Le medaglie al Valore Militare del Regno di Sardegna.
1793 anno primo, forse…
Giorgio Madeddu
Il presente studio non intende specificatamente concentrarsi sui fatti d’arma riguardanti l’invasione della Nizza e Savoia o il tentativo di invasione della Sardegna da parte delle armate francesi, si limita ad una sintetica descrizione e collocazione temporale degli eventi in cui, i combattenti del Regno Sardo, ricevettero le prime medaglie al Valore Militare. Le medaglie al Valore furono ufficialmente istituite da Vittorio Amedeo III di Savoia Re di Sardegna con il Regio Regolamento del 21 maggio 1793 al fine di rendere pubbliche le doti di valore dei Bass’uffiziali e Soldati distintisi con particolari azioni in battaglia.
Secondo Pinelli, le medaglie al Valore Militare attribuite nei primi anni dalla istituzione per volontà di Vittorio Amedeo III furono: per il 1793 n. 53, per il 1794 n. 59, per il 1795 n. 73, mentre per il 1796 ne furono assegnate 49 .
L’archivio digitale dedicato alle decorazioni al Valore Militare, presente sul sito nazionale dell’Istituto del Nastro Azzurro, contiene solo alcuni dei decorati nell’anno 1793 senza fornire notizie dei decorati nei successivi tre anni.
Per meglio presentare il lavoro si ritiene di dover utilizzare il metodo cronologico degli eventi.
1. Il tentativo francese di conquista della Sardegna.
Il 22 settembre 1792 le truppe francesi passavano la frontiera e occupavano la Savoia e Nizza. Il 21 dicembre la flotta francese veniva avvistata al largo del golfo di Cagliari, nella stessa giornata un fortissimo vento di libeccio disperdeva la flotta. Navi della flotta francese furono avvistate dai litorali di Napoli e della Sicilia, addirittura alcune navi furono spinte sino alle coste dell’Africa. Una parte consistente del naviglio francese riusciva invece a riparare nel golfo di Palmas (insenatura a sud ovest della Sardegna nella zona del Sulcis – Iglesiente), tra le navi si avvistava quella del contrammiraglio Laurent Jean François conte di Truguet, comandate della spedizione che aveva per scopo l’occupazione della Sardegna.
Il successivo 29, sette navi venivano avvistate nel golfo di Cagliari mentre il primo gennaio 1793 ulteriori tre navi raggiungevano il golfo di Palmas unendosi al gruppo che precedentemente vi aveva trovato riparo.
1.1 La conquista francese dell’Isola di San Pietro e il fatto d’armi del Ponte di Santa Caterina sull’istmo di Sant’Antioco, 8 gennaio – 3 marzo 1793.
L’8 gennaio, iniziava il tentativo di conquista della Sardegna, le truppe francesi sbarcarono sull’Isola di San Pietro prendendone possesso senza trovare degna resistenza. A Carloforte veniva issata la bandiera della Repubblica francese e l’imponente statua di Carlo Emanuele, fondatore della colonia, fu abbattuta al suolo. Nei giorni successivi anche l’Isola di Sant’Antioco cadeva in mano degli occupanti francesi.
Al contempo, truppe regolari e milizie popolari, gran parte provenienti dalla Città di Iglesias, poste al comando del Barone De La Rochette, Aiutante Maggiore dei Dragoni di Sardegna, raggiungevano le coste del golfo di Palmas e si organizzavano in difensiva. Un improvviso malore costringeva il Barone De La Rochette a riparare ad Iglesias così il comando delle truppe sarde passava al Cavaliere Camurati della Roncaglia, Capitano dei dragoni.
Il 17 gennaio 1793 i francesi tentarono l’assalto al Ponte di Santa Caterina posto nell’istmo tra la piccola Isola di Sant’Antioco e l’Isola madre. Il ponte era presidiato da soli sette miliziani iglesienti che, scorto un tentativo di invasione da parte francese, ingaggiavano immediatamente una furiosa carica, sconfiggendo e mettendo in fuga gli attaccanti. Tre miliziani cadevano in battaglia, quattro, se pur feriti, ritornavano al campo dove furono accolti dalle truppe sarde in tripudio; soli sette miliziani avevano sostenuto sanguinosa battaglia contro 30 – 40 francesi uccidendone un gran numero e mettendo in fuga i restanti. Per approfondimenti sui fatti del Ponte di Santa Caterina si rimanda a “Quando gli iglesienti persero la medaglia d’oro al Valore Militare e ne acquisirono in cambio quattro d’argento. Il fatto del Ponte di Santa Caterina del 17 gennaio 1793” in Quaderni del Nastro Azzurro n. 2, aprile – giugno 2023.
La prima vittoria sarda dall’invasione delle truppe francesi della Nizza e della Savoia, suscitava clamore nella stampa coeva e nell’opinione pubblica del Regno Sardo tanto che, la Segreteria di Guerra, intravedendo un esempio da emulare, scriveva al Vicere, ”Al merito, che erasi già fatto il Sardo, stato de’ primi a dar l’esempio di valore, ne aggiunse un altro coll’avere spiegato i commendevoli sentimenti d’essere abbastanza ricompensato della gloria riportata in mezzo alla propria Nazione, ha pensato di decorarlo di una medaglia d’oro…”. La medaglia d’oro fu effettivamente inviata al Vescovo di Iglesias Giuseppe Porcheddu per la consegna all’interessato.
Il 3 marzo, abbandonata l’idea di conquistare Cagliari, le truppe francesi tentarono nuovamente una sortita nell’istmo di Sant’Antioco sempre presidiato dalle milizie iglesienti. Dopo sanguinoso combattimento le truppe francesi, sconfitte ancora una volta, rimbarcarono e prendendo definitivamente il largo.
Successivamente, a seguito di riesame dei fatti del 17 gennaio, la medaglia d’oro venne commutata in quattro medaglie d’argento . Furono quindi decorati:
MAVM SERRA Francesco Antonio di Iglesias, fanteria miliziana. Medaglia d’Argento al Valore Militare.
MAVM CASU Antioco Ignazio di Iglesias, fanteria miliziana. Medaglia d’Argento al Valore Militare.
MAVM BAXU (BASCIU) Antonio di Iglesias, fanteria miliziana. Medaglia d’Argento al Valore Militare.
MAVM BAXU(BASCIU) Melchiorre di Iglesias, fanteria miliziana. Medaglia d’Argento al Valore Militare.
1.2 L’attacco francese alle coste del golfo di Cagliari, 27 gennaio – 24 febbraio 1793.
Il 27 gennaio la flotta francese iniziava il cannoneggiamento di Cagliari, il giorno seguente, dalle 8 del mattino alle 14, un tremendo e incessante bombardamento colpiva la Città. La conta dei danni in realtà si rivelò limitata mentre alcune navi nemiche furono incediate al largo dal fuoco degli artiglieri sardi. La flotta francese gettava l’ancora nel golfo di Quartu e sotto il promontorio di Pula. Il 12 febbraio, parte della flotta muoveva nuovamente verso Cagliari dove furono sottoposte a pesante bombardamento la Torre di Calamosca e il Lazzaretto. La sera del giorno seguente Cagliari veniva sottoposta nuovamente a vivissimo bombardamento mentre un migliaio di francesi sbarcarono poco distanti in località Margine Rosso. Nella giornata del 14 proseguiva il bombardamento della Città mentre gli artiglieri della Torre di Calamosca rispondevano con colpi ben assestati sul naviglio nemico.
La notte tra il 17 e 18 febbraio una imponente tempesta si abbatteva sul golfo di Cagliari mettendo in grande difficoltà la flotta francese, la nave francese il “Leopardo” si arenava sotto il forte di Sant’Agostino dove veniva immediatamente saccheggiata. Le giornate successive la flotta riparava nuovamente dietro il promontorio di Pula mentre una nave di linea e due corvette francesi si apprestavano a portare soccorso ai naufraghi del “Leopardo”.
Il 24 febbraio 1793 alcuni vascelli della flotta francese apparvero nuovamente al largo del golfo di Cagliari, la Tonnat iniziò intenso bombardamento verso le torri di avvistamento, in particolare quella di Calamosche (Calamosca), senza comunque, anche in questa occasione, procurare grave danno alla Città. Tradizione vuole che il patrono della Città di Cagliari, Sant’Efisio, portato in solenne processione sino alle batterie del porto, avesse protetto la Città, tanto che fu veduto nei cieli “un Generale, in cui raffiguravasi S. Efisio, di eterea luce sfolgorante e in atto di trionfatore, calcasse le cagliaritane fortezze e che opera sua fosse l’essere stato quasi innocuo alla città il continuato e terribile bombardamento degli estremi giorni di gennaio.” Tale prodigio valse al Santo il titolo di Generalissimo dei sardi.
Il 26 la flotta francese lascia definitivamente le acque di Cagliari diretta nuovamente verso il golfo di Palmas.
Per gli atti di coraggio sostenuti dai torrieri e artiglieri di Cagliari furono conferite numerose decorazioni.
Con dispaccio del 17 aprile 1793, da Torino, si comunicava la concessione delle seguenti decorazioni :
MOVM MONTELEONE Giovanni, Alcaide della Torre di Calamosca, residente a Cagliari. Si distingueva già il 9 febbraio quando quattro fregate francesi furono allontanate dalla costa dai cannoni della Torre di Pula, Monteleone con la scialuppa della Torre di Calamosca uscì al largo e, a circa 30 miglia dalla costa, riuscì a catturare una tartana francese portandola trionfalmente a Cagliari. Nelle giornate dal 14 al 16 febbraio 1793 si prodigava con i torrieri e artiglieri della Torre di Calamosca nella difesa di Cagliari con fuoco preciso infliggendo enormi danni alla flotta nemica. Fu decorato di Medaglia d’Oro al Valore Militare con la motivazione: “Per il particolare zelo, e la valorosa bravura con cui si sono comportati nella difesa della Torre de’ Segnali, e del poco distante costruitosi fortino pendente il passato assedio.” A seguito della soppressione della medaglia al Valore Militare, ottenne in sostituzione, la nomina a Cavaliere dell’Ordine Militare di Savoia. Moriva a Cagliari il 13 marzo 1838 con il grado di Capitano delle Regie Armate dopo una intensa vita al servizio della Patria.
MOVM FRONGIA Giovanni, Artigliere della Torre di Calamosca, residente a Cagliari. Si distingueva nei mesi di gennaio e febbraio 1793 nella difesa della Torre dei segnali di Calamosca, contrastando il cannoneggiamento francese con il fuoco dei propri pezzi impediva alle navi nemiche di avvicinarsi. Venne decorato di medaglia d’Oro al V.M. con le stesse motivazioni dell’Alcaide Giovanni Monteleone .
MOVM MIGONE Angelo, Artigliere della Torre di Calamosca, residente a Cagliari. Si distingueva nei mesi di gennaio e febbraio 1793 nella difesa della Torre dei Segnali di Calamosca, contrastando il cannoneggiamento francese con il fuoco dei propri pezzi impediva alle navi nemiche di avvicinarsi. Venne decorato di medaglia d’Oro al V.M. con le stesse motivazioni dell’Alcaide Giovanni Monteleone .
MAVM BORTINO/BOTTINO Francesco, Artigliere nato a Cagliari. Si distinse nei mesi di gennaio e febbraio 1793 per l’audacia dimostrata nella difesa della Torre dei segnali di Calamosca, per la quale venne decorato di medaglia d’Argento al V.M. con la seguente motivazione: “Per il particolare zelo e la valorosa bravura dimostrata nella difesa della Torre di Calamosche, presso Cagliari, investita dal corpo di spedizione francese dei volontari marsigliesi. Cagliari 11 – 15 febbraio 1793” .
MAVM PORCU Salvatore, Torriere residente a Cagliari: Su suggerimento dell’Alcaide Monteleone, si portava con altri combattenti presso il fortino di Sant’Elia e da questo impediva lo sbarco dei francesi in quella cala. Faceva parte del gruppo che difese la Torre di Calamosca. Venne decorato di medaglia d’Argento al V.M. con la seguente motivazione: “Per il particolare zelo e la valorosa bravura dimostrata nella difesa della Torre di Calamosche, presso Cagliari, investita dal corpo di spedizione francese dei volontari marsigliesi. Cagliari 11 – 15 febbraio 1793” .
MAVM NESPOLA Giambattista, Artigliere residente a Cagliari. Si distingueva nella difesa del campo di Gluc fino a Sant’Elia. Faceva parte del gruppo che difese la Torre di Calamosca. Venne decorato di medaglia d’Argento al V.M. con la seguente motivazione: “Per il particolare zelo e la valorosa bravura dimostrata nella difesa della Torre di Calamosche, presso Cagliari, investita dal corpo di spedizione francese dei volontari marsigliesi. Cagliari 11 – 15 febbraio 1793” .
MAVM GIANNETTO Francesco, Artigliere residente a Cagliari. Fece parte del gruppo che difese la Torre di Calamosca. Venne decorato di medaglia d’Argento al V.M. con la seguente motivazione: “Per il particolare zelo e la valorosa bravura dimostrata nella difesa della Torre di Calamosche, presso Cagliari, investita dal corpo di spedizione francese dei volontari marsigliesi. Cagliari 11 – 15 febbraio 1793” .
MAVM BONIFAI Pietro, Artigliere nato a Cagliari. Fece parte del gruppo che difese la Torre di Calamosca. Venne decorato di medaglia d’Argento al V.M. con la seguente motivazione: “Per il particolare zelo e la valorosa bravura dimostrata nella difesa della Torre di Calamosche, presso Cagliari, investita dal corpo di spedizione francese dei volontari marsigliesi. Cagliari 11 – 15 febbraio 1793” .
MAVM BRAGIONE/BRAGGIONE Pietro, Caporale di Artiglieria della Compagnia di Cagliari. Partecipava alla difesa di Cagliari ricevendo la Medaglia d’Argento al Valore Militare. A seguito della soppressione della medaglia al Valore Militare, ottenne in sostituzione, la nomina a Milite dell’Ordine Militare di Savoia. interessante notare che il Braggione nell’elenco dell’O.M.S. è indicato con il grado di tenente.
Le fonti consultate danno notizia della carriera militare del Bragione, sempre in artiglieria. Sulla Gazzetta Piemonte n. 20 del 15 settembre 1814 è pubblicata la “Pianta generale degli Officiali del Corpo Reale d’artiglieria, dalla quale risulta il “Luogotenente fisso per la compagnia Maestranza, Braggione Pietro, già sergente con medaglia d’argento avuta in Sardegna”. Autori come Mariano D’Ayale, in Bibliografia Militare Italiana Antica e Moderna, Torino 1854, volume I e Antonio Manno, in Bibliografia Storica degli Stati della Monarchia di Savoia, volume II, Torino 1891, citano la pubblicazione del Bragione, “Memorie su fatti di Cagliari, Torino 1796” del colonello di artiglieria Bragione Pietro.”.
Con successivo Dispaccio da Torino del 12 giugno 1793 , sono riconosciute ulteriori decorazioni a:
MAVM NATTER Francesco, Alcaide della Torre di Cortellas. Medaglia d’Argento al Valore Militare.
MAVM MARTEDDU Salvatore, Torriere. Medaglia d’Argento al Valore Militare, con la seguente motivazione: “Distintisi in occasione della difesa della Torre di Calamosche”.
MAVM SCANO Francesco, Torriere. Medaglia d’Argento al Valore Militare, con la stessa motivazione del Marteddu.
MAVM LIPPI Efisio, Torriere. Medaglia d’Argento al Valore Militare, con la stessa motivazione del Marteddu.
1.3 Tentativo francese di occupazione dell’isola de La Maddalena, 22 – 26 febbraio 1793.
Anche il nord Sardegna divenne oggetto dei tentativi francesi di conquista dell’Isola, il 22 febbraio le navi francesi, con a bordo il comandante Luogotenente di Fregata Goyetche e Napoleone Bonaparte con il grado di Luogotenente Colonnello, occuparono l’Isolotto di Sparagi e calarono l’ancora nelle acque antistanti l’Isola di Santo Stefano.
Il 23 seguente iniziò intenso bombardamento della Maddalena, si narra che fu lo stesso Bonaparte a puntare il tiro dei cannoni sull’Isola, al cannoneggiamento nemico corrispondeva preciso fuoco di controbatteria degli isolani.
Il giorno seguente, una batteria realizzata notte tempo sulle alture di Palau, colpiva pesantemente la flotta francese costringendola a riparare sotto costa a Caprera per le riparazioni dei danni.
Al contempo, la parte sarda studiava i piani per liberare Santo Stefano e prevenire la conquista de La Maddalena, di contro, il comando francese predisponeva i piani per lo sbarco su La Maddalena.
Nella giornata del 25, dopo un primo tentativo fallito, i francesi provarono ancora uno sbarco sull’isola di Caprera, ben difesa dalle milizie sarde al comando di Cesare Zonca.
Il successivo 26 si apre con intenso cannoneggiamento francese su La Maddalena, le armi sarde rispondono con precisione, ma i piani predisposti da entrambe le parti non si concretizzarono grazie all’ammutinamento della corvetta francese posta a protezione dei soldati sbarcati su Santo Stefano. A nulla valsero i tentativi di convincimento degli ammutinati che, senza ripensamenti, presero il largo diretti a Bonifacio. Il comandante Colonna Cesari, non poté che ordinare l’immediato imbarco delle truppe da Santo Stefano e la ritirata dell’intera flotta francese verso la Corsica, abbandonando comunque, su Santo Stefano, parte delle truppe che non erano riuscite celermente ad imbarcarsi.
Per la difesa de La Maddalena venivano concesse numerose decorazioni al Valore Militare:
MAVM (MOVM?) ASMARD/ARSMARD, Sergente Reggimento svizzero De Courten. Il 22 febbraio 1793 le truppe francesi sbarcano e occupano l’isolotto di Santo Stefano, il 25 seguente, esattamente a Cala Villamarina, il Sergente Asmard con un drappello di 20 svizzeri, occupa l’altura centrale, tale posizione consente il fuoco alle spalle dei cannonieri francesi, questi sono costretti a riprendere il mare a bordo di due feluconi (felucone è un veliero armato impiegato come nave da guerra) ancorati nella cala antistante. Contemporaneamente nella cala si intravedeva l’imbarcazione di Domenico Millelire che nel frattempo aveva circumnavigato l’isolotto e, con un unico cannone a disposizione, impediva ai francesi di portare in salvo la batteria posizionata sull’isolotto, fatta eccezione per due obici. Prima della fuga i francesi tentarono di distruggere anche i cannoni posizionati nella torre utilizzando due barili di polvere nera, il Sergente Asmard, resosi immediatamente conto delle intenzioni dei francesi, si precipitava coraggiosamente sui pezzi e strappava la miccia dai barili di polvere, impedendo così l’esplosione.
Sulla tipologia di decorazione conferita al Sergente Asmard, alcune fonti indicano la medaglia d’Oro altre invece la medaglia d’Argento al Valore Militare, le fonti concordano invece con la motivazione: “Al soldato della Compagnia Torrente del Reggim.to di Courten Asmard, che prima di evadersi dall’isola di S. Stefano dalle mani de’ Nemici ebbe la fermezza di togliere la miccia, che avevano essi appostare a due barili di polvere per far nella loro ritirata saltate la Torre.”
Lo stesso episodio è così narrato dal Pinelli in “Storia Militare del Piemonte”: “… vivamente incalzati dagli svizzeri condotti da un tale Arsmard, che arditamente gittavasi su loro colla sciabola alla mano, al momento che stavano per dar fuoco ancora una volta agli obici; azione per cui primo su tutto l’esercito subalpino egli meritava la decorazione, quantunque per la distanza e le difficili comunicazioni non la ricevesse che alcuni mesi dopo e quando già altri erano stati per varie azioni di valore in terraferma decorati.” Per meriti di guerra il Sergente Asmard fu successivamente promosso Tenente.
MOVM – MAVM MILLELIRE Domenico nato a La Maddalena nel 1761 come Leoni Domenico, nome di guerra “Debonnefois”, nocchiero della marina sarda. Da giovane, come i fratelli, intraprese la carriera nella Marina Sarda. Il 22 febbraio 1793 la flotta francese, costituita da un numero compreso tra 18 e 25 navi, le fonti in merito sono discordi, comandata dal Generale Pietro Paolo Colonna Cesari della Rocca, tentava un primo sbarco nella Punta delle Tegi. Il tentativo falliva grazie al coraggio mostrato dagli uomini al comando del Cavalier Vittorio Porcile. I francesi riuscirono invece ad occupare l’Isola di Santo Stefano, la posizione strategica consentì a Napoleone Bonaparte, non solo di difendere e mantenere l’isoletta, ma anche di puntare, da questa, i cannoni su La Maddalena. Domenico Millelire, da Punta delle Tegi, invece riusciva a tenere sotto tiro la flotta francese e, nottetempo, caricato un cannone su una prima imbarcazione, si apprestava a colpire la corvetta La Fauvette, mentre ulteriori tre cannoni, caricati su diverse imbarcazioni, furono trasportati a Punta Palau. I cannoni vennero subito sistemati e adoperati contro la flotta francese che bombardava incessantemente La Maddalena. La mattina del 26, Domenico Millelire a bordo della sua imbarcazione, inizio il cannoneggiamento delle navi francesi in ritirata da Santo Stefano, ma dovete desistere dall’inseguimento a causa delle correnti contrarie.
Per le azioni compiute in difesa de La Maddalena al Piloto Domenico Millelire, con Regio Viglietto 6 aprile 1793, fu conferita la medaglia d’Oro al Valore Militare con la seguente motivazione: “Per aver ripreso al nemico l’isola di Santo Stefano (La Maddalena) e per la vigorosa difesa dell’isola di La Maddalena contro gli attacchi della squadra navale della Repubblica francese. Isola di Maddalena, febbraio 1793.”
La decorazione non gli verrà attribuita subito a causa di un disguido che vide la consegna della prestigiosa onorificenza al fratello Agostino. Per i fatti delle Isole Cerbicari del 2-3 gennaio 1794 Domenico Millelire fu insignito della medaglia d’Argento al V.M. (vedi decorati anno 1794).
Nel giugno 1799 veniva promosso Primo Nocchiero e successivamente Piloto. Nel 1808 ottenne la nomina a Sottotenente di bordo, mentre nel 1811, raggiunse il grado di Capitano Tenente di fanteria. Concluderà il lungo servizio nella Marina Sarda con il grado di Luogotenente di Vascello dei porti. Nel 1816 a seguito della soppressione della medaglia al Valore Militare, ottenne, in sostituzione, la nomina a Cavaliere dell’Ordine Militare di Savoia. Morirà nell’isola natale il 14 agosto 1827.
MOVM – 2 MAVM ZONZA Tommaso, nato nel 1756, nome di guerra “La Fedeltà”, Nocchiero sulla galeotta “Sultana”. Il 23 febbraio 1793 sbarcava, con Domenico Millelire, a Palau e predisponeva una batteria per colpire la flotta nemica. Prendeva parte agli scontri con la flotta francese per la difesa de La Maddalena e per questo veniva decorato di Medaglia d’Argento al Valore Militare con la seguente motivazione “Per aver ripreso al nemico l’isola di Santo Stefano (La Maddalena) e per la vigorosa difesa dell’isola di La Maddalena contro gli attacchi della squadra navale della Repubblica francese. Isola di Maddalena, febbraio 1793.”
Per i fatti delle isole Cerbicari del 2-3 gennaio 1794, riceverà una seconda Medaglia d’Argento al V. M. (vedi decorati anno 1794).
Nominato Piloto nel 1810, il 28 luglio 1811 a bordo del lancione S. Efisio, presso Capo Malfatano, ingaggiava battaglia contro due navi barbaresche che, sconfitte, caddero in mano sarda. Per questo fatto fu decorato di Medaglia d’Oro al V.M. con la seguente motivazione: “Per essersi distinto nel glorioso fatto d’armi tra la flottiglia ove era imbarcato sulla mezza galera “Falco” contro due legni barbareschi, che con la loro preda furono il frutto della vittoria.” R.D. 31 agosto .
Nel 1816 a seguito della soppressione della medaglia al Valore Militare, ottenne, in sostituzione, la nomina a Cavaliere dell’Ordine Militare di Savoia.
Con Decreto del 14 febbraio 1827, essendo ormai Tommaso Zonza invalido di Marina, gli veniva assegnata la pensione di 720 lire annue. Morì a La Maddalena il 29 settembre 1842.
In onore Tommaso Zonza, sull’isola di Carloforte, gli fu intitolata una Batteria antinave e antiaerea.
MOVM – MAVM ZONZA Cesare, nato alla Maddalena, Timoniere. Nei fatti del febbraio 1793 fu incaricato, al comando di 60 uomini, di impedire lo sbarco dei francesi nell’isola di Caprera. Posizionata una batteria con i cannoni portati sull’isola da Domenico Millelire, difese l’isola dai tentativi di sbarco francese e tenne sotto costante fuoco la flotta nemica. Per il valoroso comportamento, fu conferita a Cesare Zonza la medaglia d’Argento al Valore Militare, con la seguente motivazione: “Per aver ripreso al nemico l’isola di Santo Stefano (La Maddalena) e per la vigorosa difesa dell’isola di La Maddalena contro gli attacchi della squadra navale della Repubblica francese. Isola di Maddalena, febbraio 1793.”
Il primo luglio seguente veniva promosso Sotto Comito. Nel gennaio 1794 partecipa ai fatti delle isole Cerbicali conseguendo la Medaglia d’Oro al Valore Militare (vedi decorati anno 1794). A seguito della soppressione della medaglia al Valore Militare, ottenne, in sostituzione, la nomina a Cavaliere dell’Ordine Militare di Savoia.
MAVM MAURAN/MORAN/MAURANDI Francesco, Capo Cannoniere – Capo Timoniere, nato a La Maddalena. Nel tentativo francese di conquista de La Maddalena guidava con precisione il tiro sulle navi nemiche provocando enormi danni. Una nave francese colpita da ben quattro palle infuocate fu costretta ad abbandonare il combattimento per riparare in luogo sicuro. Il Capo Cannoniere Mauran fu insignito di medaglia d’Argento al Valore Militare “Per aver ripreso al nemico l’isola di Santo Stefano (La Maddalena) e per la vigorosa difesa dell’isola di La Maddalena contro gli attacchi della squadra navale della Repubblica francese. Isola di Maddalena, febbraio 1793.”
MAVM ALIBERTINI/ALBERTINI Antonio Marinaio. A bordo dell’imbarcazione condotta dal Nocchiero Domenico Millelire, si occupava di mantenere accesa la forgia così da consentire costantemente il lancio di palle infuocate sulla flotta nemica. Per l’impegno mostrato nell’esecuzione della sua mansione al Marinaio Alibertini, fu concessa la medaglia d’Argento al Valore Militare con la seguente motivazione: “Per aver ripreso al nemico l’isola di Santo Stefano (La Maddalena) e per la vigorosa difesa dell’isola di La Maddalena contro gli attacchi della squadra navale della Repubblica francese. Isola di Maddalena, febbraio 1793”.
A seguito della soppressione della medaglia al Valore Militare, ottenne, in sostituzione, la nomina a Milite dell’Ordine Militare di Savoia.
MAVM SCHIROTTO, II° Nocchiere, nativo de La Maddalena. Uniche notizie sul conto del II° Nocchiero Schirotto si sono reperite dall’archivio dei decorati dell’Istituto del Nastro Azzurro. Con il Regio Viglietto 24 aprile 1793 gli veniva conferita la medaglia d’Argento al Valore Militare con la seguente motivazione: “Per aver ripreso al nemico l’isola di Santo Stefano (La Maddalena) e per la vigorosa difesa dell’isola di La Maddalena contro gli attacchi della squadra navale della Repubblica francese. Isola di Maddalena, febbraio 1793.”
Ulteriore medaglia d’Argento al V.M. gli sarà conferita per i fatti del 1811. Le fonti consultate non rivelano ulteriori informazioni su questo pluridecorato. La mancanza di notizie fa presupporre trattasi di un nome di guerra o errore di trascrizione.
2. La guerra delle Alpi, 21 settembre 1792 – 28 aprile 1796
Dal settembre 1792 al marzo dell’anno successivo, le truppe francesi riuscirono, senza grandi resistenze, a conquistare la Savoia e Nizza. Da fine marzo la resistenza delle truppe sarde si fa più intensa e numerosi furono gli atti di eroismo.
2.1 Le battaglie del colle del Perus, febbraio – aprile 1793
MOVM BENICONI Paolo, nome di guerra “Romano”, Sergente della milizia piemontese. Il 30 marzo 1793 tese un agguato in cui rimasero vittime 5 ufficiali topografi francesi e 4 soldati di scorta. Beniconi è generalmente considerato la prima medaglia d’Oro dell’esercito in realtà, come fa notare Pinelli, è la seconda in quanto la prima fu conferita al Sergente Asmard. “… Otteneva che venisse per tal fatto, d’ordine regio, decorato della medaglia d’oro, primo ad ottenerla in tutto l’esercito, sebben, come già feci notare, antecedentemente a lui meritata l’avesse lo svizzero Asmard in Sardegna.”
Nel 1816 a seguito della soppressione della medaglia al Valore Militare, ottenne in sostituzione la Croce d’Oro dell’Ordine Militare di Savoia.
MOVM MELUSINO, nome di guerra “Coeur du Roi” – “Cuore di Re”, Tamburo del Reggimento di Sardegna. Il 17 aprile 1793 a seguito di attacco dei francesi al colle del Perus, in compagnia di altri combattenti, riusciva a riprendere un cannone precedentemente caduto in mano nemica. Per questo atto di coraggio fu decorato di medaglia d’Oro al Valore Militare con la seguente motivazione: “Ritoglievano al nemico un cannone di cui si era già impadronito.”
MAVM nome di guerra “La Grazia”, Sergente del Reggimento di Sardegna I° battaglione. Il 17 aprile 1793, in compagnia di altri combattenti, riusciva a riprendere un cannone caduto in mano nemica. Per questa azione fu decorato di medaglia d’Argento al Valore Militare con la seguente motivazione: “Ritoglievano al nemico un cannone di cui si era già impadronito.”
MAVM ANSELMINO, Granatiere del Reggimento di Saluzzo. Il 18 aprile 1793, caduto nel giorno precedente il colle di Perus, le truppe sarde lo rioccuparono, in questa occasione si distinse il Granatiere Anselmino che venne decorato di medaglia d’Argento al Valore Militare con la seguente motivazione: “Per riconquista del Colle di Perus (Sospello)”
Menzione d’Onore GELSOMINO, Soldato Reggimento di Sardegna, I° battaglione. Per essersi distinto nella difesa del colle Perus nei combattimenti del 17 aprile 1793, gli veniva conferita la Menzione d’Onore. Per il fatto d’arme del 23 novembre 1795 verrà decorato di MAVM.
Menzione d’Onore GIRELLA, Soldato Reggimento di Sardegna, I° battaglione. Per essersi distinto nella difesa del colle Perus nei combattimenti del 17 aprile 1793, gli veniva conferita la Menzione d’Onore.
Menzione d’Onore ZAMPONI / ZAMPINI Soldato Reggimento di Sardegna, I° battaglione. Per essersi distinto nella difesa del colle Perus nei combattimenti del 17 aprile 1793, gli veniva conferita la Menzione d’Onore.
2.2 Le battaglie dell’Authion, 7 – 12 giugno 1793.
MOVM SILETTO/SALETTI Martino, nativo della Lombardia, Caporale del Reggimento Lombardia. Udito il proprio comandante preoccuparsi per lo scarseggiare delle munizioni a disposizione della truppa, scorgeva, forse abbandonato dal nemico un sacco pieno di munizioni e in compagnia del Caporale Gaudenzio Russo/Ruspo si lanciava, sciabola alla mano, alla conquista delle vitali munizioni. Sottratte le munizioni al nemico, costate però la morte del caporale Russo, il Siletto rientrava nella ridotta. Per l’atto di estremo coraggio compiuto presso Croce di Parsella il 12 giugno 1793 il caporale Siletto ottenne la promozione a sergente e gli fu conferita la medaglia d’Oro al Valore Militare. Martino Sileto fu ancora insignito di MAVM nel 1815 e, a seguito della soppressione della medaglia al Valore Militare, nel 1816, ottenne in sostituzione, la nomina a Cavaliere dell’Ordine Militare di Savoia.
MOVM CHIODO Francesco Maria, nome di guerra “Sans – Regret”, nato ad Alessandria nel 1752, Sergente di Artiglieria. Il 12 giugno si trovava a far parte di una batteria composta da alcuni cannoni nella postazione sull’Authion, la postazione subiva, alle spalle, improvviso attacco nemico. Dopo sanguinoso scontro, rimasto con solo cinque artiglieri, rivoltati i due pezzi rimasti funzionanti, iniziava, a breve distanza, preciso fuoco contro le incombenti truppe nemiche. Messo in fuga il nemico, con l’artigliere Pavetti Domenico del Reggimento provinciale di Oneglia, si lanciava all’inseguimento riuscendo a recuperare un pezzo che il nemico si accingeva a portare via. Per il coraggio mostrato il sergente Chiodo fu insignito della medaglia d’Oro al Valore Militare. Nominato alfiere nel 1814, sottotenente nel 1815, tenente di seconda classe nel 1817. Nel 1817, a seguito della soppressione della medaglia al Valore Militare ottenne, in sostituzione, la nomina a Cavaliere dell’Ordine Militare di Savoia.
MAVM PAVETTI/O Domenico, Cannoniere Reggimento provinciale Oneglia. Il 12 giugno si trovava a far parte di una batteria composta da alcuni cannoni sull’Authion, la postazione subiva, alle spalle, improvviso attacco nemico. Dopo sanguinoso scontro, rimaneva illeso e con i restanti quattro artiglieri, partecipava al fuoco contro le truppe nemiche. Messo in fuga il nemico, con il sergente Chiodo Francesco si lanciava all’inseguimento riuscendo a recuperare un pezzo che il nemico si accingeva a portare via. Per il coraggio mostrato il Cannoniere Pavetti fu insignito della medaglia d’Argento al Valore Militare.
A seguito della soppressione della medaglia al Valore Militare ottenne, in sostituzione, la nomina a Milite dell’Ordine Militare di Savoia.
MOVM CAPEL Carlo Tommaso, Sergente Artiglieria Reggimento di Savoia. Nelle giornate dal 7 al 12 giugno 1793 si distinse nei combattimenti dell’Authion e venne decorato di medaglia d’Oro al Valore Militare. Nel 1817, a seguito della soppressione della medaglia al Valore Militare ottenne, in sostituzione, la nomina a Cavaliere dell’Ordine Militare di Savoia.
MAVM BIANCO, Caporale Cacciatori Reggimento Aosta. Già distintosi nei combattimenti del 17 aprile sul Perus, dava ulteriore prova di valore nei combattimenti a difesa di Milleforche dell’8 – 12 giugno 1793, per i quali gli fu riconosciuta la medaglia d’Argento al Valore Militare.
MAVM SOLINAS, Sergente Reggimento di Sardegna. Per i combattimenti dell’Authion dall’8 al 12 giugno 1793, gli fu riconosciuta la medaglia d’Argento al Valore Militare.
MAVM ARNAUD Giovanni Lorenzo, Caporale Reggimento Lombardia (Oneglia). Per i combattimenti dall’ 8 – 12 giugno 1793, fu decorato di medaglia d’Argento al Valore Militare. A seguito della soppressione della medaglia al Valore Militare ottenne, in sostituzione, la nomina a Milite dell’Ordine Militare di Savoia. Nominato Sottotenente di fanteria, nel 1818 prestava servizio presso la Regia Accademia Militare quale Aiutante Militare.
MAVM BONFIGLIO, Granatiere dei volontari nizzardi Reggimento della Regina. Nel fatto d’armi del 25 giugno 1793 riceveva la medaglia d’Argento al Valore Militare con la seguente motivazione: “Slanciandosi, il primo, sul trinceramento nemico, uccisa la sentinella, si impadroniva delle armi deposte al fascio, e stendeva poi morto al suolo il caporale francese, che colla sciabola nuda su lui gittavasi.”
MAVM nome di guerra LA FOGLIA, Caporale dei volontari nizzardi Reggimento della Regina. Il 25 giugno 1793 sul Colle Mangiabò, riceveva la medaglia d’Argento al Valore Militare per la seguente motivazione: “Abile tiratore, proteggeva la ritirata contro numerosi nemici di cui ne uccideva e feriva parecchi.”
MOVM RICCI, Sergente dei pionieri. Nella notte tra il 13 e il 14 giugno al fine di rompere lo stallo su Tournoux, il Principe di Carignano prese l’iniziativa e di sorpresa, alla baionetta, dava assalto alla trincea nemica espugnandola. Per il coraggio mostrato il Sergente Ricci venne decorato di medaglia d’Oro al Valore Militare.
MOVM PAGNONE, Sergente di artiglieria. Nella notte tra il 13 e il 14 giugno al fine di rompere lo stallo su Tournoux, il principe di Carignano prese l’iniziativa e di sorpresa, alla baionetta, dava assalto alla trincea nemica espugnandola. Per il coraggio mostrato il sergente Pagnone venne decorato di medaglia d’Oro al Valore Militare.
MOVM PONZA Lorenzo nome di guerra “La Rosèe”, Sergente Reggimento granatieri Aosta. Nella notte tra il 13 e il 14 giugno al fine di rompere lo stallo su Tournoux, il Principe di Carignano prese l’iniziativa e di sorpresa, alla baionetta, dava assalto alla trincea nemica espugnandola. Per il coraggio mostrato il sergente La Rosèe venne decorato di medaglia d’Oro al Valore Militare con la motivazione: “Entrava per primo nella ridotta con Kellunberg”. La medaglia fu appuntata al petto del valoroso il 29 luglio seguente dallo stesso il Principe di Carignano.
MOVM KELLUNBERG, Soldato appartenente al Reggimento Croato. Nella notte tra il 13 e il 14 giugno al fine di rompere lo stallo su Tournoux, il principe di Carignano prese l’iniziativa e di sorpresa, alla baionetta, dava assalto alla trincea nemica espugnandola. Per il coraggio mostrato il Soldato Kellumber veniva decorato di medaglia d’Oro al Valore Militare con la motivazione: “Entrava per primo nella ridotta con La Rosèe”. La medaglia fu appuntata al petto del valoroso il 29 luglio seguente dallo stesso il Principe di Carignano.
M_VM ALEX Claudio, Granatiere di Moriana. Il 19 agosto due palle nemiche colpirono il Capitano Cordon, Comandante dei Granatieri di Moriana, l’ufficiale rimaneva a terra gravemente ferito. Il Granatiere Claudio Alex resosi conto che l’avanzata del nemico avrebbe comportato la prigionia per il suo comandante, si lanciava animosamente tra gli avversari, raggiunto il capitano, lo caricava sulle sue spalle e lo portava in salvo. Per questo gesto venne successivamente decorato ma non è conosciuta la tipologia della decorazione ricevuta.
MOVM – MAVM CHARRIÈRE/CHARIÈRE Francois/ Francesco, nativo di Thone, nome di guerra “Belfleur”, chiamato dai francesi anche “Brigand vert” per il colore della sua camicia, Sergente dei Granatieri Reali. Dal 30 luglio al 22 agosto le truppe sarde al comando del Duca di Monferrato marciavano, con aspri combattimenti, verso Moutiers. Il 22 agosto il Duca fece ingresso trionfale nella città, appuntando personalmente al petto alcune medaglie al Valore Militare. Per il coraggio mostrato il Sergente Charière venne pubblicamente decorato della medaglia d’Oro al Valore Militare. Il 29 agosto le truppe sarde si trovavano trincerate sull’avamposto di Beaufort resistendo per ben dieci ore agli attacchi francesi che, alla sera, decisero di ripiegare. Per il coraggio mostrato anche in questa occasione il Charière venne insignito della medaglia d’Argento al Valore Militare . A seguito della soppressione della medaglia al Valore Militare ottenne, in sostituzione, la nomina a Cavaliere dell’Ordine Militare di Savoia.
MAVM MARCHIANDI/MARCIANDI Giovanni Domenico, Granatiere di Marina. Dal 30 luglio al 22 agosto le truppe sarde al comando del Duca di Monferrato marciavano, con aspri combattimenti verso Moutiers. Il 22 agosto il Duca fece ingresso trionfale nella città, appuntando personalmente al petto alcune medaglie al Valore Militare. In questa occasione il Granatiere Marciandi fu insignito di medaglia d’Argento al Valore Militare. Giovanni Domenico risulta essere il padre di Giovanni Battista anch’egli decorato nel 1793.
A seguito della soppressione della medaglia al Valore Militare ottenne, in sostituzione, la nomina a Milite dell’Ordine Militare di Savoia.
MAVM ARRIAGO/ARIAGNO/ARLICO, Cacciatore. Nell’avanzata verso Moutiers, incontrata una ridotta nemica, il Cacciatore Arriago, con altri due soldati, riusciva a prendere posizione su un picco dominante, da quel punto fu in grado di aprire il fuoco sugli occupanti il fortino. Colpito dalla reazione dei francesi al petto e alla spalla, non abbandonava la posizione. Il 22 agosto nel corso della cerimonia di Moutiers gli venne conferita medaglia d’Argento al Valore Militare.
Nella cerimonia del 22 agosto a Moutiers furono consegnate ulteriori decorazioni al Valore Militare:
MAVM BISSO, Caporale dei cacciatori del Reggimento Piemonte, medaglia d’Argento al Valore Militare.
MAVM DAPORT, Sergente dei granatieri del Reggimento Moriana, medaglia d’Argento al Valore Militare.
MAVM CHARDON, Sergente dei granatieri del Reggimento Moriana, medaglia d’Argento al Valore Militare.
MAVM TARAGLIO Caporale del Reggimento Marina. Il 29 agosto 1793 le truppe sarde si trovavano trincerate sull’avamposto di Beaufort resistendo per ben dieci ore agli attacchi francesi che alla sera decisero di ripiegare. Per il coraggio mostrato il Caporale Taraglio venne insignito di medaglia d’Argento al Valore Militare.
MOVM SCANU Francesco nome di guerra “La Granata”, Cacciatore del Reggimento Sardegna, nativo di Cagliari. Il 30 settembre 1793 i francesi si erano impadroniti di due ridotte sotto il forte Farone (Tolone). Il primo settembre, a seguito di feroce scontro alla baionetta, le truppe francesi dovettero sbandarsi consentendo alle truppe sarde di occupare le posizioni avversarie. Due soldati si distinsero più di altri entrando per primi nei trinceramenti nemici, il Cacciatore Scanu e il Soldato Marciandi. Per questa azione il cacciatore Scanu venne decorato con la medaglia d’Oro al Valore Militare con la motivazione: “Per essere entrato per primo nelle ridotte nemiche.” Francesco Scanu fu nominato Sergente nel 1796 e, a seguito della soppressione della medaglia al Valore Militare ottenne, in sostituzione, la nomina a Cavaliere dell’Ordine Militare di Savoia.
MOVM MARCIANDI Giovanni Battista o Giambattista, nato Frassineto (TO) nel 1773, Soldato Reggimento Sardegna. Il 30 settembre 1793 i francesi si erano impadroniti di due ridotte sotto il forte Farone (Tolone). Il primo settembre, a seguito di feroce scontro alla baionetta, le truppe francesi dovettero sbandarsi consentendo alle truppe sarde di occupare le posizioni avversarie. Due soldati si distinsero più di altri entrando per primi nei trinceramenti nemici, il Soldato Marciandi e il Cacciatore Scanu. Per questa azione il Soldato Marciandi venne decorato con la Medaglia d’Oro al Valore Militare con la motivazione: “Per essere entrato per primo nelle ridotte nemiche.” Il soldato Marciandi continuava nella carriera militare: sergente nel Reggimento Lombardia, nei Cacciatori del Reggimento Regina, sottotenente nel Reggimento Piemonte. A seguito della soppressione della medaglia al Valore Militare ottenne, in sostituzione, la nomina a Cavaliere dell’Ordine Militare di Savoia. Moriva a Strambino nel 1834.
MOVM MUSSO Gerolamo, nome di guerra “Bienvenu” di Sommariva sul Bosco, Sergente dei Dragoni Reggimento Piemonte. Il primo ottobre rimaneva isolato con pochi armati a difesa di una batteria. Imbracciando una spingarda con il Sergente Bellunè e due serventi apriva e manteneva il fuoco anche dopo la morte dei serventi e il ferimento del Bellunè, impedendo al nemico di avanzare, riuscendo successivamente, a mettersi in salvo con il Bellunè. Per la determinazione dimostrata veniva decorato di medaglia d’Oro al Valore Militare.
Ferito il 16.06.1794 nel tentativo di impedire la cattura del maggiore Gaetano Francesco Incisa di Camerana, moriva all’ospedale di Moutieres.
MOVM nome di guerra Bellunè/Bellelune, Sergente di Artiglieria del Reggimento Chiablese. Il primo ottobre rimaneva isolato con pochi militi armati a difesa di una batteria. Con il sergente Musso e due serventi, imbracciando una spingarda apriva e manteneva il fuoco sino al suo ferimento, impedendo così al nemico di avanzare e riuscendo comunque a mettersi in salvo con il Sergente Musso. Per la determinazione dimostrata veniva decorato di medaglia d’Oro al Valore Militare. Per motivi non noti la decorazione fu consegnata alcuni anni dopo.
MOVM MANERA Carlo nome di guerra “La Fortuna”, Tamburino adolescente del Reggimento Piemonte. All’alba del 17 dicembre 1793 durante l’attacco delle truppe francesi al forte Farone, partecipava attivamente al combattimento “servendo un pezzo da 5 e salvandolo assieme a 2 camerati a Croix Pharon.” Per il coraggio mostrato veniva decorato di medaglia d’Oro al Valore Militare. Successivamente otteneva la promozione a Sergente Tamburo. Con la soppressione della medaglia al Valore Militare ottenne, in sostituzione, la nomina a Milite dell’Ordine Militare di Savoia.
MAVM CORAZZA/CAVAZZU PAIS Gioanni di Santu Lussurgiu. Nel dispaccio da Torino 18 settembre 1793, si apprende che Gioanni Corazza Pais della Villa di Santu Lussurgiu “essendosi portato in terraferma ha rassegnato a S.M. una sua Supplica avvalorata da onorevoli dichiarazioni, principalmente da una del Sig. Ca.re Guiso comprovanti il zelante servizio da lui reso volontariamente in occasione della difesa del Regno…”. Solo nel Dispaccio trasmesso da Cagliari il 7 marzo 1794 si apprende che “L’ho trovata al sud.to Dispaccio la Medaglia d’Argento destinata per il noto Cavazzu Pais, cui sarà conferita.
Le decorazioni al Valore conferite per l’anno 1793, così come rielaborate nel presente lavoro, risultano 54, 35 d’Argento e 19 d’Oro, una in più rispetto alle 53 riferite dal Pinelli, la differenza di una medaglia potrebbe essere causata dalla medaglia d’Argento conferita al Corazza/Cavazzu, il cui iter concessorio si è svolto tra il settembre 1793 e il marzo 1794.
3. Il combatto del 15 aprile 1787
Il 15 aprile 1787 la mezza galera Beata Margherita navigava nelle acque tra la Sardegna e la Corsica quando avvistava uno “Sciabecco Barbaresco giudicato Tunisino”. Raggiunta l’imbarcazione barbaresca si iniziava un feroce combatto durato “due ore, ed un quarto”. L’imbarcazione nemica aveva la peggio, ma seppur danneggiata e privata della bandiera e di una scialuppa, riparava celermente nelle acque della Corsica evitando di cadere preda della Beata Margherita. A causa del contatto con i marinai tunisini, l’equipaggio della nave sarda dovette essere sottoposto a quarantena. Conclusa la quarantena la Beata Margherita avrebbe dovuto far rotta verso Cagliari dove “Al bravo equipaggio” il viceré Angelo Maria Solaro di Moretta avrebbe provveduto a somministrare per tre giorni “una doppia razione di carne ed una di vino solita corrispondersi ad un marinaro…“, inoltre il viceré si riservava di sentire il comandante della Beata Margherita il Sig. Vassallo Matton de Benevel per assumere ulteriori informazioni e valutare come gratificare alcuni membri dell’equipaggio che nel combattimento si erano distinti, convinto che “… S.M. si degnerà di approvare si fatta mia favorevole risoluzione.”
La relazione inviata dal viceré veniva riscontrata con la Regia Provvigione del 22 maggio. Vittorio Amedeo III Re di Sardegna, si felicitava per l’esito dell’azione e insigniva il comandante della nave Sig. Matton del titolo di Cavaliere della Sacra Religione dei SS. Maurizio e Lazzaro e una pensione di 400 lire di Piemonte, la Guardia Marina volontario Mamelli del grado di Sottotenente di fanteria, mentre al Piloto Millelire (Agostino n.d.a.) e al Capo Cannoniere Laghè nativo di Villafranca che, nonostante le ferite riportate continuarono nei loro compiti sino alla fine del combattimento, fu riconosciuto un “annuo trattenimento di lire cinquanta di Piemonte” e “per loro maggiore distinzione rimettere all’uno, ed all’altro una delle Medaglie d’oro, che perciò in numero di due ed entrambe eguali vi facciamo pervenire unite alla presente.”
Al Secondo Cannoniere Boyer, al Sotto Comito Lo Spasso e al Marinaro che “strappo dal Bordo dello Sciabecco nemico il Bastone d’Insegna colla Bandiera” che pur feriti non abbandonarono il combattimento fu conferita la medaglia d’argento cosi come al Comito Muscat che, rimasto pur indenne nel combattimento, si distingueva comunque nell’esecuzione dei suoi compiti con “singolare esattezza”.
A tutto il restante equipaggio e persino ai forzati fu riconosciuta una ricompensa in denaro, questi ultimi ottennero, in più, la libertà o la riduzione della pena a seconda dei reati commessi.
La cerimonia della consegna delle medaglie si svolse “Al ritorno della R.a Mezza Galera la B. Margherita da Carloforte, che precedette di qualche ora le R.e Navi si diede intiera esecuzione al prescritto dal R.o Viglietto del 22 maggio che ha colmato di giubilo, e riconoscenza tutto l’equipaggio per le R.e grazie comparitegli, e soltanto non si è potuto rimettere una delle medaglie al marinaro, che strappò dal borso dello sciabecco nemico il bastone d’insegna colla Bandiera, sia perché crede il Sig.r Cav.e Matton, che vari vi abbiano cooperato nell’attacco, come perché il Soggetto, che poi raccolse nel mare la Bandiera, ed a cui potrebbe forse spettare la medaglia è un maltese, il quale dopo essere stato cogli altri ammesso a libera pratica è partito per Malta sua patria…”
Da quanto sopra emerge che effettivamente delle medaglie d’oro e argento, quali ricompense per atti di valore, furono conferite prima della effettiva istituzione delle medaglie d’oro e argento al Valore avvenuta, come noto, nel maggio del 1793. Se si analizzano le date di conferimento delle medaglie al Valore del 1793, si evince che la medaglia d’oro al sardo “stato de’ primi a dar l’esempio di valore” e le ulteriori d’oro e argento, conferite ai torrieri di Cagliari, venivano comunicate con il dispaccio del 17 aprile 1793, ma anche le medaglie d’oro e argento concesse per i fatti della Maddalena, tra queste, la medaglia d’oro di Domenico Millelire, conferite con il Regio Viglietto del 6 aprile, risultano tutte precedenti alla data del 21 maggio 1793.
Non si può pertanto escludere l’esistenza di una prassi, precedente al 21 maggio, che prevedeva il conferimento di segni distintivi e ricompense economiche a quanti Bassi ufficiali e truppa, in combattimento, si rendevano protagonisti di particolari atti di valore e coraggio. Si ricordi che gli ufficiali che si distinguevano in valore e coraggio venivano decorati del secolare Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro nonché della promozione al grado superiore.
Sulla Rivista Marittima n. 35 del 1902 l’Ammiraglio Marchese, nel ricordare il combattimento della Beata Margherita e le decorazioni conseguite, ritiene le medaglie una “particolare distinzione” in quanto la medaglia al Valore non era ancora stata istituita, giustificando quale prima medaglia d’oro quella conferita a Domenico Millelire per la difesa de La Maddalena del 1793. La tesi sostenuta non è convincente in quanto, come sopra detto i torrieri e artiglieri di Cagliari, furono i primi ad avere la medaglia d’oro ma prima di essi furono gli iglesienti ad avere, per i noti fatti, l’oro poi commutato in argento.
Alcuni autori , recentemente, hanno scritto sulle medaglie d’oro e d’argento conferite per i fatti dell’aprile 1787, ritenendo necessario adeguare gli elenchi dei decorati al fine di onorarne correttamente la memoria. L’opportunità di revisione ci è data dal progetto in corso dell’Istituto Nastro Azzurro di aggiornamento e implementazione Albo d’Oro Nazionale dei Decorati al Valor Militare.
A prescindere dai risvolti storici e politici che hanno privilegiato l’esaltazione della medaglia d’Oro di Domenico Millelire, anziché quella concessa al fratello Agostino, la vicenda della medaglia d’Oro di quest’ultimo pare certamente chiarita dalle fonti storiche, ma sorge una ulteriore perplessità, perché il Regio Viglietto del 31 marzo 1795 “riconcede” ad Agostino la medaglia d’oro al Valore “Per essersi varie volte distinto, e segnalatamente nel combatto del 15 aprile 1787 con la Regia mezza galera Beata Margherita, contro uno sciabecco barbaresco e nel combatto in principio di gennaio 1794 contro due sciabecchi barbareschi.”?
Il citato Regio Viglietto del 31 marzo 1795 con le stesse motivazioni di Agostino riconcede ai protagonisti del combatto del 1787 le seguenti medaglia al Valore Militare:
MOVM LAGHE’, capo cannoniere.
MAVM BOYER, secondo cannoniere.
MAVM MUSCAT, comito.
MAVM ORNANO Simone nome di guerra “Lo Spasso”, sotto comito.
Dalla breve sintesi della storia personale di Agostino Millelire emergono alcune curiosità.
MOVM MILLELIRE Agostino nato a La Maddalena nel 1758 come Leoni Gio Agostino, fratello maggiore del più noto Domenico. Si arruola giovanissimo nella marineria sarda e ne percorre la carriera.
Agostino Millelire, al pari del fratello Domenico partecipava, nel febbraio 1793, alla difesa de La Maddalena. Dalla relazione sui fatti trasmessa dal Cavaliere Costantin al Viceré, le gesta del Piloto Millelire (Agostino) al pari di quelle del Nocchiere Millelire (Domenico) e di altri combattenti venivano ampliamente descritte e riconosciute, ma al Piloto Millelire (Agostino) contrariamente alle aspettative non venne concessa nessuna ricompensa al Valore Militare né promozione.
A causa di un errore nella compilazione del Regio Viglietto di conferimento della medaglia d’oro al V.M. e del relativo compenso economico, la decorazione fu consegnata ad Agostino anziché a Domenico.
L’equivoco creo grosso imbarazzo quanto al comandante della flotta cavalier Costantin, quanto al Viceré Balbiano nonché al Nocchiere Millelire (Domenico).
Il viceré chiese spiegazioni alla Capitale del Regno; con Dispaccio del 7 agosto il Ministro Di Cravanzana così argomenta: “Ignorandosi qui, che esistessero due fratelli Millelire, si è tanto più facilmente qui preso sbaglio nel spedire al Piloto (Agostino n.d.a.) il Biglietto per la pensione di lire duecento, che deve essere accordata al Nocchiere Millelire, in quantoché interpellatosi il Sig. Cav.re di Foncenex a dare notizie di tutti i Soggetti dei Regi Legni fattisi presenti dal Sig. Cavre Costantin per essere ricompensati, assicuro egli, che il Millelire era appunto il Piloto già molto cognito a questa Segreteria; e non può e per quindi che per altro sbaglio di semplice scritturazione se si è indicato a V.E. le £ 300 invece di duecento. Ora non dovendo un errore cader fuor di proposito a carico della Regia Cassa si compiacerà V.E. di farsi rimettere, e rimandarmi il Sud.to Big.to, onde venga rifatto in capo del Nocchiere Millelire, tanto più che dal contenuto del medesimo potrà Ella facilmente rilevare essere, tanto rispetto al merito d’ recenti servizi, quanto anche alla collazione della medaglia d’oro, tutto relativo al Nocchiere, e non al Piloto, potrà V.E., qualora ne lo giudichi meritevole, accordargli una gratificazione, anche per scemagli il dispiacere di veder a sparire l’illusione, che forse erasi già fatta di essere a parte di nuove grazie.” Il Dispaccio individua il Piloto Millelire (Agostino) come “già molto cognito a questa Segreteria” e inoltre lascia intendere che lo stesso abbia in passato ricevuto dei riconoscimenti, “… essere a parte di nuove grazie.”.
Nel successivo Dispaccio da Torino del 17 settembre 1793 si ribadisce: “… il succeduto equivoco, il quale non sembra per altro che debba dare al Piloto Millelire alcun titolo di richiami, giacché oltre all’esser egli già convenientemente provvisto con precedenti grazie, che egli fa onore di aver giustificate, non venne poi annoverato nella suddivisata nota.” La linea ministeriale pare quindi confermare che Agostino Millelire in passato sia stato “… già convenientemente provvisto con precedenti grazie, …” e che allo stesso, per i fatti de La Maddalena, non gli sarebbe stato concesso ulteriore riconoscimento.
Il Pilotto Millelire (Agostino) venne reso edotto dell’errore e, non nascondendo il proprio malcontento, avrebbe perfino raccolto testimonianze a suo favore circa la condotta tenuta nella difesa de La Maddalena, non è chiaro se trattene a sé la medaglia d’oro o la restituì.
Del malcontento di Agostino Millelire si fa interprete il viceré che avvia tra Cagliari e Torino diverse interlocuzioni; il Dispaccio del 30 ottobre da Torino pone rimedio all’increscioso equivoco: “… non avendo perciò S.M. stimato di accordargli veruna aggiunta di trattenimento si compiacque bensì di decorarlo come già si fece nello scorso Aprile per il Rossetti, del grado di Piloto di Fregata, con avere inoltre permesso che V.E. gli faccia pur corrispondere una gratificazione, di cui la M.S. lascia a V.E. di fissare il quantitativo a di lei arbitrio colle sopra specificate precazioni. Si spediscono ora le necessarie commissioni per l’accennato nuovo di lui grado, e si rifà pure il Viglietto per il trattenimento di £ 200 al Nocchiere Millelire di lui fratello, onde aggiustare così lo sbaglio in cui si è incorso per l’uniforme duplicità dé nomi qui ignorata.” Ad Agostino Millelire non saranno riconosciti ulteriori trattenimenti, ma verrà “decorato” con la promozione di Piloto di Fregata, ottenendo inoltre una gratificazione il cui importo sarà deciso dal viceré, tenendo conto delle disponibilità di cassa. Quanto sopra descritto induce a pensare che effettivamente Agostino Millelire godesse del rango e dei privilegi della medaglia d’Oro conferita per i fatti del 1787.
Ai primi di gennaio del 1794 il Piloto Agostino partecipa con successo al combattimento di gennaio 1794 contro due sciabecchi barbareschi, per l’azione gli verrà subito comunicata la promozione a piloto di Fregata mentre nel 1795 sarà promosso sottotenente delle truppe di fanteria. Negli anni successivi partecipa ad altri scontri in mare ottenendo dapprima la promozione a Tenente, poi quella di Governatore de La Maddalena e di Comandante della stessa. Nel 1811 per il lungo e fedele servizio è nominato da Vittorio Emanuele I Capitano e successivamente Maggiore. Nel 1816 con la soppressione della medaglia al Valore Militare ottenne, in sostituzione, sarà nominato Cavaliere dell’Ordine Militare di Savoia, morirà pochi mesi dopo il 29 dicembre, dopo 40 anni prestati al servizio della Marina Sarda.
La vita di Agostino Millelire ben è sintetizzata, in quello che Orazio Nelson pare dicesse di lui: “Ho un rivale, e questo è Agostino Millelire.”
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