GIULIOLI EUDO
Tenente cpl. di Cavalleria – 19° Rgt.”Cavalleggeri Guide”


Insegnante di educazione fisica a Torino, dove frequentava la facoltà di giurisprudenza, fu ammesso a frequentare la Scuola di applicazione di cavalleria di Pinerolo in qualità di ufficiale di complemento, ottenendo la nomina a sottotenente nel 1938. Assegnato al 1° Reggimento “Nizza Cavalleria”, fu posto in congedo alla fine dello stesso anno. All’atto dell’entrata in guerra fu richiamato in servizio attivo al 12° Reggimento “Cavalleggeri di Saluzzo” a Pordenone. Promosso tenente nel gennaio 1942, fu brevemente in servizio al 3° Reggimento “Savoia Cavalleria”, per passare poi al 19° reggimento “Cavalleggeri Guide” di stanza in Albania. Assegnato al 3º Squadrone autocarrato, cadde in combattimento il 5 agosto, quando partì da Tirana per liberare un gruppo del Reggimento “Lancieri di Firenze” accerchiato da forze ribelli sulla via di Burrely presso Ciafa Stkames-Kruya.
“Comandante di unità mitraglieri di formazione, assegnata di rinforzo ad un’avanguardia, della quale aveva chiesto ed ottenuto di far parte, nel corso di un attacco di soverchianti forze ribelli che, favorite dal terreno, falciavano la colonna, con l’ardimento già dimostrato in precedenti azioni, reagiva prontamente col fuoco delle sue armi postate in avanti e allo scoperto. Decimato il plotone di testa e caduto il suo comandante, lo sotituiva nel comando e con i superstiti persisteva con ardore nell’impari lotta. Accerchiato ed invitato ad arrendersi, contrassaltava con lancio di bombe a mano e all’arma bianca, consentendo così a gran parte dei superstiti di aprirsi un varco e di ricongiungersi ai reparti retrostanti. Ferito, ad una nuova intimazione di resa rispondeva col fuoco di una mitragliatrice che era riuscito a far funzionate, finchè colpito in fronte moriva abbracciato all’arma. Luminoso esempio di valore e di senso del dovere spinto fino al supremo sacrificio. – Albania, 5 agosto 1943.”
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SERAFINO Gualtiero
Sottotenente cpl. bersaglieri, LXVI battaglione coloniale somalo


Frequentò prima il Regio Convitto Nazionale Damiano Chiesa di Bolzano per oltre sei anni per passare poi a Roma al Liceo Virgilio, dove conseguita la maturità classica. Iscrittosi all’Università, rinunciava, nel gennaio 1939, ai benefici di legge e si arruolava volontario in qualità di allievo ufficiale al corso allievi ufficiali di Addis Abeba presso il battaglione scuola del 10° reggimento granatieri di Savoia. Promosso aspirante nella specialità bersaglieri nell’agosto dello stesso anno, fu destinato a domanda al LXVI battaglione coloniale somalo per il servizio di prima nomina. Sottotenente nell’ottobre successivo, nella seconda guerra mondiale partecipò nell’agosto 1940 all’occupazione del Somaliland e nella stretta di Faruk, sulla via di Berbera, cadde alla testa della sua mezza compagnia di ascari.
“Nell’attacco di posizioni fortificate vi trascinava il suo reparto con l’esempio del suo indomito coraggio e con l’ardente entusiasmo che riusciva ad infondere nei suoi uomini. Ferito gravemente, continuava a combattere con raddoppiato valore infliggendo forti perdite all’avversario. Sotto micidiale fuoco di mitragliatrici si lanciava all‘assalto di una trincea, vi penetrava a colpi di bombe a mano e durante la mischia furiosa cadeva eroicamente in una luce di gloria e di vittoria sulla posizione conquistata.- A .O.(Africa Orientale), 17 agosto 1940.”
