EMILIO CAIZZO E ALDO MARIA SCALISE – M.O.V.M. DI MAGGIO

  

CAIZZO EMILIO

Geniere Guastatore – 1° Raggruppamento Speciale Genio

Appartenente a modesta famiglia di contadini, nel 1938 si arruolò volontario nel 3° reggimento carristi a Bologna in qualità di aspirante meccanico aggiustatore, ma ammalatosi poco dopo, venne prosciolto dalla ferma volontaria perché non idoneo fisicamente e congedato. Richiamato nel febbraio 1940 e destinato al 21° reggimento genio, raggiunse il reggimento a Bengasi. Assegnato alla 3^ compagnia trasmettitori, si ammalò nuovamente e rimpatriò. Ripreso servizio nel 12° reggimento genio, fu inviato a domanda al 2° corso guastatori presso la Scuola Centrale del Genio a Civitavecchia. Ultimato il corso ritornò, volontario, in A.S. (Africa Settentrionale) dove venne assegnato alla 3^ compagnia del XXXII battaglione guastatori.

“Volontario guastatore, sebbene a riposo per ferita riportata in precedente azione, chiedeva ed otteneva di partecipare, quale portacarica, all’attacco di munita ridotta nemica. Oltrepassato con un compagno il varco di un reticolato, sotto intenso fuoco, sebbene colpito da scheggia di granata, riusciva a portarsi sotto l’opera fortificata e a provocare lo scoppio della carica, distruggendo due mitragliatrici nemiche. Colpito una seconda volta più gravemente e già allo stremo delle forze, visto cadere un compagno, con epico gesto gli strappava dalle mani la carica già accesa e la portava sulla piazzola nemica, ove, in supremo olocausto, immolava la giovane vita per la Patria.” Tobruk (A.S.) 15-16 maggio 1941.

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SCALISE ALDO MARIA

Tenente s.p.e. – 132° rgt.a.cor. “Ariete”

Conseguita la maturità classica presso il Liceo Ginnasio Carlo Alberto di Novara, entrò, nell’ottobre 1937, all’Accademia di artiglieria e genio di Torino uscendone sottotenente in s.p.e. d’artiglieria due anni dopo. Alla dichiarazione di guerra, interrotto il corso d’applicazione, partecipò volontario alle operazioni belliche sul fronte alpino occidentale con la 1^ batteria del gruppo Susa del 1° reggimento artiglieria alpini, ritornando poi alla Scuola di applicazione ad armistizio concluso con la Francia. Ultimato il secondo anno di corso e rientrato al reggimento, fu trasferito in seguito al 2° artiglieria celere e nel maggio 1941 passò a domanda al I gruppo corazzato della Divisione Littorio. Promosso ten. dal 1° ottobre 1941, pochi mesi dopo, ai primi di gennaio del 1942, offertosi spontaneamente di accompagnare materiali ed uomini in A.S. (Africa Settentrionale) venne destinato, al 132° reggimento artiglieria della Divisione corazzata Ariete, dove assunse il comando della 1^ batteria del V gruppo semoventi.

“Comandante di sezione semovente, durante l’attacco contro munite posizioni fortificate, di iniziativa, penetrava d’impeto nelle prime linee avversarie. Con abile ardita manovra e con preciso tiro di infilata, riduceva al silenzio numerose postazioni di armi anticarro insidiosamente sistemate nel terreno. Colpito gravemente, persisteva nell’azione, che apriva le vie del successo al proprio gruppo ed ai reparti corazzati della sua divisione. Mortalmente ferito al petto una seconda volta, mentre ancora dirigeva il fuoco, rivolgeva in uno sforzo supremo, parole di incitamento al proprio equipaggio. Chiudeva così la sua vita da prode soldato, illuminando di gloria la nuova artiglieria corazzata italiana.”  Rughet el Atasc (A.S.), 27 maggio 1942.

Altre decorazioni:

Medaglia di Bronzo sul campo (A.S., 1942)

«Ufficiale capo di sezione semoventi, essendogli stato colpito un pezzo ed ucciso un servente, si portava audacemente avanti col proprio pezzo per meglio contrastare col fuoco il tiro del nemico. Ferito, rifiutava di farsi medicare e continuava a combattere. Finito il combattimento esigeva che prima di lui venissero curati i propri artiglieri, dando un fulgido esempio di senso del dovere. Fatto d’arme di Bir Hamarini, a sud di El Mechili (Africa Settentrionale), 14 marzo 1942.»