Il 21 maggio la sig.ra Daniela LOTZNIKER, figlia dell’ammiraglio Marino LOTZNIKER, anche a nome della sorella Lorena, ha donato al Museo della Piazzaforte il medagliere, i diplomi di conferimento delle medaglie al V.M. l’emblema araldico del nostro Istituto e la tessera di socio del padre.


Alla cerimonia hanno presenziato con il direttore del Museo, avv. Antonello Forestiere, il Sindaco della città di Augusta, dott. Di Mare e l’assessore alla cultura Carrabino. Il Presidente nazionale ha ringraziato telefonicamente la gentile donatrice.
Alla sig.ra Daniela, accompagnata ad Augusta dal ricercatore e divulgatore di storia militare vicentino Marco Gargari, è stato consegnato dal Presidente della Federazione Provinciale di Siracusa, intervenuto assieme al consigliere Amm. Ponzio e al segretrario dott. Failla, l’attestato di benemerenza della Presidenza Nazionale.

Di seguito un breve profilo del pluridecorato eroe
Marino Lotzniker nacque a Fiume il 6 aprile 1915. Dopo avere frequentato l’Accademia Navale quale Allievo Ufficiale di Stato Maggiore (complemento) e nominato Guardiamarina, conseguì il brevetto di Osservatore aero nel 1939. Venne quindi assegnato alla 184.a Sq. R.M. (Ricognizione Marittima) facente parte dell’83° Gruppo con sede presso l’Idroscalo “Luigi Spagnolo” di Augusta. Effettuò la sua prima missione di guerra già l’11 giugno 1940 a bordo di un velivolo della 170.a Squadriglia su velivolo Cant.Z.506B che operava anch’essa dallo stesso idroscalo, per una ricognizione sul mare verso la Cirenaica. La sua determinazione e coraggio ebbero subito modo di emergere in una delle sue successive missioni quando, alcuni giorni dopo, durante una ricognizione a sud di Malta attaccò con le bombe in dotazione, d’intesa col pilota del velivolo, un cacciatorpediniere inglese che avevano intercettato. A bordo di velivolo Cant.Z.501 effettuò missioni di ricognizione in occasione degli eventi che portarono agli inizi di luglio allo scontro navale di Punta Stilo.
Il 10 luglio 1940, nel corso di una missione nell’alto Ionio meridionale, l’idrovolante sul quale era imbarcato dovette ammarrare per avaria. I naufraghi vennero avvistati a più riprese da altri idrovolanti partiti da Bengasi alla loro ricerca ma dovettero tuttavia trascorre la notte in balia delle onde dell’alto mare. Venne anche avvistata nell’oscurità una nave, ma nemica: i naufraghi, sebbene in condizioni assai difficili, non si fecero scorgere per non cadere prigionieri. L’indomani altri due idrovolanti italiani li ritrovarono nuovamente finché, poco dopo, vennero raggiunti e tratti in salvo da una torpediniera che prese pure a rimorchio l’idrovolante riportandolo a Bengasi. Per questa azione venne concessa a Lotzniker la Croce di Guerra al Valor Militare. Nell’estate venne trasferito alla 143.a Squadriglia Autonoma R.M. operante dalla Cirenaica.
Il 13 settembre nel corso di una ricognizione nel Mediterraneo orientale, il suo velivolo avvistò un grosso gruppo navale britannico composta da tre incrociatori e quattro cacciatorpediniere di scorta ad un convoglio diretto in Egeo. L’idrovolante seguì per ore la formazione nemica segnalandone i movimenti e rientrò dopo sette ore di volo a sera alla base. Per questa missione e per tutte quelle precedentemente svolte Lotzniker ricevette la Medaglia d’Argento al Valor Militare.
Nel gennaio 1941 Lotzniker ed i compagni di equipaggio si offrirono per operare con il loro idrovolante da Tobruk, sebbene già accerchiata dal nemico e prossima a cadere. Impossibilitati a ripartire nell’imminenza della caduta della piazzaforte, autoaffondarono il velivolo e con un mezzo di fortuna riuscirono a raggiungere via mare le linee italiane. Per la condotta tenuta nell’azione venne concessa a Lotzniker una seconda Croce di Guerra al Valor Militare.
Venne quindi promosso Sottotenente di Vascello e nella primavera passò, sempre con il ruolo di Osservatore, agli aerosiluranti che operavano con i trimotori S.M. 79. Terminata una fase di addestramento a Gorizia, fu trasferito alla 283.a Squadriglia Autonoma Aerosiluranti che operava in Sardegna dall’aeroporto di Elmas. Il 23 luglio 1941 il suo trimotore fece parte della formazione di sei velivoli che attaccarono una formazione navale britannica entrata in Mediterraneo con rotta levante per dare evita all’operazione “Substance”. Il suo velivolo colpi con uno dei suoi due siluri il cacciatorpediniere Fearless, causandogli gravi danni, morti e feriti tra l’equipaggio; la nave, oramai irrecuperabile, venne quindi affondata da un’altro cacciatorpediniere del convoglio La violenta reazione contraerea colpi tuttavia il trimotore che fu costretto ad ammarrare presso la costa algerina, rendendo naufraghi sul battellino i membri dell’equipaggio. Nel pomeriggio furono tratti in salvo da un cacciatorpediniere britannico; presi prigionieri, la nave li condusse a Gibilterra. Per le ferite subite Lotzniker ed un compagno furono trasbordati sulla corazzata Renown, dove furono trattati sempre con rispetto e cordialità. Trascorse in Inghilterra la restante prigionia sino alla fine della guerra. Per avere contribuito in modo determinante al successo conseguito nell’azione, venne concessa a Lotzniker la seconda Medaglia d’Argento al Valore Militare.
Rientrato in Italia, riprese il servizio con la Marina Militare reggendo incarichi di comando, anche in ambito N.A.T.O., raggiungendo il grado di Contrammiraglio. E’ scomparso l’11 aprile 1990.
