ALIGI BARDUCCI E GIOVANNI VALENTINI – M.O.V.M. DI AGOSTO

  

BARDUCCI ALIGI

Tenente complemento fanteria, partigiano combattente

Chiamato alle armi nell’aprile 1934, passò effettivo al Quartier Generale della Divisione Peloritana con la quale partecipò negli anni 1935-36 alla campagna di guerra in A.O. (Africa Orientale), ottenendo i galloni di caporale. Frattanto, conseguito il diploma di ragioniere nell’Istituto tecnico di Como, era stato assunto dal Ministero delle Finanze come ufficiale di dogana in Como, e si era iscritto all’Università di Firenze nella facoltà di economia e commercio. Richiamato in servizio nel dicembre 1939 nel 128° reggimento fanteria e conseguita la nomina a sottotenente di complemento nel marzo 1942 passò al 67° reggimento fanteria mobilitato. Ottenne di essere trasferito alla 112^  compagnia del II battaglione arditi, con la quale prese parte alle operazioni di guerra in Sicilia. Dopo gli avvenimenti dell’8 settembre 1943 rientrò a Firenze e partecipò alla lotta clandestina per la resistenza sotto il nome di Potente, creando la Brigata Garibaldi Lanciotto e successivamente assumendo il comando della Divisione Garibaldi Arno.

“Sfidando ogni pericolo, consacrava la sua attività ad animare, suscitare, rafforzare il fronte della resistenza in Toscana. Organizzatore dei primi distaccamenti partigiani in quella zona, costituì la Brigata Garibaldi Lanciotto e la comandò in ripetuti durissimi scontri, guidandola con intrepido valore ed alto spirito di sacrificio in vittoriosi combattimenti, come quelli ormai leggendari per la difesa di Cetica. Comandante della Divisione Garibaldi Arno portava i propri reparti all’avanguardia dell’Esercito alleato nella battaglia per la liberazione di Firenze. Affrontata eroicamente l’ostinata e rabbiosa resistenza tedesca, si apriva un varco tra le fila nemiche e guidava i volontari italiani ad entrare combattendo, i primi, in Firenze sua città natale. Alla testa, come sempre, dei propri uomini, mentre dirigeva l’azione dei garibaldini contro le retroguardie tedesche asserragliate nella città, cadeva colpito da una granata nemica. – Firenze, 8 agosto 1944.”

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VALENTINI GIOVANNI

Capomanipolo 735^ Bandera

Conseguito il diploma nella Scuola magistrale di Forlimpopoli ed ottenuta a Bologna l’abilitazione fu insegnante elementare prima a Sarsina, poi a Novi di Modena ed infine, dal 1934 al 1937, nella nativa Modigliana. Ammesso nel novembre 1931 alla Scuola allievi ufficiali di complemento di Salerno, nell’anno successivo fu promosso sottotenente, assegnato all’11° reggimento fanteria. Congedato il 31 gennaio 1933, fu richiamato per addestramento di 15 giorni all’11° nel 1936, dopo di che, dal 1° luglio, venne promosso tenente a scelta ordinaria. Nel gennaio 1937, a domanda, fu messo a disposizione della M.V.S.N. (Milizia Volontaria Servizio Nazionale) e mobilitato partì volontario per la Spagna col 735° battaglione CC.NN. (Camicie Nere). Capomanipolo, comandante di un plotone della 3^ compagnia, inquadrato nella Divisione Fiamme Nere, morì il 15 agosto nell’ospedale universitario chirurgico Chiurco in seguito alle gravi ferite riportate in combattimento.

“Comandante audace di un plotone di arditi, ufficiale di sperimentato valore, già ferito in precedenti azioni di guerra, rinunciava al rimpatrio e all’estrema consolazione di riabbracciare la madre morente, per condurre a rischiosissima impresa gli arditi del suo plotone e del battaglione Invincibile, che egli aveva preparato a tutto osare con esemplare virtù trascinatrice. Sotto violento fuoco nemico lanciandosi, primo, alla conquista di forte posizione avversaria, si apriva un varco nell’intrico dei reticolati coi tubi di gelatina, di sua mano posti e fatti brillare. Alla testa dei suoi arditi, irrompeva poi sul trinceramento conteso affrontando il nemico con il pugnale e le bombe a mano e nella lotta aspra e sanguinosa, dava mirabile prova di valore e di eccezionale ardimento. Colpito a morte, rifiutava ogni soccorso e seguitava ad incitare i suoi uomini, elevando l’ultimo grido di fede e di vittoria: Avanti! Non curatevi di me! Proseguite. A chi non obbedisce lancio una bomba. Viva l’Italia! Viva il Duce!. -Monte Picones, 14 agosto 1937.”

Altre decorazioni: Medaglia Bronzo al Valor Militare

«Ferito ad una spalla, rimaneva con il suo plotone fino al termine dell’azione. Già distintosi per slancio e ardimento in precedenti combattimenti. Hontanares, 22 marzo 1937