che andava rafforzandosi in quella zona del Paese. Gli inglesi, inoltre, tentarono di rendere l’Iran un loro protettorato e resero anche più stretto il controllo militare sui pozzi petroliferi, il cui valore stava rapidamente crescendo.
Verso la fine del 1920, la RSS Persiana (Repubblica Socialista Sovietica Persiana) si stava preparando a marciare su Teheran, supportata dall’Armata Rossa. La Gran Bretagna tentò dal 1919 di stabilire un protettorato sulla Persia, obbiettivo che sembrò più vicino quando i russi si ritirarono dal Paese nel 1921. In quell’anno, un colpo di Stato militare pose al potere lo Shah Reza Pahlavi, un ufficiale persiano della Brigata cosacca persiana. Mentre Reza e la sua Brigata cosacca stavano mettendo in sicurezza la capitale, l’inviato persiano stava negoziando a Mosca un trattato per il ritiro delle truppe sovietiche dalla Persia. Il colpo di Stato del 1921 e l’ascesa di Reza Khan furono sostenuti dagli inglesi i quali speravano così di fermare la penetrazione dei Bolscevichi in Iran, in particolare modo per il fatto che una tale penetrazione poteva rappresentare una seria minaccia al possesso delle colonie in Oriente, prima fra tutte l’India.
La Ferrovia Trans Iraniana
Nel dicembre 1910 venne costituito un consorzio ferroviario trans-iraniano, composto da dodici grandi banche russe. Nove di queste raggiunsero un accordo con le principali banche francesi nel 1911, determinando il fondamentale sostegno necessario per finanziare la ferrovia. Tuttavia il passo finale necessario per avviare il progetto fu il sostegno dei britannici, che volevano ripristinare la stabilità finanziaria in Iran ma non volevano essere coinvolti nel Consorzio ferroviario trans-iraniano attraverso il prestito, da quattro a sei milioni di sterline. Nel 1912, i finanzieri russi, francesi e britannici formarono una Société d’Etudes per la ferrovia trans-iraniana.
Nel frattempo le guerre balcaniche nell’Impero ottomano (1912-1913) crearono una situazione instabile nel paese, rimandando l’avvio dell’impresa. L’esito delle guerre balcaniche indusse la Russia e la Gran Bretagna ad accettare la probabilità di una guerra con gli Imperi centrali nel prossimo futuro, suggerendo la necessità di forti relazioni anglo-russe. Nel giugno 1914 erano iniziati i rilievi per la sezione Enzeli-Teheran e nel 1915 i risultati della parte Astara-Teheran della ferrovia furono completati e pubblicati. Tuttavia i progressi erano lenti. Poi, pochi giorni dopo lo scoppio della prima guerra mondiale, la Russia rinunciò all’obbligo di costruire la linea Teheran-Khanaqin ai sensi dell’accordo di Potsdam.
5. La Campagna di Gallipoli (insuccesso Britannico) 25 aprile 1915 – 9 gennaio 1916
(Lo stretto dei Dardanelli è uno stretto di mare turco che collega il mar di Marmara all’Egeo e che, assieme allo stretto del Bosforo, fa da confine fra Europa e Asia.)
La Campagna di Gallipoli, conosciuta anche come battaglia di Gallipoli, campagna dei Dardanelli o battaglia di Çanakkale (dal turco: Çanakkale Savaşı), fu una disastrosa per i britannici campagna militare intrapresa nella penisola di Gallipoli dagli Alleati nel corso della prima guerra mondiale per facilitare alla Royal Navy e alla Marine nationale la forzatura dello stretto dei Dardanelli al fine di occupare Costantinopoli (attuale Istanbul), costringere l’Impero ottomano a uscire dal conflitto e ristabilire le comunicazioni con l’Impero russo attraverso il Mar Nero.
La confusione durante gli sbarchi britannici, le carenze logistiche e l’inaspettata resistenza dei reparti ottomani aiutati da unità tedesche impedirono di far ottenere ai britannici un’importante vittoria, trasformando la campagna in una sanguinosa serie di inefficaci battaglie a ridosso delle spiagge della penisola di Gallipoli.
L’evacuazione (fuga) finale delle unità britanniche tra il novembre 1915 e il gennaio 1916 (svoltasi peraltro assai più ordinatamente dello sbarco) suggellò uno dei più disastrosi insuccessi della Triplice Intesa durante l’intera guerra; il fallimento costò al corpo di spedizione circa 250 000 morti e feriti e fu aggravato dalla perdita di diverse unità navali di grosso tonnellaggio, nonostante gli Alleati avessero goduto di un’assoluta superiorità numerica e tecnica a confronto con le esigue forze navali ottomane.
6. La Rivolta Araba 1916 -1918 (sconfitta ottomana)
La Rivolta Araba, svoltasi fra il 1916 e il 1918, fu avviata dallo sharīf de La Mecca, al-Husayn ibn ʿAlī, dietro la promessa che gli Alleati avrebbero procurato agli arabi la completa indipendenza dalla dominazione turco-ottomano, qualora essi avessero combattuto contro Istanbul nella prima guerra mondiale.
Dal 1908 la politica turco ottomana cambiò in negativo nei confronti degli Arabi, infatti, si accrebbe la discriminazione nei confronti delle componenti non turche dell’Impero. Quando gli ottomani si allearono nel 1914 con gli imperi centrali (Germania – Impero Austro Ungarico) nella prima guerra mondiale, molti nazionalisti arabi che si trovavano a Damasco e a Beirut furono arrestati, torturati e giustiziati dagli stessi turco ottomani.
A causa di questi motivi, il capo dei nazionalisti arabi, concluse un’alleanza con il Regno Unito e la Francia contro gli ottomani verso l’8 giugno 1916. Le forze arabe furono affidate al comando dei figli del Capo dei nazionalisti arabi, mentre il governo britannico in Egitto distaccò un giovane ufficiale perché lavorasse con gli arabi. Quest’uomo era il Capitano Thomas Edward Lawrence, noto poi come Lawrence d’Arabia.
Il maggior contributo di Lawrence alla rivolta araba fu quello di convincere i capi arabi (Faysal e ʿAbd Allāh) a coordinare i loro sforzi per sostenere la strategia britannica. Egli convinse gli arabi a non espellere gli ottomani da Medina (uno dei luoghi più sacri dei Mussulmani) e ad attaccare invece la ferrovia dell’Hegiaz (che era molto importante per i turchi per l’afflusso di uomini mezzi e rifornimenti) in numerose occasioni. Ciò costrinse gli ottomani a inviare sempre maggiori unità militari a protezione della ferrovia e a riparare i continui danni inflitti dagli arabi di Faysal e Lawrence.
La Gran Bretagna aveva promesso che avrebbe sostenuto l’indipendenza araba se gli arabi si fossero ribellati agli ottomani. A fine conflitto che vide la sconfitta Ottomana, nonostante il successo dei combattenti arabi, la spartizione dei territori fu fatta nell’ambito degli accordi Sykes-Picot (1916), con cui la Gran Bretagna, la Francia e la Russia avevano segretamente concordato di dividersi l’area araba. Ulteriori ambiguità e motivo di contrasti vennero create dalla dichiarazione Balfour del 1917, che prometteva l’aiuto britannico agli ebrei per l’istituzione di un “focolare ebraico” (national home) nella Palestina araba.
La Ferrovia dell’Hegiaz
La ferrovia dell’Hegiaz era una linea ferroviaria che attraversava la regione dell’Hegiaz, in Vicino Oriente, attraversando la Siria, la Giordania e l’Arabia Saudita. I lavori per la costruzione iniziarono nel 1900, da parte dell’Impero ottomano con fondi dell’Impero tedesco, e l’inaugurazione ci fu il 1º settembre 1908. In origine la linea doveva arrivare alla Mecca, ma venne accorciata di 400 chilometri fino a Medina. La linea fu danneggiata durante gli scontri della prima guerra mondiale ed anche durante la Guerra dei sei giorni. La linea a scartamento ridotto (1050 mm) era di tutto rispetto, perlomeno per la sua lunghezza, 1322 km di percorso, in ambiente spesso di pieno deserto. Attualmente la linea è in gran parte smantellata e distrutta. Della maggior parte, relativa alla Penisola araba, non restano che qualche terrapieno e alcuni manufatti. L’unica parte tuttora esistente è nella parte settentrionale della Siria e nel nord della Giordania, ma mentre la parte giordana continua ad essere in esercizio, la parte siriana degradata e danneggiata non è più utilizzata. È invece in pieno esercizio la diramazione giordana da Aqaba alle miniere di fosfati della Giordania meridionale. Dal tronco principale Damasco-Medina partono altri due tronchi:
• ferrovia giordana dell’Hegiaz, diretta ad Amman, capitale della Giordania;
• ferrovia di Aqaba, diretta al porto di Aqaba, sull’omonimo golfo, e alle miniere di fosfati
Le Ferrovie del Libano
Nella valle della Bekaa, in Libano, a cinque chilometri dal confine siriano, la stazione di Rayak appare come uno scheletro monumentale. Ai tempi degli Ottomani era diventata la più grande officina del Medio Oriente per la riparazione dei treni. Lì si aggiustavano quelle stesse locomotive che T.E. Lawrence e i rivoluzionari arabi sabotavano durante la lotta contro l’Impero ottomano. Durante la sua epoca d’oro, i binari di Rayak salutavano viaggiatori diretti a Beirut, Istanbul, Damasco e Baghdad.
Il primo treno della tratta Damasco-Beirut partì il 3 agosto 1895, inaugurando così il trasporto ferroviario nel Vicino Oriente. Nel 1911 fu costruita una stazione a Tripoli, nel nord del Libano, per collegarla alle città siriane di Homs e Aleppo. Nella prima metà del XX secolo, i passeggeri facevano i pendolari tra Beirut e Damasco, Istanbul, Baghdad e addirittura La Mecca, dopo il collegamento con la ferrovia dell’Hegiaz. Tuttavia, quando scoppiò la guerra civile negli anni ’70, la ferrovia libanese fu lasciata marcire. E quella siriana ha conosciuto un destino simile dopo il 2011.
Agli inizi del XX secolo, la linea Beirut-Damasco si collegava alla ferrovia ottomana dell’Hegiaz, che attraversava l’odierna Giordania e continuava verso sud fino a Medina, passando per il deserto. La linea Taurus collegava Beirut a Istanbul via Tripoli e Aleppo. Da Istanbul, l’Orient Express trasportava passeggeri diretti in Europa. Treni francesi, polacchi, tedeschi, americani e svizzeri attraversavano la regione. Al suo apice, la stazione di Rayak impiegava 2.500 persone, Beirut e Damasco erano connesse al resto del mondo.
7. Campagna del Nord Africa 14 novembre 1915 – maggio 1916 (luogo: frontiera tra Libia ed Egitto) Sconfitta Ottomana
L’Impero ottomano aveva per secoli conservato un governo a lui favorevole sulla Libia. Le ambizioni coloniali italiane nel 1911 portarono alla guerra italo-turca ed all’annessione della zona da parte dell’Italia.
L’entrata dell’Italia nella prima guerra mondiale (del resto proprio contro i turchi e con i britannici, altri nemici dell’impero turco), portò all’insurrezione delle tribù locali contro i turchi determinando la sconfitta degli ottomani anche in questa fase.
8. Campagna di Aden novembre 1914 – dicembre 1918, Luogo Yemen Meridionale, Esito: Vittoria britannica.
Dopo la dichiarazione di guerra del Regno Unito all’Impero ottomano il 5 novembre 1914, le ostilità furono aperte anche nello Yemen, con i britannici che occuparono subito una parte del territorio. Per il resto del conflitto la situazione si mantenne in stallo; i due schieramenti ingaggiarono ancora azioni militari limitate nel tempo e nello spazio e incursioni, ma senza impegnarsi in offensive su vasta scala, vista la scarsità delle forze a disposizione (entrambi i schieramenti avevano scarsi mezzi). La stipula dell’Armistizio Generale di Mudros il 30 ottobre 1918 tra l’Impero ottomano e gli Alleati, portò anche nello Yemen, alla capitolazione delle locali forze ottomane.
