MACCANI ENZO
Tenente cpl. A.A. pilota


Conseguita la licenza liceale presso il Regio Istituto “Giovanni Prati” nell’agosto del 1931 chiede di essere ammesso al Corso Ufficiali Piloti di Complemento nello stesso anno. Inviato alla scuola di pilotaggio presso l’Aeroporto del Littorio (Urbe) nel marzo dello stesso anno. Sempre nello stesso anno viene promosso Aviere Scelto Allievo Ufficiale in maggio, assegnato alla Scuola Caccia di Aviano in novembre, nominato pilota di aeroplano su aeroplano Ba 25 bis e promosso 1° Aviere Allievo Ufficiale Pilota in dicembre. Nominato pilota militare su aeroplano Ca 100 nel gennaio del 1933, nello stesso anno viene promosso Sottotenente Pilota di complemento A.A.r.n. in febbraio, assegnato in forza all’ 8° Stormo da Bombardamento Terrestre in marzo, abilitato al pilotaggio su aeroplano da bombardamento Ca 74 in agosto. Assegnato alla Scuola da Bombardamento nel giugno del 1935 e nello stesso anno al 13° Stormo da Bombardamento Terrestre in luglio, abilitato al pilotaggio su aeroplano da bombardamento Ca 101 in agosto ed abilitato al pilotaggio su aeroplano da bombardamento S. 81 in settembre. Viene assegnato al 7° Stormo da Bombardamento Terrestre nel gennaio del 1936 nello stesso anno viene promosso Tenente Pilota di complemento A.A.r.n. il 15 ottobre e abilitato al pilotaggio su aeroplano da bombardamento BR. 20 nell’aprile del 1937. Volontario in Spagna con l’Aviazione Legionaria delle Baleari (OMS) il 4 ottobre 1937
“Volontario in missione di guerra per l’affermazione degli ideali fascisti partecipava con grande ardimento a numerose azioni quale pilota capo equipaggio di aereo da bombardamento. Il 25 ottobre 1937 in una difficile azione notturna contro un importante aeroporto nemico, benché consapevole dei gravi pericoli dell’impresa per la munitissima difesa avversaria, allo scopo di poter più efficacemente compiere la sua missione non esitava ad affrontare a bassissima quota la violenta reazione antiaerea: avuto ripetutamente colpito l’apparecchio dal tiro delle mitragliatrici nemiche persisteva nell’azione finché precipitava in fiamme trovando morte gloriosa sul campo. Fulgido esempio di eroismo e di sublimi virtù militari. Cielo di Sabadel, 25 ottobre 1937”
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RUTA MARIO
Tenente di Vascello M.M.


Allievo dell’Accademia Navale di Livorno nel 1924, appena tredicenne, nel novembre 1928 conseguì la nomina a Guardiamarina e nel 1930 la promozione a Sottotenente di Vascello ed in questo grado, al termine di una lunga crociera addestrativa in Australia, passò ad insegnare materie tecniche presso la Scuola C.R.E.M. di San Bartolomeo (La Spezia). Imbarcò poi sull’esploratore Leone con l’incarico di “Ufficiale di Rotta” e, promosso Tenente di Vascello nel 1934, nel dicembre dello stesso anno passò al Battaglione “San Marco” con il quale, poi, partecipò al conflitto italo-etiopico ed alla memorabile marcia su Addis Abeba. Nel dicembre 1937 prese imbarco sul cacciatorpediniere Dardo e dal 1° gennaio 1939 all’aprile del 1940 ebbe il comando del Distaccamento “San Marco” a Pechino (Cina). Rimpatriato alla vigilia del secondo conflitto mondiale ebbe il comando della torpediniera Ariel con la quale il 12 ottobre 1940, nel Canale di Sicilia, attaccò risolutamente ed arditamente un incrociatore inglese, cadendo al suo posto di comando in plancia, colpito dalla violenta reazione nemica, che distrusse anche l’unità al suo comando.
“Comandante di torpediniera, ne curò appassionatamente la preparazione, prodigando le sue eccellenti doti di organizzatore e di animatore. Durante una ricerca notturna in prossimità di base nemica, avvistato un incrociatore inglese, con pronta ed ardita manovra si portò all’attacco spingendosi a distanza ravvicinatissima, conscio del gravissimo rischio ma deciso ad ottenere il più sicuro effetto delle sue armi. Lanciati i siluri e aperto il tiro contro il nemico, la sua unità fu fatta segno alla preponderante reazione del fuoco avversario ed egli cadde tra i primi. Mortalmente ferito, riuscì ancora a dare disposizioni perché l’azione fosse continuata. Le estreme parole di sereno incitamento furono da lui pronunciate mentre sotto i colpi del nemico affondava la sua nave, alla quale egli rimaneva affidato per sempre.
Si chiudeva così gloriosamente una giovane vita tutta dedicata alla marina, ma rimaneva il più luminoso esempio di fulgido eroismo. Canale di Sicilia, 12 ottobre 1940″
