M.O.V.M. DI NOVEMBRE – 3° PARTE

  

DI NAPOLI ANTONIO

Sottotenente cpl. fanteria, 84° Reggimento Fanteria

Iscritto nella Facoltà di giurisprudenza all’università di Roma, abbandonava, gli studi per arruolarsi volontario quale allievo ufficiale di complemento presso il 31° rgt. fanteria e, nel luglio 1938 conseguiva la nomina ad aspirante. Destinato al btg. Lanciafiamme del rgt. chimico a Civitavecchia, vi era promosso sottotenente il 10 ottobre e trattenuto in servizio a domanda, passava nel 1939 al 92° fanteria ove assumeva la carica di aiutante maggiore del III battaglione dopo avere comandato interinalmente una compagnia. All’inizio del 1940, chiese di essere inviato in Albania e veniva assegnato alla Base militare di Durazzo, ma nell’ottobre, all’inizio delle ostilità in Grecia, otteneva di essere trasferito all’84° reggimento fanteria dove assumeva il comando di un plotone fucilieri della 1ª compagnia del I battaglione. Il 20 luglio 1943 gli veniva concessa alla memoria la laurea “ad honorem” in Giurisprudenza dall’Università di Roma.

“Volontario di guerra, veniva a sua domanda assegnato a reparti operanti. Intrepido comandante di plotone, in una serie di accaniti cruenti combattimenti durati più giorni e risoltisi sempre favorevolmente, dopo strenua lotta corpo a corpo, riusciva a consolidarsi in caposaldo benché soggetto a reiterati violenti attacchi che rintuzzava infliggendo severe perdite. Ridotto il suo plotone ad un pugno di superstiti, non desisteva dall’impari lotta, rimanendo sulle posizioni imperterrito ed aggressivo, sebbene ferito gravemente. Giunti rinforzi all’esiguo presidio, in un supremo slancio di sublime eroismo trovava ancora la forza di condurli all’assalto incoraggiando tutti con ardenti parole di patriottismo, finché cadeva colpito mortalmente” – Qifarshtes (Fronte greco) 14-17 novembre 1940

 

CENACCHIO FELICE

Partigiano combattente

Studente nel Liceo scientifico di Casal Monferrato, fu tra i primi a lasciare gli studi e la famiglia per raggiungere le formazioni partigiane del magg. Mauri facenti capo alla Divisione alpina delle Langhe. Educato al culto della Patria dal padre, maresciallo dei CC., volontario e pluridecorato della prima guerra mondiale, si dimostrò intrepido nell’azione e coraggioso nel rischio.

“Giovane diciottenne, animato da puro spirito di patriottismo, benché ancora scosso dallo scoppio di una mina da lui stesso fatta brillare Per la distruzione di un ponte, volontariamente si offriva per azioni di maggior rischio. Durante la grande battaglia delle Langhe, rimasto solo al posto più avanzato dopo avere dato ai compagni la possibilità di sganciarsi, attaccava con lancio di bombe quattro carri armati e dopo averne immobilizzato uno cadeva nelle mani del nemico che, ammirato da tanto coraggio, gli offriva salva la vita se fosse passato alla sua parte. Al disonore, preferiva la morte e, condotto al supplizio, le ultime parole che lanciò in faccia ai suoi carnefici furono: <<Viva l’Italia! – Viva la Libertà! >>. Roccacigliè, 15 novembre 1944.