DE FABRITIIS CESARE
Tenente s.p.e. 80° reggimento fanteria


Compiuti gli studi liceali a Bari, fu ammesso all’Accademia Militare di Modena nel 1936 e nel 1938 fu nominato sottotenente di fanteria. Destinato all’80° reggimento fanteria della Divisione Pasubio, partecipò nel giugno 1940 alle operazioni svoltesi alla frontiera occidentale e dall’aprile alla fine di maggio del 1941 a quelle svoltesi contro la Jugoslavia. Promosso tenente ed assunto il comando dell’11^ compagnia del III battaglione partiva nel luglio dello stesso anno per la Russia. Nel novembre successivo fece parte col reparto della colonna Chiaramonti partecipando alla difesa di Nikitowka dove il reggimento ottenne la Medaglia Oro al Valore Militare.
“Comandante di compagnia fucilieri già distintosi in numerosi precedenti combattimenti, durante un’azione particolarmente aspra e difficile si lanciava per cinque volte alla testa del suo reparto all’assalto per la conquista di una forte posizione. Ferito una prima volta alla spalla e ad un braccio continuava a combattere con grande forza di animo e con il suo slancio generoso trascinava i suoi uomini fino alla conquista della posizione contesa. Qui giunto cadeva colpito a morte. Mirabile esempio di eroismo e di cosciente sprezzo del pericolo. – Fronte russo (quota 197,2), 23 agosto 1942.”
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GIANELLI ANGELO
Sottotenente di fanteria, IV battaglione arabo – somalo


Conseguita la nomina a sottotenente di complemento nel giugno 1933, prestava servizio nel 43° reggimento fanteria e veniva congedato nel febbraio 1934. Richiamato in servizio a domanda per essere trasferito nel R.C.T.C. (Regio Corpo Truppe Coloniali) della Somalia, sbarcava a Mogadiscio il 27 marzo 1935, assegnato al X battaglione arabo-somalo col quale doveva poi iniziare la campagna dell’Africa Orientale. Gravemente ferito nel fatto d’arme di Birgot, rinunciava al rimpatrio per fare ritorno al suo battaglione col quale partecipava a numerose azioni contro le bande ribelli dell’Harrarino. Decedeva il 21 agosto 1936 in seguito alle ferite riportate nel fatto d’arme di Collubi del giorno precedente.
“In aspro combattimento contro preponderanti forze ribelli, alla testa di un plotone, del quale aveva assunto volontariamente il comando, si distinse per ardimento, decisione e sprezzo del pericolo. Ricevuto l’ordine di ripiegare, benché due volte ferito, non lasciava il reparto, infliggendo, all’incalzante avversario sanguinose perdite. Colpito ancora una volta, persisteva nella lotta, con stoica fermezza, facendosi trascinare di sbalzo in sbalzo a braccia dai propri uomini, che animava e rincuorava con parole incitatrici. Spirava il mattino seguente per l’abbondante perdita di sangue, con la serenità dei forti. Fulgido esempio di virtù guerriere.- Collubi, 20 agosto 1936.”
Altre decorazioni al Valor Militare:
Medaglia Argento
«Comandante di un plotone avanzato in avvicinamento, accortosi che il reparto laterale era stato arrestato da soverchianti forze nemiche, appostate a cavallo di un uadi in terreno organizzato a difesa, accorreva immediatamente a sostegno di detto reparto. Ferito ad un braccio non desisteva dal combattere e manteneva la posizione raggiunta respingendo un forte attacco nemico. Si recava al posto di medicazione soltanto quattro ore dopo ed in seguito ad ordine del proprio comandante di compagnia, dando luminoso e costante esempio di fermezza e sprezzo del pericolo ai propri dipendenti. Birgot, 24-25 aprile 1936.»
