GIOVANNI ACCORSI E DONATO BRISCESE – M.O.V.M. DI FEBBRAIO

  

ACCORSI GIOVANNI

Maresciallo di 3ª classe A.A., pilota

Arruolatosi volontario nell’Aeronautica, quale allievo sergente pilota, nel maggio 1935, tre mesi dopo, era nominato primo aviere pilota e il 16 ottobre sergente, assegnato all’8° stormo a Poggio Renatico. Chiesto ed ottenuto di partecipare alle operazioni di guerra in A.O. sbarcava a Massaua il 19 genn. 1937 e veniva assegnato alla 62ª squadriglia di Addis Abeba ove otteneva la promozione a sergente maggiore nel novembre dello stesso anno. Rimpatriato dopo circa un anno di permanenza in A.O. e conseguito il passaggio dal bombardamento alla caccia, partiva volontario per la Spagna dove, facendo parte della squadriglia «La cucaracha», si meritò anche un encomio solenne. Promosso maresciallo nel dic. 1939, l’anno dopo combatté prima sul fronte occidentale meritandosi un secondo encomio solenne e successivamente, dal 10 sett. in A.S. col 151° gr. autonomo C.T.

“Giovane pilota da caccia di rara perizia, volontario d’Africa e di Spagna, più volte decorato al valore, dall’inizio dell’attuale guerra sul fronte occidentale prima e sul fronte marmarico poi, sosteneva aspri combattimenti aerei e partecipava quindi a reiterati mitragliamenti a volo radente su mezzi meccanizzati nemici dando luminosa prova delle sue magnifiche doti di combattente. Venuto a conoscenza che un camerata era stato costretto ad un atterraggio di fortuna in posizione avanzata, chiedeva di essere designato al suo salvataggio con l’apparecchio plurimotore. Conscio della gravità della missione e del pericolo che essa comportava, incalzando il nemico in quel momento con crescente violenza, chiedeva di essere unico pilota a bordo. Attaccato dalla caccia che gli incendiava l’apparecchio, rinunciando alla possibilità di salvarsi col paracadute, immolava la fiorente vita nel generoso tentativo di portare a salvataggio il motorista.” Cielo dell’Africa Settentrionale (Bengasi), settembre 1940-4 febbraio 1941.

Altre decorazioni:

Medaglia d’Argento al Valor Militare

“Abile ed ardito pilota da caccia, volontario in missione di guerra per l’affermazione degli ideali fascisti, compiva numerose azioni belliche e sosteneva cinque ardui combattimenti contro forze avversarie soverchianti, contribuendo, con la sua azione irruenta ed audace all’abbattimento di ventinove apparecchi nemici. Cielo di Spagna, agosto-dicembre 1938.”

Medaglia d’Argento al Valor Militare

Abile ed ardito pilota da caccia, volontario in missione di guerra per l’affermazione degli ideali fascisti, compiva numerose azioni belliche e sosteneva cinque ardui combattimenti contro forze avversarie soverchianti, contribuendo, con la sua azione irruenta ed audace all’abbattimento di ventinove apparecchi nemici. Cielo di Spagna, agosto-dicembre 1938.”

 

BRISCESE DONATO

Caporal Maggiore, I btg. 2° rgt. genio pontieri

Caporal maggiore, 1° battaglione 2° reggimento genio pontieri. Di modesta famiglia di agricoltori, fu chiamato alle armi il 30 marzo 1939 ed assegnato al 2° reggimento pontieri. Mobilitato nel giugno 1940 con il I battaglione pontieri dell’Armata del Po partecipò alle operazioni di guerra svoltesi sul fronte occidentale. Trattenuto alle armi e promosso caporale il 20 luglio 1941 partiva col battaglione per la Russia. Caporal maggiore il 16 gennaio 1942, fu nominato caposquadra mitraglieri.

«Pontiere caposquadra mitraglieri, in aspro combattimento contro rilevanti forze, portava i dipendenti con ardita decisione all’attacco, infliggendo gravi perdite al nemico. Caduti alcuni serventi, benché ferito una prima volta, rimaneva al proprio posto incitando i suoi uomini alla resistenza ed assicurando l’efficace fuoco dell’arma. Ferito una seconda volta al capo da una scheggia di mortaio, cosciente della critica situazione per la grave minaccia nemica, rifiutava ogni cura e continuava audacemente la lotta. Rimasta l’arma inutilizzabile, si poneva alla testa dei superstiti e cercava ancora di arrestare il nemico con lancio di bombe a mano, finché colpito a morte da raffica di mitragliatrice, immolava la propria vita, fiero di avere contrastato il passo al nemico prodigandosi oltre gli umani limiti del dovere. Nikolajewka (Fronte russo), 20 febbraio 1942