BORELLO DON MARIO
Tenente Cappellano


Interrotti gli studi di teologia intrapresi nell’Istituto delle Missioni della Consolata in Torino partecipò alla prima guerra mondiale come soldato di sanità nella 1^ comp. col treno attrezzato W 30 dal sett. 1915, e nell’ospedale da campo n. 150 dal dic. 1917. Fu congedato col grado di cap. magg. nell’aprile 1919 e conseguita la laurea in teologia venne ordinato sacerdote nel 1920. Partì per le missioni di Etiopia come missionario della Consolata nel 1921 e fu destinato a Bonga nel Kaffa; poi nell’Uollega, dove fondò la missione KontoLekempti, cd infine ad Addis Abeba. Nel marzo 1935, trovandosi in licenza a Torino dopo 14 anni di permanenza in Etiopia, veniva nominato cappellano militare col grado di ten. e ritornava in Africa con la Divisione “Gavinana” mobilitata. Volontariamente nel giugno 1936 per la sua conoscenza del territorio e di quelle popolazioni entrò a far parte della audace pattuglia che doveva occupare Lekempti. Rimpatriato nel 1939 ritornava all’Istituto della Consolata a Torino trasferendosi successivamente in Inghilterra. E’ deceduto nel 1981.
«Unico superstite, prodigiosamente scampato all’eccidio, di un manipolo di prodi eroi caduti nell’adempimento di un sacro e volontario dovere, trovava temporaneo e malsicuro rifugio presso una tribù amica. Noncurante del pericolo imminente e con Io spirito costantemente votato all’estremo sacrificio, iniziava e portava a termine, attraverso difficoltà e disagi eccezionali col costante pericolo della vita, per tre mesi consecutivi, una mirabile ed intelligente opera di penetrazione politica che contribuiva a darci, senza colpo ferire, il valido e sicuro possesso di una importante e ricca regione. Fulgido esempio di eccelse virtù militari e di sublime patriottismo. Lekempti, giugno settembre 1936.»
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MAFFEIS BENEDETTO IPPOLITO
Caporal Maggiore 33° reggimento artiglieria “Acqui”


Conseguì la licenza elementare nella Scuola del paese natio e per sostenere la famiglia in disagiate condizioni. economiche, aiutò il padre nei lavori dei campi. Chiamato alle armi per il servizio di leva nel marzo 1940, fu assegnato alla l^ batteria del 33° rgt. div. “Acqui”. Dal 10 giugno 1940 partecipò alle operazioni di guerra sul fronte Alpino-Occidentale. Promosso caporale nel luglio e caporal maggiore nell’ottobre successivo, nel dicembre dello stesso anno seguì il reggimento in Albania e combatté sul fronte Greco-Albanese, quindi a Cefalonia dove si trovava con la batteria alla dichiarazione dell’armistizio del1’8 settembre 1943.
“Capo pezzo di batteria obici da 100/17 dislocata nell’isola di Cefalonia, all’atto dell’armistizio, accettava con entusiasmo la lotta contro i tedeschi. Durante il trasferimento della batteria verso la zona di schieramento, riportava dolorose fratture al braccio nel tentativo di impedire il ribaltamento del proprio pezzo da una scarpata. Ricoverato all’ospedale da campo e venuto a conoscenza che il combattimento in cui era duramente impegnata la propria batteria volgeva al peggio, malgrado il divieto del personale sanitario, raggiungeva il proprio reparto che veniva successivamente accerchiato da preponderanti forze nemiche. Rimaneva al comando del proprio pezzo sparando a zero ed animando con l’esempio trascinatore i suoi serventi, fino a che veniva colpito in pieno da una raffica di mitragliatrice. Fulgido esempio di generoso consapevole attaccamento al dovere e di sublime ardimento”. Mazarakata Dilinata 8-22 1943
